Il nome provvisorio è ancora NAC, acronimo di Nuova Capitale Amministrativa e ospita già il Parlamento e diversi uffici ministeriali. Ma in tanti la considerano una città fantasma.
Nel cuore del deserto, a circa 45 chilometri a est del Cairo, in Egitto, sta prendendo forma quella che sarà la nuova capitale del Paese nordafricano. Il suo nome è ancora provvisorio: per ora viene chiamata NAC, acronimo di Nuova Capitale Amministrativa, in attesa che un referendum popolare ne scelga la denominazione definitiva. Nel frattempo, però, il progetto procede a ritmo sostenuto: numerosi grattacieli sono già stati completati, diversi ministeri hanno trasferito le proprie sedi e il Parlamento ha già tenuto le sue prime sessioni nella nuova città.
Il progetto è stato annunciato nel 2015 dal presidente Abdel Fattah al-Sisi nell’ambito del piano strategico Egypt Vision 2030. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta nel 2024, anche se i lavori sono ancora lontani dall’essere conclusi. La città si estende su circa 700 chilometri quadrati, una superficie quasi quattro volte superiore a quella di Milano, ed è stata progettata per ospitare fino a 6,5 milioni di abitanti una volta pienamente operativa.
Uno degli obiettivi principali della nuova capitale è alleggerire la pressione demografica sul Cairo, una metropoli che conta oltre 22 milioni di abitanti e che da anni deve fare i conti con sovraffollamento, traffico congestionato, inquinamento e infrastrutture sotto pressione. La NAC nasce proprio per offrire una soluzione a questi problemi e rappresentare il volto moderno dell’Egitto.
Il costo complessivo è compreso tra 45-48 miliardi di dollari
La città è caratterizzata da numerose opere monumentali. Tra queste spicca la Iconic Tower, alta 396 metri, che è attualmente l’edificio più alto dell’Africa. Vi si trova inoltre la Grande Moschea d’Egitto, la più grande del continente, con una capacità di circa 137.000 fedeli. Non manca la Cattedrale della Natività di Cristo, considerata la più grande chiesa cristiana del Medio Oriente. Il progetto comprende anche un enorme parco urbano, più esteso persino di Central Park a New York, oltre a un aeroporto internazionale, un quartiere finanziario ricco di grattacieli, una rete ferroviaria con 21 stazioni e un fiume artificiale. Tutto è stato progettato secondo criteri smart e con tecnologie avanzate.
Il costo complessivo dell’opera è stimato tra i 45 e i 48 miliardi di dollari. Una parte dei finanziamenti è arrivata dagli introiti generati dal Canale di Suez, attraverso i pedaggi pagati quotidianamente dalle navi che lo attraversano.
Come spesso accade nei grandi progetti urbanistici del Medio Oriente, però, dietro l’immagine futuristica emergono anche alcune criticità. Gli appartamenti vengono venduti a prezzi compresi tra 50.000 e 100.000 euro, cifre fuori dalla portata della maggioranza degli egiziani, considerando che lo stipendio medio mensile si aggira tra i 200 e i 300 euro. Di conseguenza, almeno per il momento, la città appare ancora poco popolata. Molti funzionari si recano nella nuova capitale per lavoro, ma continuano a vivere al Cairo e rientrano in serata. Le strade sono spesso semivuote e c’è già chi l’ha ribattezzata «la città fantasma».
Non mancano inoltre le critiche politiche. Secondo alcuni osservatori, trasferire ministeri, Parlamento e palazzo presidenziale a 45 chilometri dal Cairo significa allontanare il centro del potere dalla principale città del Paese.
Per Al-Sisi, che ha inaugurato il progetto durante il suo terzo mandato presidenziale, la nuova capitale rappresenta probabilmente l’opera simbolo della sua leadership. Tuttavia, il progetto è ancora completato solo in parte: la seconda e la terza fase dei lavori sono tuttora in corso e, al momento, non è ancora stata indicata una data certa per il completamento definitivo della città.
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