La corsa all’intelligenza artificiale sta aumentando vertiginosamente il debito delle Big Tech. Per costruire data center, comprare chip e potenziare il cloud, i giganti della tecnologia stanno investendo cifre gigantesche. Le stime parlano di oltre 3.000 miliardi di dollari di spesa globale nei prossimi anni, mentre solo gli hyperscaler (da Google ad Amazon) potrebbero arrivare a 400 miliardi di nuovo debito entro il 2026.
Per ora le Borse festeggiano. Ma nel mercato del credito gli investitori stanno iniziando a chiedere più protezione sul debito di alcune Big Tech.
E guardando ai dati sul debito e ai prezzi delle coperture sul credito emerge una mappa abbastanza chiara di chi è più esposto nella corsa all’AI. Una sorta di classifica che racconta quali aziende rischiano di più se l’entusiasmo degli investitori dovesse rallentare.
La classifica delle Big Tech più esposte alla corsa all’intelligenza artificiale
Per capire quali aziende sono davvero più esposte alla corsa all’intelligenza artificiale bisogna guardare dove i mercati iniziano a percepire il rischio prima degli altri: nel credito.
Ci sono due indicatori che aiutano a leggere meglio la situazione. Il primo è il livello di debito accumulato per finanziare data center, cloud e infrastrutture legate all’AI. Il secondo è il costo delle coperture sul credito, cioè i credit default swap (CDS), strumenti che funzionano come una sorta di assicurazione contro il rischio di default.
Quando gli spread dei CDS salgono, significa che gli investitori stanno chiedendo premi più alti per proteggersi. Non è per forza un campanello d’allarme immediato, ma è un segnale che il mercato sta iniziando a guardare con maggiore attenzione alla sostenibilità di alcuni bilanci.
Incrociando debito, investimenti nell’intelligenza artificiale e costo delle coperture sul credito emerge una classifica abbastanza chiara tra le grandi aziende tecnologiche.
Debito, CDS e investimenti AI delle principali Big Tech
Fonte Bloomberg
1) Oracle
Oracle è oggi la Big Tech che il mercato del credito osserva con più attenzione. Negli ultimi anni la società ha aumentato sensibilmente il debito per finanziare l’espansione nel cloud e, soprattutto, per costruire infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. Non a caso i CDS a 5 anni viaggiano intorno a 160 punti base, i più alti tra i grandi gruppi tecnologici, mentre il debito ha superato i 100 miliardi di dollari.
2) Meta Platforms
La casa madre di Facebook sta investendo cifre enormi per rafforzare la propria capacità nell’intelligenza artificiale. Data center, chip e infrastrutture per il machine learning stanno facendo salire rapidamente le spese in conto capitale. Il debito si aggira attorno a 40 miliardi di dollari, mentre i CDS a 5 anni sono saliti fino a circa 45 punti base, segno che il mercato del credito ha iniziato a chiedere più protezione.
3) Amazon
Amazon resta uno dei protagonisti assoluti della corsa all’AI grazie a AWS, il suo colosso del cloud. Ma proprio la spinta su cloud e data center richiede investimenti sempre più elevati. Il debito è intorno a 65 miliardi di dollari, mentre il gruppo continua a sostenere oltre 60 miliardi di capex, una parte crescente dei quali destinata all’infrastruttura necessaria per l’intelligenza artificiale.
4) Alphabet (Google)
Alphabet mantiene uno dei bilanci più solidi del settore, ma anche qui la corsa all’AI sta facendo aumentare rapidamente il fabbisogno di capitale. Le recenti emissioni obbligazionarie e i nuovi piani di investimento nel cloud e nei data center stanno iniziando a riflettersi anche nel mercato del credito. Il debito si colloca intorno a 46 miliardi di dollari, mentre i CDS a 5 anni sono saliti a circa 35 punti base. Gli investimenti AI previsti arrivano fino a 185 miliardi di dollari.
5) Microsoft
Microsoft resta l’azienda con il profilo di rischio più basso tra i grandi hyperscaler. Nonostante gli investimenti enormi nell’intelligenza artificiale, soprattutto attraverso il cloud e la partnership con OpenAI, il mercato continua a considerarla uno dei debitori più solidi del settore tecnologico. Il debito supera gli 80 miliardi di dollari, ma i CDS a 5 anni restano intorno ai 20 punti base, tra i più bassi del comparto.
In sintesi,
| Azienda | Debito | CDS 5Y | Investimenti AI |
|---|---|---|---|
| Oracle | >100 mld $ | 160 bps | cloud + data center |
| Meta | 40 mld $ | 45 bps | capex 35-40 mld |
| Amazon | 65 mld $ | 35 bps | >60 mld capex |
| Alphabet | 46 mld $ | 35 bps | fino a 185 mld |
| Microsoft | 80 mld $ | 20 bps | OpenAI + cloud |
Questa classifica non indica quali aziende sono più deboli, ma dove il mercato del credito vede crescere più velocemente l’esposizione finanziaria legata alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Ed è proprio guardando a questi segnali che emerge un caso particolare: Oracle, oggi la società con il profilo di rischio più elevato tra le Big Tech impegnate nella corsa all’AI. Nel prossimo paragrafo vediamo perché.
Perché Oracle è la più indebitata e perché stanno aumentando gli spread CDS di Meta e Alphabet
Il caso più evidente oggi è Oracle. Negli ultimi anni il gruppo ha accelerato in modo aggressivo gli investimenti nel cloud e nei data center per l’intelligenza artificiale, aumentando sensibilmente il ricorso al debito. Il risultato è che il debito complessivo della società ha superato i 100 miliardi di dollari, uno dei livelli più alti tra le Big Tech.
Questo cambio di passo si riflette direttamente nel mercato delle coperture sul credito. Il costo dei CDS a cinque anni di Oracle è passato in pochi mesi da circa 50 punti base a oltre 160 punti base, più che triplicato in meno di un anno. In pratica assicurare 1 milione di dollari di debito Oracle costa oggi circa 16.000 dollari l’anno, contro i 5.000 di dodici mesi fa. Non è un livello da crisi. Ma è il tipo di movimento che nei mercati del credito fa alzare le antenne.
Per avere un riferimento storico, livelli simili di CDS sono stati osservati in passato in aziende tecnologiche che attraversavano fasi di forte pressione finanziaria. Durante la crisi delle telecomunicazioni dei primi anni 2000, società come WorldCom e Global Crossing avevano visto i loro CDS impennarsi proprio quando il mercato iniziava a dubitare della sostenibilità del debito accumulato per finanziare le nuove infrastrutture di rete. Anche durante la crisi finanziaria del 2008 molti gruppi industriali hanno visto i CDS superare i 150–200 punti base prima di affrontare forti tensioni sul credito.
Naturalmente il confronto non significa che Oracle si trovi nella stessa situazione. Ma il mercato sta chiaramente riconoscendo che la società è tra le più esposte finanziariamente alla corsa all’intelligenza artificiale.
Negli ultimi mesi anche altre Big Tech hanno iniziato a mostrare segnali simili, seppur molto più contenuti.
I CDS a cinque anni di Meta sono saliti da circa 30 punti base a oltre 45 punti base tra settembre 2025 e l’inizio del 2026, un aumento vicino al 50% in pochi mesi. La dinamica riflette soprattutto l’esplosione degli investimenti annunciati dal gruppo nei data center e nei modelli di intelligenza artificiale.
Una traiettoria simile si osserva anche su Alphabet. I CDS sul debito del gruppo sono passati da circa 20 punti base a oltre 35 punti base, con una crescita superiore al 70% dall’autunno del 2025. Un movimento che coincide con l’annuncio di piani di investimento sempre più ambiziosi nel cloud e nelle infrastrutture AI.
Questi livelli restano comunque molto bassi rispetto a quelli tipici delle aziende realmente in difficoltà finanziaria. Per fare un confronto, nel mercato del credito società con rating speculativo spesso registrano CDS tra 300 e 600 punti base, mentre aziende vicine al default possono superare facilmente i 1.000 punti base.
Ma il dato interessante non è tanto il livello assoluto quanto la velocità con cui questi spread stanno aumentando.
Nel giro di pochi mesi il mercato del credito ha iniziato a prezzare un rischio leggermente più alto per alcune delle aziende tecnologiche più solide del pianeta. È un segnale che riflette una trasformazione profonda del settore: la rivoluzione dell’intelligenza artificiale richiede investimenti giganteschi e tempi lunghi di ritorno.
leggi anche
Dopo 7 anni Alphabet (Google) supera Apple. Ora è la seconda azienda più preziosa al mondo
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |