L’allarme di Coldiretti: il latte sintetico “non è un cibo”

Enrica Perucchietti

11 Maggio 2023 - 10:00

Coldiretti e Filiera Italia da Tuttofood lanciano l’allarme sul latte sintetico: «La verità è che non si tratta di cibo ma di un prodotto ingegnerizzato».

L’allarme di Coldiretti: il latte sintetico “non è un cibo”

Dopo gli insetti, la carne e il pesce in provetta arriva anche il latte sintetico, con Israele che si appresta a diventare uno dei primi Paesi al mondo a vendere prodotti lattiero caseari artificiali, prodotti senza mucche.

L’allarme arriva da Coldiretti e Filiera Italia che a Tuttofood hanno lanciato con Assica, Assolatte, Unaitalia e Assocarni la prima alleanza contro il cibo sintetico, in occasione del convegno su “I rischi del cibo sintetico” nell’ambito della più importante fiera dell’agroalimentare in Italia a Milano. Si tratta, infatti, di un pericolo per la salute ma anche per la sopravvivenza del settore lattiero-caseario che vale oggi 55 miliardi di euro e rappresenta uno dei fiori all’occhiello del tricolore a tavola.

Remilk

Tutto parte dalla notizia che il governo di Israele ha autorizzato la startup di food-tech Remilk a iniziare produzione di proteine di latte, ottenute attraverso un processo di fermentazione a base di lievito che le rende «chimicamente identiche» a quelle presenti nel latte (e derivati) di mucca. Il risultato è un latte privo di colesterolo, lattosio, ormoni, antibiotici, una sostanza molto cremosa nella consistenza e con un’elevata capacità di fare la schiuma, proprio come il latte naturale prodotto dalle mucche. Ma che naturale non è.

Le autorità di Singapore avevano già autorizzato la vendita di questo prodotto all’inizio dell’anno, mentre la FDA (Food and Drug Administration) degli Stati Uniti ha riconosciuto la sua sicurezza per il consumo alimentare. Tuttavia, in Italia c’è ancora un’opposizione netta sia da parte del governo che delle associazioni di categoria.
A partire da Coldiretti.

L’allarme di Coldiretti

«Il ministero della Sanità di Israele – spiega Coldiretti – ha concesso alla società Remilk, che sta già producendo su scala industriale in diverse aree del mondo, di vendere al pubblico i suoi prodotti lattiero caseari nati in laboratorio senza aver mai visto neppure l’ombra di una mucca usando il gene della proteina del latte e inserendolo in bioreattori per la crescita accelerata con un processo simile a quello usato un po’ per tutti gli alimenti creati in laboratorio, o “a base cellulare” come suggerito da Fao e Oms».

Le aziende lo stanno spingendo perché, sebbene sintetico, sarebbe più “green” del vero latte di mucca. Un paradosso che sembra nascondere non solo interessi e profitti per le lobby della biotecnologia, ma anche pericoli per la nostra tavola, in un momento in cui il settore agroalimentare italiano è già sotto attacco (dal vino passando per nuovi prodotti a base di farina di insetti).

«La verità è che non si tratta di cibo ma di un prodotto ingegnerizzato, con processi di lavorazione molto più simili a quelli dei farmaci e proprio in questo ambito devono essere valutati», ha spiegato al convegno il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, «nei prodotti a base cellulare si utilizzano ormoni che invece sono vietati negli allevamenti europei dal 1996. Abbiamo acceso i riflettori su un business in mano a pochi ma molto influenti nel mondo che può cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda mettendo a rischio la stessa democrazia economica e alimentare».

«Siamo al paradosso – commenta Paolo Zanetti, presidente di Assolatte – da un lato ci viene chiesto di investire per rendere le nostre produzioni lattiero casearie ancor più attente all’ambiente, dall’altro investitori senza scrupoli, col pretesto della tutela dell’ambiente cercano di promuovere un prodotto che tutto è fuorché naturale, ed è quindi nemico dell’ambiente. Vogliono appropriarsi dei valori del latte, della sua naturalità e della sua purezza – conclude Zanetti - Dobbiamo arrestare questa corsa senza senso, fermare i cibi Frankenstein e salvaguardare il latte che, lo diciamo da sempre, è un vero patrimonio mondiale dell’umanità».

La reazione del ministro Lollobrigida

«Stiamo difendendo il futuro dei nostri figli e del mondo, è giusto mettere la qualità al centro del cibo che mangiamo - ha dichiarato nel suo intervento il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida -. Sul cibo artificiale abbiamo avviato un percorso trasparente che è iniziato con la raccolta di firme della Coldiretti».