Italia: occupazione ai livelli pre-crisi, ma occhio ai dati

L’occupazione trimestrale in Italia è tornata ai livelli pre-crisi. Tutto l’ottimismo del report Istat

Italia: occupazione ai livelli pre-crisi, ma occhio ai dati

Dopo circa dieci anni, l’occupazione italiana sta recuperando i livelli precedenti la crisi finanziaria globale.

A dirlo è l’Istat che in un report pubblicato nella mattinata odierna ha calcato sulle buone dinamiche osservate nel secondo trimestre del 2018. Un periodo, questo, caratterizzato non soltanto da un aumento dell’occupazione rispetto al trimestre precedente, ma anche da calo della disoccupazione e dell’inattività.

Le dinamiche del mercato del lavoro italiano, ha ricordato l’Istat, si inseriscono in un contesto in cui il Belpaese mostra una crescita economica inferiore rispetto a quella dell’Eurozona.

Nel secondo trimestre dell’anno, ha continuato l’istituto, l’Italia ha raggiunto e superato il numero degli occupati rilevato nel secondo trimestre del 2008, mentre il tasso di occupazione (15-64 anni) non destagionalizzato si è riportato esattamente al 59,1%.

Sempre nello stesso arco di tempo considerato, il tasso di disoccupazione è sceso al 10,7% ossia ai minimi di sei anni, il tutto contro il dato precedente all’11,1%. Le attese degli analisti, che avevano stimato un tasso al 10,8%, sono state positivamente riviste dall’odierna rilevazione.

Le differenze tra 2018 e 2008

Nonostante i dati sull’occupazione in Italia (trimestrale) siano ormai paragonabili a quelli del 2008, l’Istat ha tenuto a precisare le enormi differenze esistenti tra i due periodi storici.

“Negli ultimi dieci anni si sono manifestate profonde trasformazioni nella composizione dell’occupazione sia in termini di soggetti coinvolti, sia in relazione alle caratteristiche dell’occupazione.”

La forza lavoro è invecchiata e questo ha trovato ragion d’essere nell’allungamento dei percorsi di studio, nell’aumento dell’età pensionabile e nel calo della componente più giovane della popolazione.

Le dinamiche occupazionali, però, sono cambiate anche per quel che riguarda la ripartizione territoriale e di genere. Ad esempio nel secondo trimestre del 2018, l’Istat ha contato 500.000 donne occupate in più rispetto al medesimo periodo 2008.

Il recupero occupazionale in Italia, ha comunque precisato l’Istat, ha interessato soltanto il lavoro dipendente. A salire nel corso del tempo sono stati soprattutto i contratti a termine (+30,9%).

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