Isola greca in vendita al prezzo di un appartamento

Alessandro Nuzzo

6 Giugno 2026 - 13:00

L’isola di Makri sarà messa in vendita all’asta con una base di partenza di soli 247.000 euro ma qualche anno fa era proposta a 8 milioni. Ecco perché il valore è crollato.

Isola greca in vendita al prezzo di un appartamento

Dal gioiello immobiliare messo in vendita a 8 milioni di euro alla base d’asta di appena 247.000 euro: questa è la parabola dell’isola di Makri, nell’arcipelago delle Echinadi, nel Mar Ionio. Un’isola che un tempo era considerata un investimento di grande valore grazie alla possibilità di realizzare resort esclusivi o strutture turistiche di lusso. Poi, però, il suo valore è crollato improvvisamente. La causa non è una crisi economica né un calo della domanda, ma una questione legata alle normative e ai vincoli ambientali.

L’isola di Makri sarà messa all’asta il prossimo 13 novembre con un prezzo di partenza di 247.000 euro, una cifra decisamente lontana dalle valutazioni del passato paragonabile ad un appartamento in centro ad Atene. Nel 2022, infatti, era stata proposta sul mercato con una richiesta iniziale di ben 8 milioni di euro. L’isola è molto piccola, con una superficie inferiore a un chilometro quadrato. Raggiunge un’altitudine massima di 126 metri e ospita tre edifici: una piccola cappella, una cisterna e una vecchia abitazione ormai abbandonata.

Makri è raggiungibile esclusivamente via mare e solo quando le condizioni meteorologiche lo consentono. Non dispone di acqua corrente né di una rete elettrica. L’energia viene prodotta attraverso pannelli solari o generatori, mentre l’approvvigionamento idrico dipende dalla cisterna presente sull’isola, rifornita periodicamente tramite imbarcazioni. Anche il contesto storico contribuisce al fascino del luogo: Makri si trova infatti in un tratto di mare che ha visto il passaggio di importanti eventi della storia mediterranea. A poca distanza si combatté la celebre battaglia di Lepanto del 1571.

Perché la base d’asta è crollata

La base d’asta è crollata perché l’isola è stata classificata come area forestale e rientra nella rete Natura 2000, il sistema europeo che tutela le aree naturali protette. Questo significa che il territorio è soggetto a rigide limitazioni. Non è possibile costruire resort, ville o grandi strutture ricettive. Sono consentiti soltanto interventi minimi, infrastrutture leggere e attività agricole compatibili con la tutela ambientale. Qualsiasi progetto di una certa rilevanza richiede inoltre l’approvazione tramite decreto presidenziale, un iter lungo e dall’esito tutt’altro che scontato.

Dopo diversi tentativi di vendita a prezzi più elevati, le autorità hanno quindi deciso di ridurre progressivamente il valore dell’isola nella speranza di trovare un acquirente. Un compito tutt’altro che semplice, proprio a causa dei numerosi vincoli esistenti. A complicare ulteriormente la situazione ci sarebbero anche crediti vantati dallo Stato greco per oltre 20 milioni di euro, collegati alle vicende del precedente proprietario. Chi acquista oggi Makri non compra un progetto immobiliare, ma un terreno destinato principalmente al pascolo e a limitate attività agricole, inserito in un contesto naturale straordinario ma con possibilità di sviluppo pressoché nulle.

La domanda si sta spostando altrove

Non si tratta di un caso isolato. Diverse isole greche stanno infatti perdendo attrattività rispetto ad altre destinazioni internazionali proprio a causa della burocrazia. Secondo gli esperti, in alcuni casi possono essere necessarie fino a venti o trenta autorizzazioni differenti per avviare un progetto. Il risultato è che molti investitori, soprattutto provenienti dall’Asia e dal Medio Oriente, preferiscono orientarsi verso mercati dove le procedure sono più rapide e i vincoli meno stringenti.

In questo contesto, destinazioni come le Bahamas o alcune isole private dei Caraibi stanno diventando sempre più competitive grazie a normative più flessibili e tempi di approvazione più brevi. Il problema, dunque, non sembra essere un calo della domanda di isole private, ma piuttosto uno spostamento degli investimenti verso Paesi considerati più favorevoli agli imprenditori.

Allo stesso tempo, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per le destinazioni remote e per le esperienze di viaggio all’insegna del detox digitale. Sempre più persone sognano di allontanarsi dalla vita moderna e iperconnessa per trascorrere periodi immersi nella natura. Ed è proprio in questa nicchia che Makri potrebbe trovare il suo acquirente ideale: non un investitore alla ricerca di rendimenti immobiliari, ma qualcuno disposto ad acquistare un angolo incontaminato del Mediterraneo e trasformarlo nel proprio rifugio personale.

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