L’Unione europea vuole privatizzare la RAI? Ecco cosa sta per succedere

Redazione Money Premium

09/07/2024

Per conformarsi ai requisiti stabiliti dall’EMFA, la RAI dovrà apportare significative riforme per garantire l’indipendenza editoriale, la trasparenza nella governance e la stabilità del finanziamento

L’Unione europea vuole privatizzare la RAI? Ecco cosa sta per succedere

Il regolamento (UE) 2024/1083, noto come European Media Freedom Act (EMFA), istituisce un quadro comune per i servizi di media nell’Unione Europea, modificando la direttiva 2010/13/UE. Questo regolamento mira a tutelare la libertà e il pluralismo dei media, garantendo al contempo la competitività e la sostenibilità del settore dei media nel mercato interno.

L’EMFA si propone di assicurare che i servizi di media operino in un contesto di libertà e pluralismo, promuovere l’indipendenza editoriale dei fornitori di media, garantire la trasparenza delle strutture proprietarie e delle fonti di finanziamento e stabilire un quadro finanziario stabile e trasparente per i media di servizio pubblico.

Attualmente, la RAI è soggetta a influenze politiche, soprattutto nella nomina dei suoi dirigenti. Secondo l’EMFA, i fornitori di media di servizio pubblico devono operare indipendentemente da influenze governative, politiche, economiche o private. Questo richiede l’adozione di criteri chiari e trasparenti per la nomina e il licenziamento dei dirigenti. La RAI dovrà implementare un sistema di selezione dei dirigenti basato su competenze professionali, riducendo l’influenza dei partiti politici. Un modello potrebbe essere quello della BBC, dove i membri del consiglio di amministrazione sono nominati da un comitato indipendente. Questo approccio potrebbe includere la creazione di un comitato di nomina indipendente composto da esperti del settore, accademici e rappresentanti della società civile, incaricato di valutare e selezionare i candidati per le posizioni dirigenziali della RAI.

La RAI riceve finanziamenti attraverso il canone televisivo, soggetto a decisioni politiche annuali. Il regolamento promuove finanziamenti pluriennali per evitare ingerenze politiche derivanti dai negoziati di bilancio annuali. Questo implica la necessità di riformare il sistema di finanziamento per garantirne la stabilità e l’indipendenza. Adottare un sistema di finanziamento pluriennale, con un accordo di bilancio stabilito per un periodo di almeno cinque anni, come avviene per il canone della BBC nel Regno Unito, potrebbe essere una soluzione efficace. Questo sistema potrebbe prevedere un meccanismo di revisione periodica per adeguare i finanziamenti alle esigenze operative della RAI, garantendo al contempo prevedibilità e stabilità finanziaria.

Il regolamento impone trasparenza nell’allocazione delle risorse pubbliche, inclusa la pubblicità statale. La RAI dovrà adeguarsi a criteri chiari e trasparenti nell’allocazione dei fondi pubblici per evitare vantaggi ingiustificati. La RAI potrebbe istituire un portale online dove vengono pubblicate tutte le informazioni relative ai fondi pubblici ricevuti, incluse le pubblicità statali. Questo portale dovrebbe fornire dettagli sugli importi ricevuti, la destinazione dei fondi e i criteri utilizzati per la loro assegnazione. Un esempio di best practice è il sistema di trasparenza adottato in Svezia, dove tutte le transazioni finanziarie delle emittenti pubbliche sono accessibili al pubblico.

L’EMFA richiede che i fornitori di media divulghino informazioni dettagliate sulla loro struttura proprietaria e finanziaria, e sui possibili conflitti di interesse. La RAI dovrà conformarsi a questi requisiti per garantire una maggiore trasparenza. Pubblicare annualmente un rapporto dettagliato sulla struttura proprietaria della RAI, includendo informazioni su tutti i principali azionisti, eventuali cambiamenti nella proprietà e la descrizione dei possibili conflitti di interesse, potrebbe essere una buona pratica. Questo rapporto dovrebbe essere facilmente accessibile sul sito web della RAI, come avviene per altre grandi organizzazioni mediatiche europee, ad esempio ARD in Germania.

Alla luce dell’analisi del regolamento (UE) 2024/1083, è evidente che la RAI non sarà obbligata a privatizzarsi come conseguenza diretta del testo normativo. Tuttavia, per conformarsi ai requisiti stabiliti dall’EMFA, la RAI dovrà apportare significative riforme per garantire l’indipendenza editoriale, la trasparenza nella governance e la stabilità del finanziamento.

La RAI dovrebbe quindi implementare un sistema di nomina dei dirigenti basato su criteri trasparenti e indipendenti, simile a quello utilizzato dalla BBC, riducendo così le influenze politiche e garantendo una maggiore indipendenza editoriale. Adottare un sistema di finanziamento pluriennale garantirebbe la stabilità finanziaria e l’indipendenza della RAI, riducendo le ingerenze politiche derivanti dai negoziati di bilancio annuali. Inoltre, migliorare la trasparenza della struttura proprietaria e delle fonti di finanziamento attraverso la pubblicazione di rapporti dettagliati e facilmente accessibili al pubblico e istituire un portale di trasparenza per l’allocazione dei fondi pubblici, inclusa la pubblicità statale, assicurerebbe che i criteri di assegnazione siano chiari e accessibili a tutti.
Queste misure garantiranno che la RAI possa continuare a operare come fornitore di media di servizio pubblico indipendente e sostenibile, in linea con i requisiti del regolamento europeo sulla libertà dei media.