La Cina domina il settore mondiale dell’energia solare ma la sua industria locale è nei guai

Federico Giuliani

3 Agosto 2024 - 07:00

La Cina domina il mercato globale dell’energia solare – un dominio raggiunto in meno di 20 anni – ma la sua industria nazionale è in subbuglio.

La Cina domina il settore mondiale dell’energia solare ma la sua industria locale è nei guai

Le prime incertezze sul settore dell’energia solare in Cina sono emerse lo scorso maggio. I prezzi sempre più bassi delle attrezzature e dei pannelli, uniti al sostegno politico del governo, hanno paradossalmente scosso la corsa green del Dragone in campo internazionale.

Oltre la Muraglia ci sono infatti da registrare un mercato pressoché saturo e una concorrenza sfrenata. Certo, nel 2023 la Cina ha incrementato la costruzione di pannelli solari di un eccellente +55%, ma lo scorso marzo lo sprint si è fermato al +32% su base annua, il livello più basso degli ultimi 16 mesi. Come se non bastasse, già un paio di mesi fa Reuters scriveva che l’espansione dell’energia solare oltre la Muraglia stava rallentando a causa di restrizioni più severe all’immissione in rete dell’energia in eccesso proveniente dai pannelli solari sui tetti, nonché per via di cambiamenti nei prezzi dell’elettricità che stavano incidendo negativamente sui nuovi progetti.

La costruzione di pannelli solari in Cina è stata ampiamente superata dalla crescita della sua capacità di produzione di moduli fotovoltaici (FV), consentendo così al Paese di esportare più pannelli solari ma anche di provocare una reazione commerciale da parte di Europa e Stati Uniti. Attenzione però, perché il ruolo del Dragone nel settore dell’energia solare presenta due facce.

Il paradosso solare della Cina

Come ha spiegato anche il New York Times, mentre la Cina domina il mercato globale dell’energia solare – un dominio raggiunto in meno di 20 anni – l’industria nazionale del Paese asiatico è in subbuglio. Procediamo con ordine: è vero che quasi ogni pannello solare sul pianeta è prodotto da un’azienda cinese, così come l’attrezzatura per la produzione degli stessi è per lo più made in China, ed è altrettanto vero che l’export di questi prodotti verso il mondo intero è aumentate di un altro 10% a maggio rispetto all’anno precedente.

Dall’altro lato, all’ombra della Città Proibita sta però succedendo qualcosa da monitorare con la massima attenzione. Già, perché qui i prezzi all’ingrosso dei pannelli solari sono crollati di quasi la metà l’anno scorso, e sono scesi di un altro 25% quest’anno. I produttori locali stanno competendo per attirare la clientela tagliando i prezzi ben al di sotto dei loro costi e continuano a costruire più fabbriche.

Tutto questo ha avuto un impatto grave sulle aziende solari cinesi. I prezzi delle azioni dei cinque maggiori produttori di pannelli e altre apparecchiature si sono dimezzati negli ultimi 12 mesi. Da fine giugno, almeno sette grandi produttori cinesi hanno avvertito che annunceranno pesanti perdite per la prima metà di quest’anno.

Le turbolenze nel settore dell’energia solare, in mezzo a un’enorme capacità produttiva e al boom delle esportazioni, evidenziano il funzionamento della politica industriale cinese. Pechino, ha sintetizzato il NYT, ha deciso 15 anni fa di fornire un ampio sostegno all’energia solare, per poi lasciare l’incombenza alle aziende: alcune sono fallite, altre hanno riscosso successo.

Cosa succede al mercato dei pannelli solari

Il mercato dei pannelli solari si intreccia con le politiche green decise dal governo cinese. Il rapido sviluppo dell’energia solare in Cina ha infatti messo il Paese sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi in materia di energie rinnovabili con anni di anticipo. La sua capacità solare installata ammonta a 655 gigawatt (GW), ed è di gran lunga la più alta al mondo, ben al di sopra di quella degli Stati Uniti, al secondo posto, con oltre 179 GW alla fine del 2023.

S&P Global Commodity Insights prevede che le nuove installazioni aumenteranno del 4% nel 2024 rispetto ai 217 GW dell’anno scorso, mentre gli analisti di Rystad vedono un incremento del 6%. Al contrario, il China Electricity Council prevede che le nuove installazioni diminuiranno del - 20%.

La rapida crescita dell’energia solare in Cina, una componente essenziale dei «tre nuovi» motori economici del Paese, ha dunque portato a un problema di sovrapproduzione. Il risultato è che Pechino ha installato così tanti pannelli solari da generare più energia di quanta l’infrastruttura di stoccaggio e trasmissione del Paese potesse gestire. Questo surplus ha spinto le autorità a ritirare parte del sostegno ai prezzi per il settore, con conseguente riduzione delle installazioni di pannelli solari.

I produttori cinesi, di fronte a un eccesso di offerta nazionale, probabilmente esporteranno i loro pannelli solari in eccesso sul mercato internazionale. Bloomberg ha confermato che i player cinesi del settore stanno producendo più pannelli solari di quanti ne potessero vendere a livello nazionale. E dunque? Questo potrebbe portare a un afflusso di pannelli solari economici e made in China nei mercati globali, e accrescere le tensioni commerciali con i Paesi occidentali.