L’Italia non si qualifica nella top 20 dei Paesi migliori del mondo secondo l’US News & World Report. Ecco quali settori l’hanno penalizzata.
L’US News & World Report ha aggiornato la sua classifica annuale sui Paesi migliori del mondo, cambiando peraltro il metodo di analisi, e l’Italia ne resta fuori. Il nostro Paese è escluso dalla top 20, nonostante sia dominata da Stati europei, in cui gli Usa rientrano per il rotto della cuffia. Ben 100 nazioni sono state esaminate in 8 categorie e 24 categorie, disegnando il Belpaese come una destinazione da favola per i turisti, molto meno per i residenti. Ogni categoria ha avuto un peso percentuale diverso sul punteggio finale, per esempio il settore “Cultura e turismo” ha inciso meno della metà dello “Sviluppo economico”, tant’è che l’Italia è ventiquattresima, mentre la Svizzera prima. La medaglia d’oro di Berna, comunque, non è solo questione di percentuali, visto che ha segnato un punteggio elevato pressoché in ogni ambito studiato.
L’Italia resta fuori dalla classifica dei migliori Paesi del mondo
Come anticipato, l’Italia si è posizionata al 24° posto nella classifica aggiornata al 2026, ma questa informazione dice poco e niente senza approfondirne le ragioni. Innanzitutto, va detto che il Belpaese ha ottenuto un buon punteggio esclusivamente nella categoria “Cultura e turismo”, che a sua volta comprende le sottocategorie “Influenza globale” e “Attrazioni del patrimonio e della cultura”. Ognuna di queste categorie ha fornito risultati medi in base a dati come il numero di premi Nobel, il valore delle proprietà intellettuali, i siti patrimonio dell’Unesco e così via. L’Italia è arrivata sesta in questo settore, il quale ha avuto tuttavia un peso percentuale del solo 6,1 sull’indicatore totale. Poco male, visti i punteggi delle altre categorie. L’Italia è arrivata ai posti:
- 26° per la salute civica, che comprende coesione sociale, sicurezza pubblica e Diritti umani e libertà;
- 16° per lo sviluppo economico, che include innovazione e iniziativa d’impresa, dimensione e profondità di mercato e povertà e ricchezza;
- 25° per la governance, composta da diplomazia e partnership globali, stabilità fiscale e normativa, efficacia istituzionale e pace e stabilità politica;
- 20° per la salute, che analizza i tassi di mortalità e longevità, l’assistenza sanitaria e la capacità di gestire eventuali emergenze (la cosiddetta preparedness);
- 35° per le infrastrutture, formate da trasporti, energia e sicurezza climatica, connettività digitale e servizi essenziali;
- 58° per l’ambiente naturale, in base alle risorse naturali e alla sostenibilità;
- 41° per le opportunità, considerando il mercato del lavoro, lo sviluppo del capitale umano e l’ambiente lavorativo.
Guardando più nel dettaglio questi indicatori vediamo che la salute civica in Italia è penalizzata da alti tassi di morti per overdose e detenuti in attesa di giudizio definitivo, mentre il livello di povertà e la ridotta spesa per la ricerca stroncano l’indicatore dello sviluppo economico. Dati che giustificano la posizione raggiunta nella classifica molto meglio della presentazione generale fornita dallo US News & World Report, che tra criminalità organizzata, cucina e Leonardo da Vinci è più stereotipata che incisiva. Il testo rischia inoltre di creare confusione, citando le elezioni del 2018 come se fossero imminenti, probabilmente un refuso relativo a una precedente descrizione, mentre i dati impiegati per la classifica sono effettivamente aggiornati al 2026.
La classifica dei Paesi migliori del mondo
La classifica dei Paesi migliori del mondo, composta dai primi 20, è la seguente:
- Svizzera
- Danimarca
- Svezia
- Germania
- Paesi Bassi
- Norvegia
- Regno Unito
- Finlandia
- Lussemburgo
- Austria
- Belgio
- Canada
- Australia
- Irlanda
- Nuova Zelanda
- Islanda
- Singapore
- Stati Uniti
- Giappone
- Francia.
Il primato della Svizzera è ampiamente motivato dalla medaglia d’oro nei settori sviluppo economico e governance, insieme a quella d’argento per le opportunità. Anche la Svizzera, però, arranca dal punto di vista dell’ambiente naturale, dove arriva diciannovesima. È la Cambogia ad arrivare prima in questo settore, posizionandosi però al 91° posto nella classifica complessiva.
© RIPRODUZIONE RISERVATA