La corsa dell’India al litio: l’ultimo obiettivo dell’Elefante

Federico Giuliani

30 Aprile 2024 - 07:08

L’India importa quasi il 70-80% del litio e il 70% degli ioni di litio dalla Cina. Delhi vuole creare una catena di approvvigionamento sicura.

La corsa dell’India al litio: l’ultimo obiettivo dell’Elefante

L’India ha fame di litio. Il gigante asiatico sta lavorando per rafforzare il suo accesso ad una serie di minerali altamente strategici, primo su tutti il cosiddetto “oro bianco”. Il Paese più popoloso al mondo è infatti in piena corsa per raggiungere i suoi rivali nella costruzione di efficienti catene di approvvigionamento energetico di nuova generazione.

È per questo che il governo indiano è impegnato a spingere i grandi gruppi minerari statali ad insediarsi in Sud America e Africa, e cioè in due regioni ricche di litio, in maniera tale da mettere le mani su adeguate riserve della preziosa risorsa per dare ossigeno al settore dei veicoli elettrici e delle energie rinnovabili (dove, per la cronaca, in entrambi la Cina ha un vantaggio solidissimo).

Nel 2023 il ministero delle Miniere indiano ha pubblicato un elenco di «Minerali critici per l’India». Il documento definisce i minerali critici come «essenziali per lo sviluppo economico e la sicurezza nazionale» e la cui «mancanza di disponibilità» o «concentrazione dell’estrazione o della lavorazione in poche località geografiche» può portare all’interruzione delle catene di approvvigionamento. Il litio è classificato come un minerale “strategico”, con una dipendenza del 100% dalle importazioni e per questo in cima alla lista delle priorità di Delhi.

Lo sprint dell’India

Nel 2023 l’India ha scoperto ingenti riserve di litio in JharkhandRajasthanJammu e Kashmir. Per sfruttare i depositi, il governo ha facilitato il processo minerario consentendo l’asta delle miniere di litio. La decisione ha aperto le porte agli attori privati ​​per l’estrazione dell’oro bianco.

Il governo, ha quindi sottolineato Eastasiaforum, ha anche iniziato a liberalizzare le politiche e le normative nel settore minerario per incoraggiare le industrie a produrre sul territorio indiano. Questi passi segnalano come l’Elefante sia seriamente intenzionato a creare una catena di approvvigionamento sicura. Scendendo nei dettagli, Nuova Delhi mira a costruire un ecosistema nel settore degli EV, e il litio è una componente essenziale.

La tecnologia delle batterie è considerata vitale per la crescita economica dell’India, così come per la transizione verso l’energia verde e il raggiungimento dell’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2070. Stando ad alcune previsioni, inoltre, la domanda di batterie aumenterà fino a 260 GWh da qui al 2030.

“L’importanza, la richiesta e il bisogno di minerali critici stanno aumentando esponenzialmente a causa degli obiettivi tecnologici, di crescita e climatici che ci siamo prefissati”, ha detto al Financial Times VL Kantha Rao, segretario del ministero indiano delle Miniere.

L’importanza del litio (e non solo)

L’India prevede di destinare circa la metà dei suoi progetti di esplorazione nazionale pianificati per il prossimo anno a minerali critici come grafite, molibdeno, nichel, cobalto, litio e potassio. Nel frattempo l’azienda statale indiana Khanij Bidesh India Ltd ha firmato un accordo con Catamarca Minera y Energetica Sociedad del Estado (Camyen), di proprietà del governo della provincia argentina nord-occidentale di Catamarca.

Delhi sta anche valutando la possibilità di perseguire progetti minerari critici in Cile, che ha alcune ottime miniere di rame e litio, e in Bolivia, nonché in Africa, tra Namibia, Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Mozambico e Sud Africa. Ha poi concluso accordi con Australia e Stati Uniti (per lo sviluppo di una tecnologia di lavorazione dei minerali critici).

Il gigante asiatico, del resto, sta stanziando miliardi di dollari in sussidi per la produzione di veicoli elettrici, le tecnologie rinnovabili e l’elettronica, e cioè ambiti che dipendono dalle forniture dei minerali critici elencati. L’India, come se non bastasse, importa quasi il 70-80% del litio e il 70% degli ioni di litio dalla Cina. Questa dipendenza da Pechino, rivale storico e geopolitico nonostante entrambi i Paesi siamo membri del gruppo Brics, potrebbe mettere a rischio la crescita indiana e le industrie nazionali, e compromettendo l’agenda economica di Narendra Modi, destinato a vincere le prossime elezioni nazionali. C’è solo un piccolo problema da considerare: Delhi è partita in ritardo in una maratona globale ricca di tanti attori.