L’uomo più ricco del mondo sta costruendo una fabbrica di chip che renderà superflua Taiwan

Andrea Fabbri

25 Marzo 2026 - 15:52

Elon Musk è pronto a lanciare Terafab, una fabbrica di semiconduttori in Texas che dovrebbe sopperire a eventuali crisi di forniture da Taiwan

L’uomo più ricco del mondo sta costruendo una fabbrica di chip che renderà superflua Taiwan

La vera partita dell’economia mondiale nel prossimo futuro si gioca sui chip. E molti di essi provengono da Taiwan, Paese che al momento detiene circa il 78% del mercato globale e il 92% della capacità produttiva dei dispositivi più avanzati.

Per questo motivo Elon Musk ha deciso di lanciare il suo nuovo progetto, Terafab, una fabbrica di semiconduttori da circa 21 miliardi di euro localizzata a Austin, in Texas, che avrà il compito di produrre chip per l’intelligenza artificiale destinati a Tesla e a Space X e che sarà gestita da entrambe le società.

Perché Musk ha deciso di investire quasi 25 miliardi di dollari su Terafab

Una volta completata, Terafab opererà con tecnologia a 2 nanometri, la più avanzata attualmente disponibile in campo commerciale e sarà in grado di creare contemporaneamente chip per le auto a guida autonoma, per i robot umanoidi Ortimus, per l’intelligenza artificiale e per i centri dati dei satelliti orbitali.

L’obiettivo, estremamente ambizioso, è quello di raggiungere il 70% della capacità produttiva di TSMC, l’azienda taiwanese di chip più importante e “potente” del pianeta.

La questione chip e il rapporto tra Cina e Taiwan

Alla base della decisione di Musk ci sono anche ragionamenti di carattere geopolitico sui rapporti sempre tesi tra Cina e Taiwan. La situazione attuale è di completo stallo, tanto che gli analisti l’hanno definita lo “scudo di silicio”.

Pechino importa il 60% dei chip di cui ha bisogno da Taiwan e le esportazioni annuali di quest’ultimo verso la Cina e Hong Kong superano gli 85 miliardi di dollari ogni anno, pari a poco più di 73 miliardi di euro.

Lo scudo, però, inizia a mostrare le prime crepe. La Cina ha già dichiarato di voler raggiungere l’unificazione con Taiwan entro il 2049 e l’intelligence USA prevede una possibile invasione nel prossimo futuro. Un’operazione militare che bloccherebbe le esportazioni dei chip, paralizzando tutto il mondo della tecnologia.

Basti pensare che che alcuni esperti di economia sostengono che un’invasione cinese a Taiwan potrebbe contrarre il PIL globale del 2,8% e richiedere anni di lavoro per ripristinare le catene di approvvigionamento.

Il piano B di Musk

A causa di questa incertezza, Musk, le cui aziende dipendono fortemente da TSMC e Samsung per le forniture di chip AI5 e AI6, ha deciso di dare il via al progetto Terafab.

Un progetto che, al momento, pare alquanto nebuloso. Secondo gli addetti ai lavori la nuova fabbrica non riuscirà a raggiungere il livello produttivo sperato prima del 2029, mentre lo stesso Musk si è mantenuto sul vago senza fornire date di lancio o indicazioni sull’inizio delle produzioni.

Inoltre Tesla non ha mai gestito una filiera produttiva di processori e non è chiaro neanche il quadro finanziario: l’azienda automobilistica è pronta a investire cifre notevoli sul progetto, ma non è stato specificato dove verranno presi i 21 miliardi di euro necessari alla costruzione dell’impianto.

Probabilmente ne sapremo più nei prossimi mesi ma quello che è certo è che se Terafab vedrà davvero la luce il mercato dei semiconduttori potrebbe andare incontro a un notevole spostamento di asse.

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