La Cina punta sul Messico: così Pechino sta conquistando il “cortile di casa” degli Usa

Federico Giuliani

5 Gennaio 2025 - 06:35

Il Messico è ormai finito al centro della guerra commerciale che antepone Washington a Pechino. Come e perché la Cina sta scommettendo su questo Paese per bypassare dazi e tariffe.

La Cina punta sul Messico: così Pechino sta conquistando il “cortile di casa” degli Usa

Aziende e gruppi cinesi coinvolti nella produzione di componenti per auto di alta gamma stanno investendo ingenti quantità di denaro in Messico. Questo Paese, situato lungo il (problematico) confine con gli Stati Uniti, è ormai finito al centro della guerra commerciale che antepone Washington a Pechino. In seguito alla sempre più imminente salita al potere di Donald Trump, i legami commerciali tra il Dragone e il governo messicano diventeranno sempre più strategici.

Legami che hanno spiccato il volo negli ultimi tre anni, con il numero di player cinesi operativi nei siti industriali messicani più che raddoppiato. L’esempio più eclatante arriva dall’Alianz Industrial Park, a 250 chilometri dalla frontiera con gli Usa, un parco che ospita stabilimenti produttivi che riforniscono l’industria automobilistica messicana. Ebbene, come ha spiegato il Financial Times, le società cinesi hanno investito in loco più di 1 miliardo di dollari per collaborare con i giganti dell’industria dell’automotive (ovvero fornitori provenienti da Europa e Stati Uniti del calibro di Stellantis e Daimler).

Ma per quale motivo la Cina ha così tanto interesse nell’inserirsi in questo business? Semplice: Pechino vuole trarre vantaggio dall’accordo di libero scambio del Messico con gli Stati Uniti e il Canada, noto come USMCA. Nel frattempo Trump ha minacciato il governo messicano di imporre dazi del 25% se quest’ultimo non dovesse fermare il flusso di migranti e droga diretto verso il territorio statunitense...

La Cina rafforza la sua presenza in Messico

Cosa sta succedendo? Le aziende cinesi si sono insediate nelle catene di fornitura del Messico, hanno sviluppato forti legami commerciali con il governo messicano e incrementato la loro produzione in vari siti e parchi industriali del Paese. Tutto merito – o colpa, dipende dai punti di vista – del citato USMCA, un accordo che sostiene il commercio tra Stati Uniti, Canada e, appunto, Messico. Dovrebbe essere sottoposto a revisione nel 2026, ma al momento Pechino lo sta cavalcando al meglio per bypassare pressioni e minacce economiche di ogni tipo.

Attenzione ai numeri. Anche se secondo le statistiche del governo messicano, nel 2023, gli investimenti complessivi nel Paese provenienti da Cina e Hong Kong hanno raggiunto la cifra di 450 milioni di dollari (meno del 2% del totale), i dati dei fornitori di ricerche esterne spiegano che Pechino sarebbe in realtà un investitore più significativo di quanto suggeriscano le cifre ufficiali.

I gruppi cinesi in Messico, ha puntualizzato la società di analisi immobiliare SiiLA, occupano il doppio dello spazio industriale rispetto a tre anni fa; rappresentano solo il 3% dello spazio industriale affittato, ma hanno riempito il 7% della capacità assorbita dal 2020, la terza più grande dietro alle aziende statunitensi e messicane.

Certo, i leader imprenditoriali messicani sottolineano come, nonostante la crescita degli investimenti cinesi, la presenza del Dragone in Messico abbia raggiunto livelli molto più bassi rispetto a quella di tante altre nazioni. Eppure, anche solo l’aumento della visibilità della Cina a due passi dal confine Usa rappresenta una sfida per la nuova presidentessa del Messico, Claudia Sheinbaum, incaricata di costruire un rapporto con Trump.

La chiave messicana

Il governo dello Stato di Coahuila, che condivide un confine di 512 chilometri con il Texas, è stato particolarmente attivo nell’attrarre aziende cinesi. Il governatore Manolo Jiménez, per esempio, si è recentemente recato al salone dell’auto di Pechino decantando i vantaggi del suo Stato, che includono collegamenti efficienti con gli Stati Uniti e politiche di sicurezza eccellenti (da non trascurare, visto che parliamo del Messico).

Nel 2023 il Messico è diventato il principale partner commerciale degli Stati Uniti ma, allo stesso tempo, ha incrementato a dismisura le importazioni dalla Cina, alimentando i timori che il governo messicano possa esser utilizzato dalle aziende di Pechino come «porta di servizio» per entrare nel mercato Usa (eludendo dazi e tariffe).

“Il governo messicano non vuole ingannare nessuno. Al momento non ha una relazione strategica con la Cina e la sua priorità numero uno è lavorare con gli Stati Uniti e il Canada”, ha tagliato corto Luis Rosendo Gutiérrez, sottosegretario al Commercio Internazionale del Messico. L’idea che il Messico rappresenti una porta di servizio cinese per gli Stati Uniti, ha proseguito l’alto funzionario messicano, è una “narrazione errata” considerando i bassi i livelli di investimento cinesi. Le polemiche, tuttavia, continuano.