Investimenti, quanto mi costa davvero il consulente finanziario?

Guido Gennaccari

01/08/2023

Sapere quanto costa la consulenza, ossia i servizi e oneri connessi alla prestazione dei servizi di investimento, è un diritto dell’investitore. Ecco come fare.

Investimenti, quanto mi costa davvero il consulente finanziario?

L’investitore medio spesso si chiede: “Perché dovrei cambiare abitudini e affidarmi ad un consulente finanziario indipendente e lasciare il mio consulente bancario, che mi segue e conosce da anni, considerando che non si fa pagare? Sai il servizio di consulenza è gratuito.” I consulenti che lavorano per gli intermediari, sia per il collocamento fuori sede che al borsino, vengono remunerati dalla banca tramite provvigioni o stipendi che derivano indirettamente dagli introiti del collocamento dei prodotti (casa madre o di terzi) o servizi offerti alla clientela. Chi assembla prodotti finanziari chiede una fee (commissione) che il distributore (l’intermediario) carica al cliente trattenendosi una parte della stessa commissione. Il consulente finanziario autonomo, eliminando il conflitto di interesse ab origine, non può per legge, pena la radiazione, percepire compensi da intermediari finanziari.

“Ma io non vedo da nessuna parte i costi, come è possibile?”- domanda l’investitore dubbioso.
Perché i costi vengono spesso caricati al cliente e confusi con la performance del fondo, una specie di “parcella occulta”, mentre quella del consulente indipendente è trasparente e chiara da subito perché ben evidenziata nel contratto. Il consulente finanziario indipendente sai già quanto lo paghi all’ inizio del rapporto, il costo è esplicitato ex ante, mentre per il consulente bancario dipende da come vengono impiegate le masse nel tempo. Ogni anno, dalla quota del fondo collocato dai consulenti con mandato per l’offerta fuori sede, vengono prelevati i costi di gestione del fondo ma il cliente vede solo diminuire il valore della quota del fondo, pensando che sia solo una questione di performance perché il mercato scende (per questo la maggior parte dei fondi attivi non batte il benchmark di riferimento).

Oggi, per fortuna, c’è l’obbligo di invio del documento “Rendicontazione ex post dei costi e oneri connessi alla prestazione dei servizi di investimento e accessori” entro il 30 aprile dell’anno in corso, in riferimento all’anno precedente, come previsto dalla MiFID 2.

Come esempio prendiamo un intermediario che, per correttezza, è bene specificare che inserisce già a fine anno la rendicontazione “Report MiFID Sintetico”, anche se per trovarla è necessario seguire un percorso tortuoso e al cliente non arriva alcuna mail specifica in merito al documento in questione.

Di seguito i passaggi necessari:

1) Andare in Home e cliccare su “Conto e Carte”:

Conto e carte Conto e carte Dashboard home-banking.

2) Cliccare su “Conto” e si apre la tendina, cliccare su “Estratto Conto”:

Estratto conto Estratto conto Dashboard home-banking.

3) Eseguire lo sblocco dati:

Sblocco dati Sblocco dati Dashboard home-banking.

4) Cliccare su “Report MiFID 2” per scaricare il PDF:

Report MiFID 2 Report MiFID 2 Dashboard home-banking.

All’interno del documento saranno esposti i costi sia in forma nominale che percentuale relativi al servizio di investimento.

5) Selezionare l’anno di competenza:

Report MiFID Report MiFID Dashboard home-banking.

6) Inserire il PIN del dispositivo

7) Scaricare il PDF per la consultazione:

Struttura dei costi Struttura dei costi Report MiFID Sintetico.

C’è anche la sezione relativa agli “incentivi non monetari” e all’“operatività in strumenti derivati”.

Incentivi non monetari e strumenti derivati Incentivi non monetari e strumenti derivati Report MiFID Sintetico.

Come visto è un percorso tortuoso e non semplice soprattutto per chi non ha dimestichezza con l’home banking, quasi una caccia la tesoro. Perché, oltre agli aggiornamenti contrattuali (unilaterali e non), non si spedisce per posta o mail questo importantissimo documento al cliente specificando bene nella comunicazione di cosa si tratti? Domanda retorica, ovviamente.

Sapere quanto costa la consulenza, ossia i servizi e oneri connessi alla prestazione dei servizi di investimento e accessori, è un diritto dell’investitore (spesso nascosto nell’home banking) che andrebbe esercitato con maggiore trasparenza da parte dell’intermediario nei confronti del cliente, magari inviando una mail o un sms specifico. Adesso i clienti degli intermediari saranno in grado di ottenere tramite richiesta alla banca o al consulente (o cercando sull’home banking), il documento “rendicontazione ex post dei costi e oneri connessi alla prestazione dei servizi di investimento e accessori” per conoscere e valutare il prezzo della consulenza, per essere consapevoli e capire se ritenersi soddisfatti del servizio oppure no.