L’AI ci sta portando dritti all’Europa dell’800 e, forse, non si può fare nulla a riguardo

Dimitri Stagnitto

13/11/2025

Lo sviluppo dell’AI ha conseguenze sulla società che sembrano essere già ora ben chiare. Per la maggior parte della popolazione non sarà piacevole.

L’AI ci sta portando dritti all’Europa dell’800 e, forse, non si può fare nulla a riguardo

Secondo una recente analisi di Graphite, a novembre 2024 gli articoli pubblicati online generati da intelligenza artificiale hanno superato – per la prima volta – quelli scritti da autori umani.

Un traguardo simbolico, ma anche un campanello d’allarme: stiamo assistendo a una trasformazione radicale del modo in cui l’informazione nasce, circola e viene percepita.

Eppure, i dati raccontano una storia più sfumata.
Nonostante la quantità di contenuti “artificiali”, oltre l’80% dei risultati visibili su Google e nei chatbot come ChatGPT proviene ancora da testi scritti da persone.
Segno che la qualità, la voce umana e l’autorevolezza restano fattori chiave per emergere nel mare digitale.

Questa coesistenza tra scrittura umana e generativa non è una competizione, ma una nuova forma di co-produzione: le macchine amplificano le capacità umane, ma la direzione, il pensiero critico e l’intuizione restano – almeno per ora – profondamente nostri.

A tendere le cose resteranno così?

Purtroppo temo di no. A prescindere dal fatto che la bolla finanziaria AI esploda o meno, la tecnologia resterà e il suo campo di applicazione principale, la produzione di contenuti testuali/vocali/video, rimarrà una risorsa più economica del lavoro umano e via via più ottimizzata.

In questo trend, il pallino è in mano agli utenti: se si abitueranno a consumare di buon grado contenuti generati da AI saranno loro per primi a decretare la fine dell’incentivo economico alla produzione umana originale, creativa.

Le persone non smetteranno di produrre contenuti originali ma lo faranno per passione, per hobby, non per lavoro. In sostanza, dovranno poterselo permettere.

Lo scenario è abbastanza chiaro: lo sviluppo tecnologico di questo secolo tenderà a ricreare una società di tipo ottocentesco, con una élite ricca che si dedica alla cultura perché vive di rendita e una massa povera che lotta per sopravvivere. Questa tendenza era già stata individuata da Thomas Piketty più di 10 anni fa.

L’ascensore sociale esisterà ancora, ma avrà meno posti e riguarderà soprattutto chi dal basso saprà sviluppare le competenze per tenere in piedi la macchina e continuare a svilupparla, a servizio delle elités.

A proposito, questo tipo di società la volta scorsa è sfociata nei totalitarismi dopo qualche decennio, non oso immaginare cosa sarebbe stata l’AI + internet in mano a gente come Hitler o Stalin.

Buon futuro a tutti!