Molti italiani hanno case in Grecia che affittano quando inutilizzate, perciò è bene sapere che ci saranno presto nuove regole sul pagamento del canone.
In Grecia non ci sono soltanto molti italiani in quanto abitanti, ma anche moltissimi immobili di proprietà italiana, spesso affittati per gran parte dell’anno trattandosi per lo più di seconde case. Ecco perché i cambiamenti nella regolamentazione delle locazioni che avvengono nel Paese interessano molto anche i nostri connazionali, oltre ai cittadini greci, soprattutto quando ci sono nuove sanzioni dietro l’angolo. È quindi fondamentale sapere che ci sono delle novità importanti in tal senso, riguardante i pagamenti in contanti che finora erano consentiti. Ecco cosa c’è da sapere.
Illegale affittare in contanti in Grecia
La Grecia ha finora affrontato la regolamentazione dei contanti in modo graduale, cercando di tutelare uno strumento di pagamento fondamentale per l’economia nazionale. Nonostante i tetti al contante, Atene tenta di garantire l’accesso dei cittadini a banconote e monete, ma soprattutto il loro utilizzo. Di fatto, il pagamento dei canoni d’affitto è potuto avvenire con i contanti per molto tempo, sebbene a un certo punto vincolato dal limite sulle transazioni. Dal 1° aprile 2026, tuttavia, non si potrà più pagare l’affitto in contanti in Grecia, indipendentemente dall’importo del canone.
Una scelta a dir poco sorprendente, considerando proprio l’approccio della Grecia al contante. L’Italia stessa non vieta in assoluto di pagare l’affitto in contanti, sebbene ci abbia provato. La legge di Stabilità del 2016 aveva effettivamente previsto l’impossibilità di pagare il canone di locazione in contanti a prescindere dal limite, ma non è mai stata attuata e da subito è stata interpretata diversamente, facendo appunto riferimento al tetto massimo sui contanti. Di conseguenza, in Italia è possibile pagare l’affitto in contanti senza problemi, attenendosi al limite fissato per l’anno in corso e con gli opportuni accorgimenti, per quanto sia poco conveniente. In Grecia presto ciò non sarà più possibile.
Tutti i pagamenti relativi ai canoni di affitto immobiliari dovranno avvenire con strumenti tracciabili, per evitare pesanti conseguenze. Un cambiamento di questo genere è piuttosto sconvolgente per i locatori che hanno immobili in Grecia, tant’è che è stato concesso un rinvio. La misura che doveva entrare in vigore già dall’inizio dell’anno sarà realtà soltanto dal 1° aprile, dando un po’ più di tempo a proprietari e affittuari per adeguarsi.
Le nuove regole degli affitti in Grecia
La novità, peraltro, riguarda sia i nuovi contratti di locazione che quelli registrati prima della novità, nel tentativo di contrastare l’evasione fiscale e garantire allo Stato la riscossione dei propri crediti. Non a caso, la Grecia stima di recuperare così un gettito fiscale di oltre mezzo miliardo di euro, che al momento mancano alle casse statali, con pagamenti in contanti che passano in sordina.
Oltretutto, in Grecia (come nella maggior parte dei Paesi europei) le rendite immobiliari non godono di particolari protezioni dalle misure di riscossione e non ci sono limiti al loro pignoramento, come invece avviene per stipendi e pensioni. Così, la cittadinanza è meno tutelata se ha le uniche entrate proprio dalla locazione, ma d’altra parte ciò offre all’Erario opportunità consistenti.
Al di là dell’aspetto fiscale, poi, l’obiettivo greco va ben oltre e si traduce in un completo controllo dei pagamenti relativi agli affitti. Tutti i contratti di locazione devono essere registrati elettronicamente così che il canale dell’Agenzia delle entrate possa verificarli, ma anche controllare l’avvenimento di tutti i pagamenti del canone.
I contratti di locazione dovranno a tal proposito indicare con precisione, obbligatoriamente, i dati bancari del proprietario per ricevere il canone. Il pagamento dovrà essere inviato esclusivamente tramite questi dati (con indicazioni da aggiornare tempestivamente in caso di necessità), su un conto intestato al proprietario e nessun intermediario ammesso. Altrimenti sono previste multe salate, oltre alla perdita dell’agevolazione del 5% sulla tassa relativa ai canoni d’affitto, mentre gli inquilini perderanno l’accesso ai vari meccanismi di sostegno statale.
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