L’Europa pronta a virare a destra: ma sarà scontro Le Pen-Meloni

Roberto Vivaldelli

26/04/2024

La rivalità in Europa tra ECR e ID, i due gruppi presieduti rispettivamente da Giorgia Meloni e Marine Le Pen. Ma un reale cambiamento è improbabile.

L’Europa pronta a virare a destra: ma sarà scontro Le Pen-Meloni

L’Europa si prepara a virare a destra dopo le elezioni europee, anche se difficilmente si assisterà a una vera svolta nelle politiche comunitarie per molteplici ragioni. Secondo i sondaggi, infatti, il Partito Popolare Europeo (EPP) e l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D) dovrebbe essere i più due partiti maggiori, anche se i secondo rischiano di passare dagli attuali 154 a 135, mentre i popolari dovrebbero aumentare i propri seggi, da 182 a 184. Ma è alla destra dei popolari che si attende l’exploit, con il Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (ECR), presieduto dalla premier Giorgia Meloni e formato, tra gli altri, dai Democratici Svedesi, da Vox e dal polacco Diritto e Giustizia, che dovrebbe aumentare i propri rappresentanti da 62 a 81 eurodeputati.

Si attende anche una crescita importante dell’altro raggruppamento sovranista, Identità e Democrazia (ID), di cui fa invece parte la Lega del vicepremier Matteo Salvini e la cui leader è Marine Le Pen del Rassemblement National, mentre Verdi e liberali rischiano di perdere seggi e rappresentanti per strada. “Stiamo assistendo a uno spostamento a destra davvero significativo”, ha dichiarato a Politico Simon Hix, professore di politica comparata presso l’Istituto universitario europeo, riferendosi alle elezioni di giugno, quando 400 milioni di persone saranno chiamati alle urne per eleggere 720 rappresentanti a Bruxelles.

La sfida a destra in Europa: Giorgia contro Marine

Se il partito Fidesz di Viktor Orban, membro del PPE fino a poche settimane anni fa, si inoltre unisse all’ECR come previsto, per via del rapporto stretto che il premier magiaro ha con Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, allora complessivamente la destra porterebbe a casa un quarto dei seggi totali del Parlamento europeo, raggiungendo, come numero dei deputati, il PPE, con cui tuttavia un’alleanza rimane alquanto improbabile. Il capo del PPE Manfred Weber ha dichiarato a Politico che il gruppo ha tracciato una linea rossa contro quella che definisce la destra radicale antieuropea. “I tre principi che ho definito come leader del partito sono: tutti i nostri partner devono essere pro-Europa, essere pro-Ucraina, essere pro-stato di diritto”, ha affermato.

Ma non è scontata nemmeno un’alleanza tra i due gruppi rivali, ECR e ID. La medesima rivalità che si avverte in Italia tra Meloni e Salvini su alcuni temi - a cominciare dalle alleanza internazionali - la si respira anche in Europa, laddove ECR rappresenta la destra atlantista e pro-establishment, mentre ID di Le Pen e Salvini funge da componente euroscettica e più critica nei confronti della politica estera della NATO, in modo particolare per ciò che riguarda la Russia . Le tensioni tra le due formazioni sono cresciute nelle ultime settimane, con ID che ha criticato la decisione di ECR (e di Giorgia Meloni) di appoggiare la rielezione dell’impresentabile Ursula von der Leyen, con la quale la Presidente del Consiglio italiana ha stretto un rapporto di stima e amicizia. “Rispondo all’amica Le Pen e al suo messaggio” ha dichiarato nelle scorse settimane Matteo Salvini, osservando che Marine Le Pen “chiede all’Italia se con i voti italiani saranno disposti a sostenere un bis di questa Commissione. Io lo dico serenamente: gli elettori che scelgono la Lega non sceglieranno mai un secondo mandato con von der Leyen e con i socialisti".

Le tensioni in ID

Oltre alla rivalità tra ID ed ECR per il terzo gruppo più numeroso al Parlamento europeo, sono da registrare anche le tensioni interne a Identità e Democrazia dovute perlopiù alla presenza di Alternative für Deutschland(Afd) al centro di alcuni scandali negli ultimi tempi, non ultimo quello che riguarda Jian Guo, assistente dell’eurodeputato del gruppo Identità e Democrazia, Maximilian Krah, accusato di aver spiato gli oppositori cinesi in Germania e di aver condiviso informazioni sul Parlamento europeo con un servizio di intelligence cinese.

Alla fine di gennaio Marine Le Pen si era addirittura detta pronta a rompere l’alleanza con i sovranisti tedeschi, dicendosi “in totale disaccordo” con il partito tedesco che avrebbe elaborato un piano segreto di espulsione di massa dalla Germania degli immigrati. Non solo. Björn Höcke, leader locale del partito, è stato inoltre accusato di aver impiegato un’espressione nazista, scatenando un ulteriore ondata di polemiche contro AfD e i suoi alleati in Europa. Una patata bollente per Le Pen e Salvini, mentre la sfida con Giorgia Meloni è più che mai aperta. Anche se a vincere, ancora una volta, potrebbe essere l’establishment europeo.