Da Trump a Farage, da Orban a Le Pen, fino a Meloni che viene trattata con sufficienza anche quando si scambia salamelecchi con Biden o Von der Leyen, in Occidente il problema della legittimazione democratica va ben oltre il consenso popolare: non solo non basta, ma averlo è addirittura pericoloso.
Basta vedere quanto sta accadendo in Francia, con un Fronte Repubblicano che si sta formando per ostacolare ad ogni costo la prospettiva di un governo formato dal Rassemblement National (RN): addirittura i candidati de La France Isoumise, la formazione politica di sinistra estrema guidata da Jan-Luc Melenchon, che fino a ieri l’altro era odiatissimo perché antisemita, in quanto aveva sostenuto che l’attacco di Hamas del 7 Ottobre era una forma di resistenza politica e non un atto di terrorismo da condannare senza concedere alcuna attenuante, ha fatto opera di desistenza a favore dei candidati che si oppongono comunque al RN. I suoi candidati che erano arrivati al terzo posto per numero di voti nel primo scrutinio, e che avrebbero potuto presentarsi al ballottaggio, sono stati infatti convinti a non presentarsi per far confluire i voti degli elettori sul candidato alternativo a quello del RN: chiunque è votabile, ma non un candidato del RN.
Nessuno ne parla volentieri, ma è quello che è successo in America dopo che Trump è stato eletto inaspettatamente alla Presidenza, battendo la ultra corteggiata Hillary Clinton: un buffo personaggio noto al pubblico solo per il ciuffo di capelli color pannocchia di grano che sfoggiava di gusto nella sua partecipazione come “Boss” ad un serial televisivo molto popolare, si era permesso di battere la Candidata dei Poteri Forti, combinando per l’appunto un disastro dopo l’altro: mettendo dazi alle importazioni cinesi, ritirando la adesione americana all’accordo di liberalizzazione commerciale TPP, al Trattato di Parigi sul clima ed a quello sul controllo del nucleare iraniano, poi cercando di bloccare la immigrazione incontrollata ed infine puntando sulla produzione interna di petrolio e gas di scisto e non sulle energie rinnovabili. Contraddicendo il Verbo della Narrazione, andava azzerato. Per non farsi mancare niente, era stato pure falsamente accusato da una ex-spia inglese di avere intese con Putin: un vero e proprio nemico della Patria!
La vicenda penale legata all’assalto al Campidoglio, ora sottoposta al vaglio della Corte Suprema che ha confermato la insindacabilità di tutti gli atti che sono compiuti come Presidente, ha tenuto azzoppato Trump per anni: ed ora questa sentenza si può addirittura ritorcere contro Biden stesso, se emergessero suoi interessi diretti in controverse faccende d’affari di cui è stato protagonista il figlio Hunter in Ucraina.
Inutile parlare del caos che c’è da anni in Gran Bretagna. Dopo la Brexit, i Premier hanno ormai la longevità di un fazzolettino di carta: sono “usa e getta”, con la girandola innescata da Theresa May, con Boris Johnson, Liz Truss e Richi Sunak, dimessosi pure lui da poche settimane per andare alle elezioni. All’orizzonte non c’è solo la rivincita dei Laburisti, ma il ritorno sulla scena politica dell’astro di Farage che fu l’artefice della Brexit: un vero pasticcio per le élite londinesi che da allora sono sempre più isolate, perché ormai la Gran Bretagna non gioca più su nessun tavolo politico che conta, potendo giocare solo di sponda nella Nato e sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia. Ecco che cosa succede quando il popolo dà retta a personaggi “fuori sistema” come Farage.
Parlare bene di Orban il Magiaro è un insulto alla democrazia. La stessa cosa vale per l’ex-premier polacco Jarosław Kaczyński, per non parlare del fratello Lech morto in circostanze tragiche, entrambi leader del partito Diritto e Giustizia (PiS): una formazione “di destra nazional-conservatore, tradizionalista e illiberale. È fortemente contrario alla legalizzazione dell’aborto, all’eutanasia, alle unioni civili e ai matrimoni omosessuali”, come si legge su Wikipedia con una dizione ritenuta da verificare.
La democrazia va bene, ma solo se il popolo non sbaglia: gli oltre dieci milioni di voti raccolti dal RN nel primo turno delle elezioni legislative sono un segnale pericoloso, una deriva che va fermata.
Anche la Premier Meloni in fondo è una avventizia, mal sopportata: le nomine dei Top Jobs europei sono una vicenda riservata ai partiti storici, alle Famiglie Tradizionali come i Popolari (PPE), Sinistra e Democrazia (SD) cui si possono aggiungere a pieno titolo anche i Verdi ed i liberali di Reniew Europe. Gli altri, conservatori e nazionalisti, devono rimanere fuori dai giochi. I loro rappresentanti possono certamente sedere nell’Europarlamento, ma solo perché sono ininfluenti: sono i figuranti di una democrazia di cartone.