Il Governo risponde all’UE: nessun presupposto per mettere in discussione le nostre stime

Le stime della Commissione UE non tengono conto della spinta per l’economia che arriverà dalle misure dell’esecutivo. È quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Il Governo risponde all'UE: nessun presupposto per mettere in discussione le nostre stime

Nello stilare le sue stime, la Commissione Europea non ha tenuto conto della spinta per l’economia fornita dalle misure dell’esecutivo. Dopo il Ministro dell’Economia Tria, anche la Presidenza del Consiglio risponde alla Commissione UE, che questa mattina ha pubblicato le nuove stime relative le economie di Eurolandia.

“Le previsioni di crescita della Commissione Ue per il prossimo anno sottovalutano l’impatto positivo della nostra manovra economica e delle nostre riforme strutturali”, riporta la nota di Palazzo Chigi.

Il deficit diminuirà con la crescita, scenderà anche il rapporto debito/Pil

Per il 2018, la Commissione stima un incremento del Pil italiano dell’1,1 per cento, contro l’1,2% dell’esecutivo, ed a partire dall’anno prossimo la forbice tende ad allargarsi: 1,2-1,5% nel 2019 e 1,3-1,6% nel 2020. La revisione delle stime di crescita implica, ovviamente, anche quelle relative il rapporto deficit/Pil: per il 2018-2020 il governo stima un 1,8%, 2,4% e 2,1%, le autorità UE vedono un 1,9, 2,9 e 3,1 per cento.

“Il deficit diminuirà con la crescita e questo ci permetterà di far diminuire il rapporto debito/PIL al 130% nel prossimo anno e fino al 126,7% nel 2021”. L’Italia non rappresenta un problema per i Paesi dell’Eurozona e dell’Unione europea, “ma anzi contribuirà alla crescita di tutto il continente”.

Il governo continuerà per la sua strada

“Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumenterà e sul debito e il deficit che diminuiranno” anche perché “non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni”. “Riteniamo assolutamente inverosimile qualsiasi altro tipo di scenario sui conti pubblici italiani”.

Le riforme che il governo metterà “daranno maggiore impulso alla crescita rispetto a quanto previsto dalla Commissione Ue”. Sulla base di queste valutazioni, “guardiamo positivamente agli sviluppi del dialogo intrapreso con le Istituzioni europee”.

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