La Cina stimola i consumi per crescere. Ma cosa succederà quando finiranno i sussidi governativi?

Federico Giuliani

2 Agosto 2025 - 06:50

L’ultimo tentativo del governo coincide con un maxi programma governativo di permuta dal valore di 42 miliardi di dollari

La Cina stimola i consumi per crescere. Ma cosa succederà quando finiranno i sussidi governativi?

La Cina sta cercando da anni di rendere i consumi interni il motore principale dell’economia nazionale nel tentativo di ridurre la dipendenza dalle esportazioni, che risentono di guerre commerciali e rallentamenti globali, e dagli investimenti statali e infrastrutturali, che creano debito e bolle speculative.

La missione del Dragone, di per sé molto complessa, è stata recentemente complicata dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti, dall’invecchiamento della popolazione d’oltre Muraglia e da varie altre difficoltà interne. Ciò nonostante Pechino continua a escogitare modi per spingere i suoi cittadini a fare acquisti e ad incrementare la spesa. L’ultimo tentativo – tra l’altro particolarmente fruttuoso - coincide con un maxi programma governativo di permuta dal valore di 42 miliardi di dollari (una somma doppia rispetto alla cifra stanziata nel 2024).

Come funziona? Semplice: l’obiettivo consiste nel dare impulso ad un’impennata della spesa in un momento di precarietà economica sovvenzionando sconti per un’ampia gamma di beni di consumo (dalle lavatrici ai veicoli elettrici, dagli smartphone ai televisori). A maggio le vendite al dettaglio sono così cresciute di un sorprendente 6,4%, superando le aspettative degli economisti, trainate dalla robusta domanda – sorpresa! - proprio di smartphone ed elettrodomestici.

Stimolare i consumi

Non si tratta di un pessimo risultato, visto che la domanda interna debole è una preoccupazione cronica per l’economia cinese e che i consumatori del Dragone tendono a risparmiare molto e a spendere poco, specie in un contesto di incertezza diffusa. Le leve tradizionali (infrastrutture, investimenti) sono inoltre ormai limitate: i governi locali sono già indebitati e l’export è sotto pressione da tariffe e tensioni globali, e dunque l’opzione di alimentare la spesa incentivando la crescita industriale è impraticabile.

La soluzione? Il programma di permuta, lo stesso che inizialmente copriva solo otto categorie (elettrodomestici e auto comprese), con sconti dal 15% al 20%, e che nel 2025 è stato esteso anche a smartphone, tablet e smartwatch. Attenzione però perché, come ha spiegato il New York Times, gli economisti avvertono che l’effetto del piano potrebbe essere temporaneo Nomura, per esempio, prevede un calo della crescita delle vendite al dettaglio di circa 0,4 punti nella seconda metà del 2025 e quasi 1 punto nel primo semestre 2026.

I problemi del Dragone

Ma che cosa è successo in Cina? Cnbc sostiene che il reddito disponibile abbia dimezzato il suo ritmo di crescita da quando la pandemia ha colpito il Paese nel 2020, crescendo ora solo in media del 5% all’anno. Pare inoltre che la maggior parte dei posti di lavoro non stia ricevendo grandi aumenti; su 16 settori, solo tre – minerario, servizi di pubblica utilità e servizi informatici – avrebbero assistito ad una crescita salariale superiore a quella del prodotto interno lordo dal 2020.

In uno scenario del genere, come rilevato da un’indagine trimestrale della Banca Popolare Cinese, nel terzo trimestre del 2024 il 64% delle famiglie cinesi ha dichiarato di preferire risparmiare denaro anziché spenderlo o investirlo. In ogni caso, come ha scritto Bloomberg i dati ufficiali mostrano un aumento del prodotto interno lordo del 5,1% su base annua nel trimestre conclusosi a giugno. Sebbene più lento rispetto al primo trimestre, questo valore porterebbe comunque la crescita del primo semestre al 5,3%, ampiamente al di sopra dell’obiettivo annuale di Pechino di circa il 5%.

L’economia ha ricevuto una spinta dalle forti esportazioni, aiutate da una tregua commerciale con gli Stati Uniti a metà maggio che ha abbassato i dazi sui prodotti cinesi a circa il 55% da un picco del 145%, nonché dal continuo sostegno fiscale volto a sostenere la domanda interna. Ma cosa succederà quando i sussidi governativi si esauriranno? I casi sono due: o, quando arriverà il momento, il motore economico del Dragone si sarà sbloccato oppure il governo dovrà escogitare una nuova soluzione.

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