La Cina ha annunciato di aver raggiunto ciò che prima sembrava impossibile nella produzione di energia

Andrea Fabbri

17 Gennaio 2026 - 19:15

Storico passo avanti nella creazione di energia da parte della Cina. Grazie al reattore EAST si avvicina la creazione di una fonte inesauribile senza emissioni

La Cina ha annunciato di aver raggiunto ciò che prima sembrava impossibile nella produzione di energia

La fusione nucleare è il “Santo Graal” della produzione energetica. In teoria siamo di fronte a un processo che permette di creare una fonte di energia pulita praticamente inesauribile, con ridottissime scorie nucleari e 0 emissioni. In pratica, la tecnologia per realizzarla è in fase di sviluppo da circa 70 anni e i reattori attualmente disponibili consumano più energia di quanta riescono a produrne.

Ma la svolta sembra davvero dietro l’angolo. Qualche giorno fa la Cina ha annunciato di aver ottenuto notevoli passi avanti nella produzione grazie alle migliorie apportate al reattore EAST (Experimental Advanced Superconducting Tokamak).

Proviamo a capire perché forse ci troviamo davanti a un passaggio epocale per la storia umana.

L’esperimento cinese segna un passaggio storico

Pochi giorni fa sulla rivista Science Advances, sono comparsi i risultati incredibili di un nuovo esperimento effettuato col reattore EAST. I ricercatori sembrano essere riusciti a mantenere il plasma stabile a densità elevate per una maggiore quantità di tempo rispetto al limite ottenuto in precedenza.

Un traguardo che, da un lato conferma il valore della costruzione del reattore, e dall’altro apre prospettive incredibili per la produzione futura di energia. Maggiore stabilità significa un passo avanti per ottenere più energia avvicinandosi al valore chiave di “produzione netta”. Ovvero a un meccanismo in cui i costi di produzione saranno inferiori a quanto realmente creato.

L’instabilità del plasma è sempre stato il problema maggiore in questa tipologia di procedure. Quando questo entra in contatto con le pareti del contenitore tende a perdere velocemente energia e compromette sia l’efficienza che la sicurezza del reattore. Ma tramite una gestione accurata delle interazioni tra le pareti in metallo del tokamak e lo stesso plasma, gli scienziati cinesi sono riusciti a superare l’ostacolo pratico che fin qui ha reso improduttiva la fusione nucleare controllata.

Coe funziona il reattore EAST e cos’è tecnologia dei tokamak

Il reattore EAST, localizzato all’Istituto di Fisica della Scienza della fusione a Hefei è uno dei laboratori migliori del mondo per gli studi sulla gestione del plasma. Grazie all’utilizzo di magneti superconduttori in grado di dar vita a campi magnetici stabili e potenti, riesce infatti a mantenerlo lontano dalle pareti.

Una configurazione che permette di toccare livelli di temperatura e densità mai viste prima e che consente di effettuare esperimenti più lunghi, fondamentali per raccogliere i dati con cui migliorare i modelli teorici.

Il problema della fusione nucleare

I risultati pubblicati su Science Advances aprono la strada alla realizzazione di reattori più piccoli e con rendimenti maggiori. Ovvero a reattori in grado di raggiungere il “break-even energetico” in cui la quantità di energia che viene prodotta eguaglia o supera quella che viene consumata.

Anche se si tratta di un passaggio estremamente significativo, le sfide non sono finite. Prima dell’utilizzo della fusione nucleare su larga scala andranno trovati materiali in grado di resistere alle condizioni estreme che si creano nei reattori, sarà necessario migliorare i sistemi di raffreddamento ed elaborare sistemi di sicurezza che preservino le strutture sul lungo periodo.

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