La Banca Mondiale vede la recessione: stime di crescita crollano, il nuovo report

Violetta Silvestri

11/01/2023

11/01/2023 - 08:36

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Il 2023 sarà un anno difficile e la recessione incombe, più vicina che mai: questa la sintesi dell’ultimo rapporto della Banca Mondiale. Le stime di crescita sono state tagliate: cosa aspettarsi?

La Banca Mondiale vede la recessione: stime di crescita crollano, il nuovo report

Drastico peggioramento delle stime di crescita e recessione in arrivo: così la Banca Mondiale ha dipinto il quadro economico globale nell’ultimo rapporto Global Economic Prospects.

L’istituto internazionale per lo sviluppo ha declassato quasi tutte le sue previsioni per le economie avanzate del mondo, tagliando le sue prospettive di crescita per l’economia globale. Il rapporto addita una serie di fattori derivanti dall’invasione russa dell’Ucraina e dall’impatto della pandemia come pericolosi per la deriva del 2023.

Gli effetti dei tassi di interesse più elevati sono inoltre individuati come la sfida principale da superare per i responsabili politici. Il presidente della Banca Mondiale, David Malpass, ha affermato che la recessione sarà ampia e che la crescita dei guadagni delle persone in quasi ogni parte del mondo sarà probabilmente “più lenta di quanto non fosse durante il decennio prima del Covid-19”.

Cosa aspettarsi nel mondo in questo turbolento 2023 secondo le stime aggiornate della Banca Mondiale.

Banca Mondiale peggiora le stime di crescita: l’allarme

L’istituto di credito per lo sviluppo ha dichiarato di aspettarsi una crescita del Pil globale dell’1,7% nel 2023, il ritmo più lento al di fuori delle recessioni del 2009 e del 2020 dal 1993. Nel suo precedente rapporto Global Economic Prospects del giugno 2022, la banca aveva stimato una crescita globale per il 2023 del 3,0%.

La crescita globale nel 2024 salirà al 2,7%, al di sotto della stima del 2,9% per il 2022 e quella media per il periodo 2020-2024 sarà inferiore al 2%, il ritmo quinquennale più lento dal 1960.

La banca ha allertato che i forti rallentamenti nelle economie avanzate, inclusi tagli netti alle sue previsioni allo 0,5% sia per gli Stati Uniti che per la zona euro, potrebbero prefigurare una nuova recessione globale a meno di tre anni dall’ultima.

Nel dettaglio, la Banca mondiale ha ridotto le prospettive di crescita per la Cina per il 2023 dal 5,2% al 4,3%, per il Giappone dall′1,3% all′1% e per l’Europa e l’Asia centrale dall′1,5% allo 0,1%.

L’aggiustamento è stato guidato da un significativo declassamento delle prospettive per l’economia statunitense: ora si prevede una crescita dello 0,5% rispetto a una precedente proiezione del 2,4%.

Nel grafico sottostante, il drastico taglio delle previsioni per l’economia mondiale è chiaro (in rosso le nuove stime, in azzurro quelle precedenti):

Stime crescita globale della Banca Mondiale Stime crescita globale della Banca Mondiale Confronto tra stime attuali e previsioni di giugno 2022

In sintesi, come si legge nel rapporto: la crescita globale è rallentata nella misura in cui l’economia globale è pericolosamente vicina a cadere in recessione, con l’inasprimento della politica monetaria globale “inaspettatamente rapido e sincrono” a spingere in basso.

Cosa aspettarsi? Il pessimismo domina l’economia globale

Date le fragili condizioni economiche, qualsiasi nuovo sviluppo negativo - come un’inflazione superiore alle attese, bruschi aumenti dei tassi di interesse per contenerla, una recrudescenza della pandemia di COVID-19 o l’escalation delle tensioni geopolitiche - potrebbe spingere l’economia globale in recessione, ha dichiarato l’istituto.

Le prospettive saranno particolarmente dure per i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo, ha affermato la Banca mondiale, mentre lottano con il pesante fardello del debito, le valute deboli e la crescita del reddito e il rallentamento degli investimenti delle imprese che ora è previsto a un tasso di crescita annuale del 3,5% nel corso del prossimi due anni - meno della metà del ritmo degli ultimi due decenni.

Secondo il rapporto, alcune pressioni inflazionistiche hanno iniziato a diminuire mentre il 2022 volgeva al termine, con prezzi dell’energia e delle materie prime più bassi, ma i rischi di nuove interruzioni dell’approvvigionamento erano elevati e l’inflazione core alta potrebbe persistere. Ciò potrebbe indurre le banche centrali a rispondere aumentando i tassi ufficiali più di quanto attualmente previsto, peggiorando il rallentamento globale.

La banca ha chiesto un maggiore sostegno da parte della comunità internazionale per aiutare i Paesi a basso reddito ad affrontare gli shock alimentari ed energetici, gli sfollamenti a causa dei conflitti e un crescente rischio di crisi del debito.

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