L’Iran vuole attaccare un Paese dell’Ue

Ilena D’Errico

2 Marzo 2026 - 20:46

L’Iran non si ferma nemmeno agli Stati arabi, gli attacchi arrivano nell’Ue. Ecco cosa sta succedendo.

L’Iran vuole attaccare un Paese dell’Ue

Non bastava estendere la controffensiva a Dubai e altri Stati arabi, l’Iran adesso colpisce anche l’Europa. Una base della Gran Bretagna è stata colpita a Cipro, un fatto gravissimo che alza enormemente il livello di rischio. Se Teheran non si fa scrupoli ad attaccare una base britannica nel Mediterraneo la guerra può arrivare all’Unione europea. Le notizie sull’effettivo scenario sono tutte da verificare, ma la storia insegna che il rischio di un’escalation nella regione è altissimo indipendentemente da come siano andati davvero i fatti.

Le ultime dichiarazioni delle autorità sono evidentemente volte a calmare le acque ed evitare allarmismi, ma nel frattempo il mondo resta in allerta. Nessuno si sente sufficientemente sicuro da escludere una minaccia a Cipro, comunque, visto che è l’unico Paese europeo realisticamente (e sicuramente) alla portata dei missili iraniani.

Iran, Cipro e Gran Bretagna: facciamo il punto

In queste ore di tensione le minacce a Cipro e alla base della Gran Bretagna hanno generato una rinnovata ondata di paura, lasciando l’opinione pubblica internazionale nell’incertezza più assoluta. Non bastavano tutti i Paesi del Golfo colpiti dalla controffensiva iraniana, ora missili e droni arrivano fino alle coste europee. Com’è possibile? Bisogna fare un po’ di chiarezza, per quanto la situazione non sia comunque delle più calme. In relazione all’attacco missilistico bisogna dire che il ministro della Difesa britannico John Healey, dopo aver lanciato l’allarme, ha smentito.

I missili sono stati lanciati da Teheran e sono finiti in mare nei pressi di Cipro, ma non avevano come obiettivo il Paese in sé. Intanto, però, un drone iraniano ha effettivamente colpito la base britannica di Akrotiri. Lo ha confermato anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo un colloquio con il presidente cipriota Nikos Christodoulides. Anche Von der Leyen, però, ha specificato che la Repubblica di Cipro non era l’obiettivo. Eppure, neanche la Gran Bretagna ha un ruolo diretto nella guerra in Iran, quindi prendere di mira le sue basi nel Mediterraneo è in ogni caso un atto particolarmente grave.

Ancora una volta per capire le scelte iraniane bisogna tornare agli Stati Uniti e al loro posizionamento strategico. Il drone è arrivato nell’hub britannico per le missioni mediorientali, l’area militare di Akrotiri, soltanto qualche ora dopo che il primo ministro britannico Starmer ha autorizzato le forze armate statunitensi a usare le proprie basi, seppur per operazioni “difensive e limitate”.

L’Iran vuole attaccare un Paese Ue

Suggestione o meno, il generale di brigata iraniano Ibrahim Jabari, comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione, ha saputo cavalcare l’onda dichiarando:

Gli americani hanno spostato la maggior parte dei loro velivoli a Cipro, e lanceremo diversi missili su Cipro per costringerli a lasciare anche da lì.

Ecco perché le verifiche sulla provenienza del drone - di fabbricazione iraniana ma presumibilmente lanciato da Hezbollah dal Libano - non potranno in nessun caso mettere a tacere i timori. L’Europa è in apprensione, partendo da Germania, Francia e Gran Bretagna, pronti a sostenere i Paesi amici. Oltre alle offensive dirette dell’Iran si temono le possibili attività terroristiche, tenendo conto inoltre che andrebbe evitata qualsiasi ulteriore estensione del conflitto. Marc Henrichmann, capo del comitato parlamentare tedesco di controllo dei servizi segreti, non ha usato mezzi termini:

Il regime iraniano ha ripetutamente dimostrato in passato di esercitare il terrore oltre i propri confini. Misure di ritorsione non possono essere escluse.

Nel frattempo, gli Stati europei stanno ragionando sulle modalità per scongiurare un coinvolgimento diretto e soprattutto per mettere in sicurezza la cittadinanza. Intanto, sono state attivate delle misure precauzionali per proteggere i cittadini ciprioti e difendere l’isola, continuando a monitorare l’andamento. Tra le decisioni unilaterali di Washington e l’impulsività di Teheran sono potenzialmente tutti a rischio, per quanto non vi siano ancora allarmi diretti all’Ue.

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