InvestEU, le imprese devono fare matchmaking per ottenere gli investimenti

Niccolò Ellena

25 Gennaio 2023 - 17:00

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Per sfruttare i finanziamenti europei di InvestEU le aziende devono fare matchmaking, ma che cosa vuol dire? E come si fa? Ne abbiamo parlato durante Talk Europa, l’evento organizzato da Money.it

Il programma InvestEU ha al suo interno un piano di investimento posto a garanzia per le aziende innovative dal valore di 26,2 miliardi di euro, che punta a generarne 372 attirando nuovi investitori. Con l’avvio del progetto, molte aziende innovative hanno già avuto la possibilità di sfruttare questi fondi per attirare verso di loro nuovi capitali.

Trasformare questi 26,2 miliardi in 372 però è tutt’altro che una missione facile: per farlo è necessario trovare un volano che funga da moltiplicatore di investimenti, una cosa certamente non facile, trattandosi di un obiettivo quantitavamente ambizioso. Di questo si è parlato durante «Talk Europa - InvestEU: 370 miliardi di euro per le imprese», l’evento organizzato da Money.it per cercare di dare il giusto spazio ad un progetto in grado di abilitare innovazione e progresso.

Durante l’evento uno dei temi più ricorrenti è stato quello relativo alla necessità di fare «matchmaking», un concetto considerato essenziale. Ma cosa significa e in che termini è stato trattato dagli ospiti?

InvestEU: il matchmaking può fare da volano per l’innovazione

Tra gli argomenti trattati, durante Talk Europa è emersa la necessità di reperire le giuste competenze per sfruttare i fondi e abilitare l’innovazione. La necessità di trovare e valorizzare le competenze era già emersa durante lo scorso evento organizzato da Money.it, ossia Talk Europa - PNRR: ne usciremo migliori? ed è stata ribadita da Cristina Crupi, avvocato ed esperta di PMI.

Crupi, in particolare, ha affermato che «in Italia il mercato delle startup e delle Pmi è maturo, ci sono infatti molte realtà innovative. Per fare in modo che queste sfruttino il loro potenziale e le competenze di cui dispongono, oggi è necessario creare una filiera di investitori disposti a mettere a disposizione un capitale di rischio, a cui esse possano rivolgersi per ottenere sostegno».

Questa volta, tuttavia, il dibattito è andato ben oltre. Secondo quanto affermato da Davide Scodeggio, founder di Qualifier, la necessità è quella di fare «matchmaking», ossia di mettere in contatto non soltanto le aziende innovative tra loro, ma anche professionisti qualificati e imprese in cerca di soluzioni digitali per i loro business.

In particolare, Scodeggio ha affermato: «il settore della digitalizzazione in Italia è composto da 100.000 aziende; al loro interno lavorano in tutto 500.000 persone. Da sola, quest’industria vale il 2,5% del PIL italiano. Se è vero che è necessario continuare a formare nuovi talenti, è anche vero che dobbiamo valorizzare quelli che ci sono e metterli in contatto. Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante poiché oggi le competenze non sono più localizzate in un unico luogo, ma possono essere trovate in ogni angolo del Paese. È questo il segreto per riuscire a sfruttare InvestEU».

Scodeggio ha poi sottolineato che oggi il mondo del digitale viaggia a velocità sostenuta, è perciò difficile - se non impossibile - formare continuamente e da zero le aziende e i professionisti sui nuovi trend che nascono. Se a questo fattore si aggiunge che l’età media del Paese è mediamente alta, ne risulta che è davvero difficile pensare di riuscire di percorrere questa strada. Più facile, afferma Scodeggio «è valorizzare quelle competenze e quelle aziende che sono nativamente abituate a cambiare velocemente».

Il matchmaking serve a creare valore

Un esempio virtuoso di come la collaborazione e il matchmaking siano fondamentali per creare valore nelle aziende è stato portato da Pasquale Viscanti, di AI Spiegata Semplice.

Nel suo intervento, Viscanti ha affermato che «in Italia ci sono 400 aziende che producono e offrono soluzioni di intelligenza artificiale. Non è necessario andare cercare soluzioni di questo tipo all’estero, è molto meglio cercare di valorizzare quelle che sono presenti sul nostro territorio. Il problema è che talvolta queste realtà, pur essendo innovative, non sanno comunicare loro stesse. Per aiutarle a emergere, abbiamo creato l’Osservatorio Eccellenze Italiane di Intelligenza Artificiale, un network di 25 imprese che collaborando sono state in grado di creare innovazione di grande valore». Questa testimonianza, quindi, fa ben capire quanto la collaborazione tra realtà innovative possa abilitare l’innovazione.

InvestEU: l’Italia ha un problema culturale da superare

Interrogato da Dario Colombo, responsabile editoriale B2B di Money.it, Gianluca Dettori, manager di Primo Ventures, ha sottolineato che all’Italia «manca una vision», necessaria per poter orientare gli investimenti nella giusta direzione ed essere competitivi nei prossimi anni.

Concorde, al suo ragionamento si è collegato Davide Scodeggio, il quale ha sottolineato la presenza di un problema molto complesso da risolvere, che egli ha definito «di origine culturale».

In particolare, Scodeggio ha affermato: «fare rete sarà il fattore chiave per le nostre sfide future. In Italia però ci scontriamo con dei problemi culturali: anche le aziende più innovative tendono a replicare dei modelli del passato, che le portano a rimanere chiuse su sé stesse, il che impedisce loro di crescere». È quindi fondamentale superare questo limite per sfruttare al meglio i fondi di InvestEU.

È intervenuta infine Maria Angela Danzì, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. Essa si è detta d’accordo con gli imprenditori, in particolare sul fatto che i bandi europei vadano resi più semplici e fruibili per imprese e imprenditori; altrimenti anche fare matchmaking potrebbe non bastare per sfruttare i fondi di InvestEU.

In collaborazione con

Partner tecnico

Talk Europa

InvestEU e 370 miliardi di euro per le imprese

20 gennaio 2023

Palazzo Castiglioni, Corso Venezia, 47 (MI)

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