L’offerta pubblica iniziale di Anthropic, la società statunitense che sviluppa Claude, tra i principali modelli di intelligenza artificiale insieme a ChatGPT di OpenAI, è attesa per metà novembre e si annuncia come una delle più grandi della storia. L’attesa sta già producendo effetti sui mercati privati e su alcuni ETF quotati, dinamiche da comprendere prima del debutto.
Anthropic ha depositato in via riservata la documentazione per la quotazione. Termini e prezzo non sono stati resi noti. L’ultimo riferimento certo sulla valutazione resta il round di Serie H di maggio, da 65 miliardi di dollari, che aveva collocato la società a 965 miliardi post-money. Sui ricavi, l’azienda ha dichiarato di aver superato i 47 miliardi di dollari di fatturato annualizzato all’inizio di maggio. Secondo documenti visti da Bloomberg, a fine luglio il dato aveva superato i 65 miliardi.
Ecco la valutazione, le tempistiche, i conti, i rischi e come partecipare all’IPO di Anthropic.
IPO Anthropic in arrivo. Quanto vale la società?
Gli investitori si attendono una valutazione di collocamento tra 1.800 e 2.000 miliardi di dollari, circa il doppio rispetto a maggio, e una raccolta che potrebbe arrivare fino a 100 miliardi. Sono cifre che, secondo la stampa statunitense, supererebbero i record stabiliti dal debutto di SpaceX a giugno.
Jim Neesen, amministratore delegato di Connor Group, società che ha lavorato a 275 IPO per oltre 4.000 miliardi complessivi, tra cui Tesla, Uber, Palantir e Cerebras, prevede una domanda tale da rendere l’offerta ampiamente sovrasottoscritta, ma riconosce però che la valutazione rimane incerta. I più cauti guardano ai fondamentali attuali e ai costi infrastrutturali, gli ottimisti al potenziale del mercato.
In un contesto di mercato come quello attuale, gli investitori si dimostrano disposti a pagare sulla base di utili che si materializzeranno solo tra diversi anni, come già accaduto con SpaceX. Secondo Matt Kennedy, senior strategist di Renaissance Capital, anche Anthropic potrà beneficiare di questo approccio.
Quanto fattura Anthropic?
La crescita dei ricavi è l’argomento principale a sostegno della valutazione. Il run rate, cioè il fatturato annualizzato sulla base dei ricavi più recenti, è passato da circa 9 miliardi di dollari di fine 2025 a oltre 65 miliardi a fine luglio 2026, circa sette volte tanto in sette mesi. Nel secondo trimestre di quest’anno i ricavi hanno superato gli 11,5 miliardi, contro circa 800 milioni nello stesso periodo del 2025 e 4,73 miliardi nel primo trimestre.
Secondo Cole Wenner, investment strategist di KraneShares, la velocità è senza precedenti. Nvidia ha impiegato circa 22 anni per passare da 1 miliardo a oltre 65 miliardi di ricavi annui, Anthropic circa 19 mesi, partendo da un run rate di circa 1 miliardo a dicembre 2024. La spiegazione, secondo Wenner, sta nella distribuzione, perché un modello linguistico può essere venduto rapidamente in tutto il mondo tramite API, marketplace cloud, abbonamenti e integrazioni aziendali, senza i lunghi cicli di vendita del software tradizionale.
Va però ricordato che un run rate non è un fatturato realizzato e che, piuttosto, proietta su dodici mesi un livello di ricavi recente. Il fatturato effettivo dell’intero 2025, secondo quanto riportato da Reuters, è stato di circa 4,6 miliardi di dollari.
I miliardi già impegnati per la capacità di calcolo
L’altra faccia della crescita sono i costi. Addestrare e far funzionare modelli di frontiera richiede chip avanzati, capacità cloud, energia e data center, e Anthropic si è assicurata accesso a lungo termine a risorse di calcolo con contratti di dimensioni eccezionali.
Dal prospetto per l’IPO di SpaceX è emerso che Anthropic si è impegnata a pagare 1,25 miliardi di dollari al mese fino a maggio 2029 per accedere ai cluster di data center Colossus e Colossus II. Ad agosto Reuters ha riportato un accordo da 45 miliardi in sei anni per noleggiare capacità dal campus di Nscale in West Virginia e, pochi giorni dopo, un contratto da 35 miliardi con Lambda, società sostenuta da Nvidia, per un data center in Texas. Sono impegni che pesano sui conti per anni e che spiegano perché la sostenibilità economica dei modelli sia, anche secondo KraneShares, il cuore della tesi d’investimento.
Quando arriva il debutto in Borsa di Anthropic?
Secondo Bloomberg, Anthropic punta a quotarsi già a metà novembre, prima del Giorno del Ringraziamento del 26 novembre, con un roadshow che potrebbe partire nella settimana del 9 novembre. Il 14 ottobre la società dovrebbe ospitare i potenziali investitori nella sede di San Francisco. Nelle settimane precedenti si era parlato di una quotazione a metà ottobre.
La nuova tempistica colloca l’operazione dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Sullo sfondo restano il rialzo del petrolio, i conflitti in Medio Oriente e in Ucraina e la possibilità di una risalita dei tassi da parte della Federal Reserve, con i rendimenti dei Treasury già ai massimi da oltre vent’anni.
Un investitore italiano può partecipare all’IPO di Anthropic?
Partecipare al collocamento non è possibile. Un’IPO su un mercato statunitense è registrata presso la SEC e non costituisce offerta al pubblico in Italia, perché manca il prospetto approvato ai sensi del regolamento europeo. Un investitore al dettaglio residente in Italia non ha quindi accesso all’assegnazione al prezzo di offerta attraverso i canali ordinari. Anche negli Stati Uniti, del resto, la quota riservata al retail è marginale, con il grosso che viene allocato dal sindacato agli istituzionali.
Comprare le azioni Anthropic dopo la quotazione sarà invece possibile, senza ostacoli particolari. Il regolamento PRIIPs non si applica alle azioni ordinarie, che non sono prodotti d’investimento preassemblati, e riguarda invece fondi, ETF, note strutturate e polizze d’investimento. Una volta avviate le negoziazioni, qualsiasi intermediario che dia accesso ai mercati statunitensi potrà eseguire l’ordine di un investitore italiano privato. Non si compra al prezzo di offerta, ma a quello espresso dalle prime contrattazioni, che nelle quotazioni più attese è tipicamente il più alto e il più volatile di tutto il primo anno.
Gli ETF che detengono quote della società prima della quotazione sono indicati da alcuni emittenti, tra cui KraneShares, come un modo per avere un’esposizione già da ora. Questi fondi sono però domiciliati negli Stati Uniti e i loro emittenti non producono il KID, il documento informativo standardizzato che il regolamento PRIIPs impone per ogni prodotto d’investimento offerto al dettaglio nell’Unione europea. Senza quel documento l’intermediario europeo non può eseguire l’ordine. Si potrà invece verificare se, dopo la quotazione, gli ETF UCITS già distribuiti in Europa inseriranno il titolo nei propri indici. Una volta quotata, una società entra nei panieri secondo le regole di ciascun indice e l’esposizione diventa accessibile con gli strumenti che già si possiedono.
Ricordiamo che con un intermediario italiano in regime amministrato l’imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze viene applicata alla fonte e non ci sono adempimenti dichiarativi. Con un intermediario estero si opera invece in regime dichiarativo e le plusvalenze vanno liquidate in dichiarazione, le attività indicate nel quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale e l’IVAFE è dovuta. Sui dividendi la ritenuta statunitense del 30% può scendere al 15% avvalendosi della convenzione contro le doppie imposizioni, ma non è recuperabile a credito in Italia.
Occhio agli effetti sugli ETF
Quando un ETF detiene una società non quotata, come nel caso di molti ETF statunitensi oggi, e i flussi in ingresso aumentano, l’emittente non sempre riesce ad acquistare abbastanza azioni per mantenere il peso in portafoglio. La quota si diluisce proprio mentre arrivano gli investitori attratti da quella esposizione.
Athanasios Psarofagis, analista ETF di Bloomberg Intelligence, descrive questo fenomeno per il fondo XOVR: l’entusiasmo per SpaceX ha fatto affluire capitali al punto che il peso della società si è progressivamente azzerato, costringendo l’emittente a incrementare le partecipazioni. Questo perché quelle quote sono valorizzate con stime interne, non con prezzi di mercato.
Il fondo con l’esposizione maggiore ad Anthropic era entrato a luglio a una valutazione di 1.800 miliardi e ha poi incrementato la posizione a una valutazione inferiore. Il valore può quindi muoversi per una revisione contabile e non per uno scambio vero e proprio.
I rischi da considerare
Non tutti si attendono un debutto trionfale. Jack Shannon, responsabile delle strategie azionarie di Morningstar, ritiene che l’interesse possa risultare più contenuto del previsto, sia perché il clamore mediatico si è in buona parte scaricato su SpaceX, sia perché i portafogli sono già molto esposti all’intelligenza artificiale. SpaceX ha una parte consistente di attività non legata all’AI, mentre Anthropic è interamente un’azienda di intelligenza artificiale.
A questo si aggiunge il peso degli impegni per la capacità di calcolo, decine di miliardi di dollari su orizzonti pluriennali. La valutazione richiesta presuppone che la crescita dei ricavi prosegua a un ritmo sufficiente a sostenerli.
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