«Con il 10% al Terzo Polo un governo di destra sarà molto difficile»: l’intervista a Teresa Bellanova

Marta De Vivo

21 Settembre 2022 - 15:00

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Teresa Bellanova, viceministra delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, si esprime sul programma di Azione/IV e sulla crisi energetica in atto.

«Con il 10% al Terzo Polo un governo di destra sarà molto difficile»: l'intervista a Teresa Bellanova

In prossimità delle elezioni politiche 2022 del 25 settembre, è stata intervistata la viceministra delle Infrastrutture e delle Mobilità sostenibili, Teresa Bellanova.

La viceministra, candidata con il Terzo Polo, si esprime sulla crisi energetica, sulla necessità del price cap e sulle prospettive di un futuro governo di centrodestra.

Onorevole Bellanova, è in atto una crisi energetica senza precedenti, il tetto al prezzo del gas non è ancora stato raggiunto, voi di Azione/IV cosa proponete per fronteggiare l’emergenza?

«Partiamo dalle cose urgenti: il rigassificatore a Piombino. Le infrastrutture energetiche sono necessarie alla sicurezza nazionale e vanno realizzate. La conferenza dei servizi si è aperta lunedì, nel frattempo il ministro Cingolani ha riferito di aver concordato con il territorio che l’infrastruttura verrà posizionata lì per tre anni e poi spostata in una posizione più consona alle esigenze territoriali, vediamo come si chiuderà il 27 ottobre e se il partito di Giorgia Meloni continuerà in questa politica dei due forni: sì a Roma, no a Piombino.

Da parte nostra la posizione è chiarissima: subito il price cap a livello europeo, proposta che l’Italia con Mario Draghi ha avanzato per prima e su cui siamo già fuori tempo massimo; prezzo dell’energia prodotta dalle rinnovabili sganciato da quello del gas; decisa calmierazione per i costi delle bollette delle imprese energivore, a partire dal settore dell’acciaio e della ceramica; sostegno alle famiglie e alle persone più fragili, innanzitutto agli anziani che vivono da soli.
Mentre parliamo di prezzo delle bollette che lievita a dismisura mettendo le famiglie in enormi difficoltà, non va dimenticato che anche prima di questa crisi nel nostro Paese la povertà energetica era un tema sensibile, che noi già avevamo iniziato ad affrontare con il Governo Renzi
».

Molti imprenditori rischiano di chiudere i battenti. L’autunno sarà molto duro. Lei pensa che un eventuale governo di centrodestra sarà all’altezza della situazione?

«Ho letto anch’io le previsioni del Centro studi di Confindustria, sul rischio di 600mila posti di lavoro in meno nei prossimi due anni: uno tsunami sociale ed economico che non possiamo permetterci, reso ancora più complicato dalla scelta di Berlusconi e Salvini, in accoppiata con Conte, di licenziare Mario Draghi nel momento più drammatico del Paese, mentre non eravamo ancora fuori dall’emergenza pandemica. Già si erano annunciati nei mesi precedenti fattori problematici come il rincaro delle materie prime e la scarsità dei materiali, e avanzava una crisi energetica e inflazionistica senza precedenti. E tutto questo, si badi bene, è accaduto esclusivamente per puri calcoli di bottega, per tornaconti elettorali e vera e propria invidia politica verso Mario Draghi, la sua qualità, la sua autorevolezza, la sua fermezza.

E dunque, se queste sono le premesse di una classe dirigente che pensa e agisce solo per esclusivo tornaconto personale, incurante dei danni che questo produce e degli effetti devastanti sui cittadini, no, non credo che questa destra e il suo personale politico saranno all’altezza della situazione. Non credo che riusciranno al loro interno a trovare la quadra per le scelte che servono al Paese. Non riconosco la visione e la lungimiranza necessarie. Un assaggio lo abbiamo già avuto quando hanno cominciato a parlare di rinegoziare il Pnrr. Affermazioni irresponsabili da parte di irresponsabili. Il Piano va attuato nei tempi previsti, non modificato».

Lega e FdI parlano dell’immigrazione in termini di “invasione”. Addirittura Giorgia Meloni ha suggerito l’introduzione di un blocco navale. Lei cosa ne pensa?

«Lega e Fratelli d’Italia sul razzismo e sulla paura del diverso hanno edificato fortune politiche ed elettorali, facendo credere alle persone che le loro difficoltà fossero causate dagli immigrati. Niente di più falso. E questo è imperdonabile, politicamente e umanamente. Attualmente sul territorio italiano risiedono cinque milioni e 193 mila stranieri. L’anno scorso erano cinque milioni e 171 mila. Sette anni fa, nel 2015, erano 5 milioni e 14 mila: dove sta l’invasione?

Questo è un tema troppo serio per poterlo lasciare nelle mani di Meloni e Salvini. Blocco navale? Lo sa Meloni che un blocco navale segue una dichiarazione di guerra, con tutte le implicazioni del caso e nel nostro caso anche costituzionali, e ha precise regole d’ingaggio? Ma di questo, guarda un po’, non parla mai».

Esiste un “pericolo fascismo” in Italia?

«Non agitiamo fantasmi inutili. Non corriamo il pericolo di un governo fascista, ma della peggiore destra, populista e sovranista, illiberale, retorica e razzista. È questa destra che noi del Terzo Polo vogliamo sconfiggere, per cui il patto che stringiamo con i cittadini, con chi non si vuole arrendere alla politica dei no e dei nulla di fatto, è semplice: con il 10% al Terzo Polo un governo di destra sarà molto difficile».

Scommette su Giorgia Meloni premier o riuscirete a mantenere Draghi a Chigi?

«Giorgia Meloni premier la considero un rischio per il Paese, per i nostri conti pubblici, per la qualità della nostra democrazia e anche per la tutela dei diritti civili e sociali. Siamo impegnati per impedire che accada. La nostra ambizione è confermare la competenza, l’autorevolezza e la serietà di Draghi a Palazzo Chigi. Ce la faremo? Come dice il motto latino: la fortuna aiuta gli audaci. Sarebbe il risultato migliore per il Paese».

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