Infortunio sul lavoro, entro quando richiedere il risarcimento e l’indennizzo Inail?

Simone Micocci

9 Settembre 2026 - 11:35

Infortunio sul lavoro, diverse tutele per il lavoratore. Ma l’avvio della procedura deve avvenire entro un certo termine.

Infortunio sul lavoro, entro quando richiedere il risarcimento e l’indennizzo Inail?

Se ti fai male sul posto di lavoro, come pure nel tragitto tra casa e lavoro, puoi avere diritto a una serie di tutele: dalle prestazioni economiche riconosciute dall’Inail, quando ricorrono i requisiti per la copertura assicurativa, al risarcimento del danno a carico del datore di lavoro, nel caso in cui ne venga accertata la responsabilità.

Questi diritti, tuttavia, devono essere fatti valere entro determinati termini. Entra infatti in gioco la prescrizione: lasciar trascorrere troppo tempo senza attivarsi può compromettere la possibilità di ottenere quanto spetta, anche quando l’infortunio e le sue conseguenze sono documentati.

A tal proposito, nel corso degli anni, diverse sentenze hanno fatto chiarezza su quando bisogna presentare la richiesta, specificando da quale momento si contano gli anni e quali atti possono interrompere la prescrizione o sospenderne il decorso.

Ecco quindi una guida utile per orientarsi tra le scadenze, distinguendo i termini per chiedere il risarcimento all’azienda da quelli previsti per il riconoscimento delle prestazioni Inail: due forme di tutela che, come vedremo, seguono regole differenti, anche quando derivano dallo stesso infortunio.

Entro quando richiedere il risarcimento in caso di infortunio sul lavoro

Laddove l’infortunio sul lavoro sia riconducibile alla violazione degli obblighi di sicurezza da parte del datore, ad esempio per la mancata adozione delle necessarie misure di protezione, il lavoratore può chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Questa possibilità si affianca alle prestazioni riconosciute dall’Inail, fermo restando che non si può ottenere due volte il ristoro della stessa voce di danno: nel calcolo del risarcimento bisogna quindi tenere conto di quanto già coperto dall’assicurazione obbligatoria.

Come anticipato, però, l’accertamento della responsabilità aziendale e la quantificazione del danno non sono gli unici aspetti da considerare, in quanto occorre anche far valere il proprio diritto prima che intervenga la prescrizione.

Nel caso della richiesta avanzata dal lavoratore nei confronti del datore per responsabilità contrattuale, legata alla violazione degli obblighi di tutela previsti dall’articolo 2087 del Codice civile, il termine di riferimento è di 10 anni. In tal caso la prescrizione decorre dal momento in cui il danno si manifesta e diventa oggettivamente percepibile e riconoscibile, mentre nel caso di un infortunio con conseguenze immediatamente evidenti questo momento può coincidere con il giorno dell’incidente.

Attenzione, però: rispettare il termine non significa necessariamente avviare una causa entro dieci anni. Un’idonea richiesta scritta di risarcimento, ricevuta dal responsabile prima della scadenza, può infatti interrompere la prescrizione e far decorrere un nuovo termine.

Entro quando richiedere l’indennizzo Inail in caso di infortunio sul lavoro

Parallelamente alla richiesta di risarcimento, e anche laddove non si proceda in questa direzione, è possibile attivare la tutela dell’Inail, l’ente pubblico che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Nel dettaglio, l’Istituto riconosce diverse prestazioni a seconda delle conseguenze dell’infortunio. Tra queste rientrano l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, che interviene quando il lavoratore è totalmente impossibilitato a lavorare, e le prestazioni per i postumi permanenti: un indennizzo in capitale per menomazioni dal 6% al 15%, oppure una rendita quando il grado accertato è almeno del 16%.

Per ottenere quanto spetta è intanto necessario che l’infortunio venga denunciato e che l’Inail accerti i presupposti della tutela. Anche in questo caso esiste poi un termine di prescrizione, più breve rispetto a quello decennale previsto per il risarcimento contrattuale nei confronti del datore: l’articolo 112 del Dpr n. 1124/1965 stabilisce un termine di 3 anni dal giorno dell’infortunio, ferma restando la necessità di verificare la decorrenza in relazione alla prestazione richiesta.

Questo termine è sospeso durante il procedimento amministrativo di liquidazione, come chiarisce la circolare Inail n. 44 del 23 ottobre 2023. Sulla base della sentenza delle Sezioni Unite n. 11928/2019, la sospensione prosegue fino alla comunicazione del provvedimento espresso di accoglimento o diniego: il semplice superamento dei 150 giorni previsti per la procedura non fa quindi ripartire automaticamente la prescrizione.

Infine, è bene sottolineare che questo non significa poter aspettare tre anni per segnalare l’accaduto, in quanto il lavoratore deve in ogni caso informare immediatamente il datore e comunicargli i riferimenti del certificato medico, il quale a sua volta avrà tempo due giorni dalla ricezione dei riferimenti del certificato per trasmettere la denuncia all’Inail.