L’effetto nero della demografia sull’economia italiana è qui. Famiglie ridotte, spese aumentate

Alberto De Pasquale

14/10/2025

Oltre una su tre è composta da persone che vivono da sole, mentre le coppie sono stabili e quelle da quattro membri sono sempre meno.

L’effetto nero della demografia sull’economia italiana è qui. Famiglie ridotte, spese aumentate

Addio famiglie numerose? Tra natalità a picco, matrimoni in calo e separazioni in crescita anche tra gli over 65, sono ormai diventate un miraggio.

A ben vedere, a essere sempre meno non sono solo quelle da cinque o sei componenti, ma già quelle composte da quattro persone, mentre intanto i single continuano ad aumentare a ritmo sostenuto. In una commedia americana di fine anni ’80 uno scienziato rimpiccioliva per sbaglio i propri figli (Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi, ndr), mentre nel caso dell’Italia del 2025 a risultare in contrazione sono le dimensioni della famiglia “tipo”: non più formata da una coppia e uno o più figli a carico, ma principalmente da coppie senza bambini e soprattutto da persone solitarie. E vivere da soli, come vedremo, ha un costo.

Famiglie italiane sempre più piccole

Secondo Istat, nel 2024 la famiglia media italiana aveva 2,2 componenti. Si tratta soprattutto di nuclei composti da una sola persona. Il 36,2% delle famiglie italiane ha infatti un solo componente; il 28,3% ne ha due e il 17,9% ne ha tre. Le famiglie composte da quattro persone rappresentano il 13,5% del totale, quelle da cinque membri il 3,1% e quelle da sei o più componenti appena lo 0,9%.

Nel 2009 le famiglie composte da una sola persona rappresentavano il 28,1% del totale, cioè oltre otto punti percentuali in meno rispetto al loro peso attuale. Al tempo, i single in Italia erano di fatto leggermente più numerosi rispetto alle famiglie da due componenti, che nel 2009 rappresentavano il 27,3% dei nuclei.

Nei quindici anni successivi si è assistito però a una profonda trasformazione dell’ampiezza delle famiglie italiane: mentre quelle composte da due componenti sono rimaste stabili (in crescita di un punto percentuale), i single sono aumentati decisamente. Fra i non anziani, la quota di chi vive solo è praticamente raddoppiata rispetto ai primi anni Duemila: i single non vedovi sono 6,3 milioni e oggi rappresentano circa una famiglia italiana su quattro. A ridursi è stata soprattutto la famiglia composta da quattro componenti, che nel 2009 rappresentava il 17,8% del totale e oggi solo il 13,5%.

L’impatto demografico sui consumi

Secondo Istat, nel 2023 la spesa media mensile per i consumi delle famiglie è stata di circa 2.738 euro, considerando tutte le voci come casa, alimentari, trasporti, abbigliamento, svago. Chiaramente, l’importo che si spende in media ogni mese cresce con l’aumentare dell’ampiezza del nucleo: se la famiglia ha più componenti, i costi lievitano. Nello stesso anno, i single hanno avuto una spesa media mensile di 1.972 euro: il 70% circa di quella delle famiglie di due componenti e il 60% circa di quella delle famiglie di tre componenti.

Con più componenti in famiglia cresce il peso delle voci di spesa sulle quali non è possibile avere economie di scala, come i prodotti alimentari, mentre diminuisce, anche sensibilmente, sui costi per abitazione, acqua, elettricità e gas. Ecco, quindi, che la spesa per cibo e bevande alcoliche risulta più impegnativa per le famiglie composte da una coppia e tre o più figli, mentre le spese per la casa e le utenze sono più gravose soprattutto per chi vive solo (specie se anziano) e quelle per il trasporto in particolare per le coppie senza figli, tendenzialmente più propense a viaggiare.