La Cina toglie i dazi alla Svizzera. Quali azioni monitorare?

Redazione Money Premium

25/08/2026

L’intesa ha un peso più simbolico che puramente economico nel contesto delle tensioni commerciali tra Cina e Unione europea. Ma alcuni titoli azionari ne stanno già beneficiando.

La Cina toglie i dazi alla Svizzera. Quali azioni monitorare?

La Cina e la Svizzera hanno concluso il 20 agosto 2026 a Berna i negoziati per l’ottimizzazione dell’accordo di libero scambio in vigore dal 2014, un risultato annunciato congiuntamente dal presidente della Confederazione e ministro dell’Economia Guy Parmelin e dal ministro del commercio cinese Wang Wentao con la firma di un memorandum d’intesa.

L’intesa corregge un squilibrio strutturale di lunga data: mentre quasi tutte le merci cinesi entrano già in Svizzera in esenzione doganale, solo circa la metà delle esportazioni elvetiche verso la Cina godeva dello stesso trattamento.

Cosa prevede l’accordo?

A regime, il 99,8 per cento delle attuali esportazioni svizzere potrà accedere al mercato cinese senza dazi, rispetto al 53,6 per cento di oggi. Il 77,5 per cento beneficerà dell’esenzione già dall’entrata in vigore dell’accordo, mentre per la restante quota sono previsti periodi di riduzione graduale da cinque a dieci anni. La Segreteria di Stato dell’economia stima un potenziale di risparmi doganali aggiuntivi di circa 244 milioni di franchi all’anno, concentrati soprattutto su orologi, macchinari, prodotti farmaceutici e chimici. La firma formale è attesa entro la fine del 2026, seguita dalle procedure di ratifica interne nei due Paesi; fino a quel momento restano in vigore le disposizioni attuali.

I dati settoriali illustrano con chiarezza la portata del cambiamento. Nel comparto orologiero, che rappresenta una delle principali voci di esportazione verso la Cina, la copertura duty-free passerà dall’attuale 1 per cento circa al 100 per cento a regime. I prodotti farmaceutici saliranno dal 29,1 al 100 per cento, i macchinari dal 74,7 al 100 per cento, le macchine elettriche dall’89 al 100 per cento, gli strumenti di precisione dall’85,9 al 100 per cento, i prodotti chimici dal 50,4 al 100 per cento e le materie plastiche dal 52,9 al 100 per cento.

Anche l’agricoltura otterrà miglioramenti: formaggio e caffè torrefatto, finora soggetti a concessioni parziali o esclusi, usufruiranno dell’esenzione completa dopo un periodo transitorio di dieci anni. L’accordo modernizza inoltre le regole di origine, facilitando le catene di fornitura e consentendo in certi casi lavorazioni in Paesi terzi, introduce disposizioni su servizi, commercio digitale, investimento, concorrenza e cooperazione tecnica ed economica, e rafforza i capitoli su ambiente e diritti del lavoro, con un riferimento inedito per Pechino alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Gli investitori svizzeri otterranno un accesso più sicuro e prevedibile al mercato cinese.

I titoli pronti al rimbalzo dopo l’accordo

Il mercato azionario ha reagito positivamente già il giorno dell’annuncio. Il titolo di Swatch Group ha chiuso la seduta del 20 agosto 2026 in rialzo dell’1,3 per cento circa, mentre anche Richemont ha registrato un effetto di sostegno che ha contribuito a limitare le perdite dell’indice SMI. Entrambe le società, leader mondiali nel lusso orologiero e gioielliero, esportano una quota significativa della produzione in Cina e potranno beneficiare di una maggiore competitività di prezzo.

Luca Solca di Bernstein Research ha ribadito il giudizio Outperform su Richemont con un target price di 240 franchi, sottolineando la superiorità della crescita organica del gruppo rispetto al consenso e il ruolo di traino delle maison di gioielleria. Anche gli analisti di Oddo BHF hanno confermato il rating Outperform con obiettivo a 216 franchi, evidenziando che il premio di valutazione del titolo resta giustificato dalla solidità dei marchi di alta gioielleria e dalla visibilità della crescita, in un contesto in cui il settore del lusso ha registrato un’accelerazione. Jean-Philippe Bertschy di Vontobel, da tempo attento al comparto, ha in passato evidenziato i segnali di stabilizzazione della domanda cinese e il potenziale di recupero dei volumi orologieri, elementi che l’accordo contribuisce a rafforzare nel medio termine.

Anche i gruppi farmaceutici Roche e Novartis figurano tra i potenziali beneficiari, poiché i loro prodotti passeranno a un regime di esenzione totale. Sebbene i dazi esistenti fossero già parziali, la chiarificazione e l’ampliamento dell’accesso migliorano la stabilità normativa in un mercato in crescita. Società di macchinari, precisione e dispositivi medici come ABB, Georg Fischer e Straumann sono citate da analisti bancari e osservatori settoriali come ulteriori titoli in grado di trarre vantaggio, grazie a canali di vendita già consolidati in Cina e a prodotti ad alto valore tecnologico. L’accordo, secondo esperti, non si limita ai beni: le nuove disposizioni su servizi, investimenti e commercio digitale aprono prospettive anche per imprese di servizi e di tecnologia.