L’ETF per sfruttare lo sblocco del tetto al debito pubblico USA

My Finance Club

1 Giugno 2023 - 09:59

Il mese di maggio si è caratterizzato per grande incertezza sui mercati dovuta alle negoziazioni sul debito pubblico USA, unite alle tensioni sull’inflazione nonché alla guerra in Ucraina.

L’ETF per sfruttare lo sblocco del tetto al debito pubblico USA

Tra i settori più penalizzati in questo frangente vi è soprattutto quello dell’aerospazio e della difesa, che nell’ultimo mese ha lasciato per strada il 5% del suo valore, praticamente azzerando i guadagni da inizio anno.

Eppure il comparto, nonostante una pandemia di mezzo, è stato uno dei più performanti nel listino sul lungo periodo, subito dopo Tecnologici (+19% annuo) e Sanità (+11% annuo), con una performance annua media superiore al 10% negli ultimi 10 anni.

Considerato che il mercato comincerà a scontare la rinnovata possibilità per il Governo Americano di emettere nuovo debito, è probabile che le società che hanno più a che fare con il settore pubblico rimbalzeranno di conseguenza e questo potrebbe essere un ottimo punto di entrata. Tra queste società sono senza dubbio da menzionare quelle del settore Sanità (di cui abbiamo parlato nell’ETF del mese scorso) e quelle della Difesa (di cui parleremo in questo report), che continueranno peraltro a beneficiare dell’inasprimento del conflitto tra Russia e Ucraina, oltre che delle tensioni tra Cina e Stati Uniti.

Quale strumento dunque utilizzare per sfruttare questa contingenza di mercato?

VanEck Defense UCITS ETF Acc (DFNS)

ISIN: IE000YYE6WK5

Mercato: Borsa Italiana e Deutsche Boerse (in EUR) e London Stock Exchange (in GBP e USD)

Descrizione: L’ETF in oggetto è un fondo passivo in Dollari ad accumulazione e a replica fisica, che riproduce le performance dell’indice MarketVector Global Defense Industry, che include tutte le più grandi società mondiali attive nel comparto della Difesa (inclusa la cybersecurity), che traggono almeno il 25% dei loro ricavi dall’industria militare e dai relativi dipartimenti governativi nazionali/federali. L’indice, che viene ribilanciato trimestralmente, esclude anche tutte quelle societá attive nelle c.d. “armi controverse” (ad es. mine anti-uomo, armi nucleari, armi batteriologiche, laser acciecanti…).

Dimensione del fondo: USD 18mln

Costi: l’ETF ha un costo di gestione complessivo (TER) pari a 0,55%. Non ci sono commissioni di entrata o uscita.

Punti di forza:

  • L’ETF dovrebbe essere in grado di sfruttare, da un lato, il trend di medio periodo fondato sull’aumento degli investimenti nella Difesa (con la maggior parte dei Paesi Occidentali che si è impegnata pubblicamente a incrementare il budget dedicato alle spese militari, sebbene gli effetti non siano ancora evidenti sulle grandezze finanziarie societarie a causa dei colli di bottiglia nelle forniture), dall’altro, la crescita di breve periodo conseguente allo sblocco al tetto al debito pubblico USA (principale investitore nella difesa a livello mondiale).
Fonte: Fonte: My Finance Club
  • Ottima diversificazione dimensionale: l’ETF offre un buon mix tra societá “value” e “growth”, con un’esposizione bilanciata tra player di grande dimensione (24% del portafoglio investito), mid-cap (55%) e societá di piccola dimensione (restante 21%).
  • Discreta diversificazione geografica: il fondo ha una buona diversificazione in termini geografici, con gli USA che pesano il 57% del totale del portafoglio investito, l’Europa il 32% e l’Asia per il restante 11%. Tale bilanciamento risulta particolarmente favorevole in quanto gli Stati Uniti sono il più grande investitore in spese militari, mentre l’Europa continuerà ad aumentare il budget pubblico su questo tipo di investimenti di qui ai prossimi anni, assicurando la crescita degli Utili alle società del comparto.
Fonte: Fonte: Vaneck
  • Buona performance storica: anche se l’ETF è stato appena creato, il nostro backtesting mostra un rendimento medio annuo del 14% annuo negli ultimi 3 anni, contro l’11% annuo dell’S&P500 e dell’MSCI World Index.
  • Fondamentali soddisfacenti: le società componenti l’indice di riferimento presentano fondamentali soddisfacenti e inferiori rispetto alla media delle altre società del listino e ai loro multipli storici. Da nostro backtesting, le componenti dell’indice hanno scambiato mediamente a un P/E NTM di ca. 17x negli ultimi 5 anni, contro l’attuale 16x. Al contempo, le prospettive di settore sono cambiate, con a oggi un incremento degli EPS attesi, in virtú dei maggiori investimenti richiesti nel settore. Peraltro, a oggi il rapporto tra Prezzo del fondo e NAV (Net Asset Value, ovvero il valore corrente degli attivi) appare lievemente sottovalutato rispetto al listino generale: generalmente Prezzo e NAV tendono a equivalere almeno che non vi sia una spinta del mercato a cedere o acquistare un determinato comparto in breve tempo. A oggi emerge che il Prezzo di un fondo sull’S&P500 è ca. il 15% piú costoso del valore reale dei suoi attivi (cosa che potrebbe incidere sulla performance di breve periodo dell’ETF). Al contrario il P/NAV dell’ETF in questione appare correttamente prezzato.
Fonte: Fonte: MyTickr.com
  • Volatilità accettabile: sebbene l’ETF sia meramente azionario (e quindi volatile per definizione), la presenza di società di varie dimensioni e il mix tra “growth” e “value” permette un contenimento della volatilità. Infatti, anche se l’indice esiste da meno di un anno, da nostro backtesting, risulta che negli ultimi 3 anni sarebbe stato relativamente poco volatile, con un drawdown massimo attorno all’11%, molto migliore della media azionaria complessiva.

Punti di debolezza:

  • Diversificazione di portafoglio limitata: l’indice replicato dall’ETF conta appena 30 posizioni al suo interno, con le prime 10 che pesano per il 64% dell’esposizione complessiva. I principali titoli dell’indice sono rappresentati dal player tecnologico americano Palantir (13% del totale), dalle società francesi della difesa e dell’aerospazio Thales (8%) e Safran (8%), dalla società di consulenza tecnologica e militare americana Booz Allen Hamilton e dallo spin-off di Lockheed Martin attivo nell’aviazione e nei sistemi informatici per la difesa Leidos (7%). Tutte queste società hanno un fatturato derivante da contratti governativi con gli USA tra il 20% e l’80% del totale. Per questo motivo, lo sblocco del tetto al debito USA dovrebbe rappresentare un catalizzatore importante di performance per queste società.
  • Diversificazione settoriale limitata: trattandosi di un ETF settoriale, la diversificazione settoriale è bassa, con il comparto Industriale che vale il 72% del totale investito e quello Tecnologico che pesa il restante 28%. All’interno di questi macro-settori, si identifica tuttavia una buona segmentazione tra Aerospazio, Consulenza IT, Software e Costruzioni.
Fonte: Fonte: Vaneck
  • Dimensione molto esigua del fondo: l’ETF è nato da qualche mese e inevitabilmente mostra limiti importanti in termini dimensionali, con un valore del portafoglio pari ad appena $18mln. Questo potrebbe inficiare la liquiditá delle operazioni e il bid-ask spread, penalizzando il prezzo di entrata e di uscita di un investimento nello strumento.
  • Il costo generale dell’ETF è elevato in termini assoluti e pari a 0,55%, anche se non troppo distante dalla media degli ETF settoriali.

Giudizio: 7/10

Dettagli del giudizio

Volatilità: Medio-bassa

Diversificazione per tipologia di società: Bassa

Esposizione geografica: Buona

Concentrazione settoriale: Elevata

Fondamentali finanziari: Buoni

Costi: Relativamente elevati

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