Intermonte ed Equita SIM promuovono le azioni WIIT. Fin dove possono salire?

Redazione Money Premium

10 Giugno 2026 - 14:35

Il monitoraggio dei prossimi risultati trimestrali e dell’evoluzione del piano Germania sarà decisivo per confermare o rivedere queste traiettorie.

Intermonte ed Equita SIM promuovono le azioni WIIT. Fin dove possono salire?

WIIT rappresenta uno dei casi più interessanti nel panorama delle mid-cap tecnologiche italiane quotate su Euronext STAR Milan.

Specializzata in servizi di cloud premium e mission-critical, con un focus su cybersecurity, data center Tier III e IV e soluzioni ibride per imprese che richiedono elevati standard di sicurezza e continuità operativa, la società ha chiuso il 2025 con risultati solidi che confermano la capacità di generare crescita organica e margini in espansione.

Nel dettaglio, i ricavi adjusted hanno raggiunto i 167,9 milioni di euro, in aumento del 5,9% rispetto ai 158,6 milioni del 2024, trainati soprattutto dalla componente ricorrente ARR salita a 136,6 milioni, pari all’88,7% del totale. L’EBITDA adjusted si è attestato a 66,9 milioni, con un balzo del 15,2% e un margine sul fatturato salito al 39,8% dal 36,6% dell’anno precedente, grazie anche alle sinergie di costo derivanti dalle acquisizioni integrate.

Il portafoglio ordini pluriennale al 1° gennaio 2026 ha toccato i 260,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai 247,3 milioni dell’anno prima, grazie a upselling sui clienti esistenti, rinnovi contrattuali a lungo termine e nuovi ingressi nel segmento Secure Cloud e Cybersecurity sia in Italia che in Germania. La struttura geografica mostra una forte presenza in Germania, che contribuisce per il 53,2% dei ricavi, seguita dall’Italia al 34,9% e dalla Svizzera all’11,9%. I data center premium operano con tassi di occupazione intorno al 50-60%, lasciando spazio significativo per aumentare i ricavi senza nuovi investimenti capex straordinari: solo con l’utilizzo pieno degli attuali 5 MW premium si potrebbe teoricamente raddoppiare il fatturato generato da questi asset.

Cosa dicono gli analisti?

Intermonte, attraverso l’analista Giorgio Tavolini, ha recentemente alzato il target price a 33 euro da 30 euro, confermando la raccomandazione Outperform. La revisione incorpora i risultati FY25, l’opportunità di sale & leaseback in Germania e l’annullamento parziale di azioni proprie nel modello DCF. Al prezzo di riferimento di circa 26,90 euro utilizzato nel report di marzo 2026, l’upside potenziale risulta del 21%, con un multiplo implicito di circa 14x EV/EBITDA 2026, in linea con la media storica della società intorno al 15x. Equita SIM, con Domenico Ghilotti, ha invece portato il target a 27 euro da 24 euro, confermando Buy, sottolineando il buon order intake e la maggiore visibilità su operazioni M&A legate alla razionalizzazione dei partner di Broadcom. Il consensus di mercato, basato su cinque analisti, si attesta intorno ai 30,8-33,10 euro, con un massimo di 33,60 euro e un minimo di 26,50 euro, implicando un upside medio del 12-20% dai livelli recenti di quotazione intorno ai 27-32 euro.

Le prospettive per il 2026-2027 appaiono favorevoli. Gli analisti stimano ricavi intorno ai 178-182 milioni per il 2026 e oltre i 192 milioni nel 2027, con EBITDA in crescita verso i 73-80 milioni e margini stabili o in leggero miglioramento verso il 40-42%. L’EPS adjusted è atteso in espansione significativa, potenzialmente quasi raddoppiato nel triennio, grazie alla leva operativa, alla riduzione della D&A e al contributo delle migrazioni legate alla partnership con Broadcom. Quest’ultima, selezionando WIIT tra i partner privilegiati in Europa dopo la razionalizzazione del canale VMware, apre opportunità di upselling e acquisizioni di clienti o competitor minori, soprattutto nel DACH. Management ha dichiarato di essere confortevole con le stime di consenso per il 2026, con accelerazione attesa dal 2027 in poi.

Il potenziale di upside

Un elemento chiave per il potenziale di upside ulteriore è rappresentato dal piano di sale & leaseback su una porzione non-premium dei data center tedeschi, per circa 7-8 MW. L’operazione, valutata con advisor e con decisione attesa entro l’estate 2026, potrebbe generare oltre 100 milioni di cassa a multipli di 18-22x EBITDA, denaro da reinvestire in M&A bolt-on tipicamente chiusi a 5-8x. Questo arbitraggio creerebbe valore significativo, portando la potenza di fuoco per acquisizioni a oltre 240 milioni senza necessità di aumenti di capitale. La leva finanziaria rimarrebbe sotto controllo, con net debt/EBITDA previsto in discesa verso 2,5-3x. La società sta inoltre valutando l’annullamento di circa il 6% delle azioni proprie, operazione che migliorerebbe ulteriormente l’EPS.

Dal punto di vista della valutazione, WIIT tratta attualmente a multipli attraenti rispetto alla crescita attesa: circa 13-14x EV/EBITDA 2026 contro una media storica più elevata e un posizionamento premium nel segmento cloud mission-critical. Il modello di business, caratterizzato da contratti medi di 5 anni, penali elevate per recesso anticipato e churn vicino allo zero, garantisce elevata visibilità sui flussi. I rischi principali restano legati all’integrazione delle acquisizioni, all’evoluzione dei tassi di interesse sul debito obbligazionario e alla concorrenza dei grandi hyperscaler americani, sebbene la spinta europea verso la sovranità digitale favorisca chiaramente player regionali come WIIT.

Il sostegno di Intermonte e Equita SIM, unito ai numeri operativi solidi e alle opzioni strategiche sul fronte M&A e ottimizzazione del patrimonio immobiliare, posiziona WIIT come una delle mid-cap italiane più interessanti per investitori orientati alla crescita di qualità. Dal prezzo attuale, il titolo potrebbe realisticamente puntare ai 33-35 euro nel corso dei prossimi 12-18 mesi se le opportunità di sale & leaseback e Broadcom si concretizzeranno come atteso, con potenziale ulteriore verso i 40 euro in uno scenario 2027-2028 più ottimistico di accelerazione organica e acquisitiva. Per l’investitore italiano, il titolo offre inoltre benefici fiscali legati alla quotazione STAR e all’eligibilità PIR, rendendolo un candidato naturale per portafogli domestici diversificati tra large e mid-cap tech.