Nuovi importi per l’indennizzo Inail riconosciuto per il danno biologico. Da novembre aumento dell’1,4% e arrivano anche gli arretrati.
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La rivalutazione, ossia quel meccanismo che adegua gli importi di alcune prestazioni previdenziali, come la pensione, e di sostegno alle famiglie, come l’Assegno unico, si applica anche all’indennizzo per il danno biologico pagato dall’Inail, con una differenza di tempistiche.
Mentre solitamente la rivalutazione agisce da gennaio, per questo tipo di prestazione decorre da luglio di ogni anno, con la differenza nel 2026 gli aumenti delle rendite vengono corrisposti a novembre, riconoscendo contestualmente gli arretrati spettanti da luglio.
Anche gli importi dell’indennizzo per danno biologico, quindi, aumentano per restare al passo con il costo della vita. Nel dettaglio, la percentuale di rivalutazione per il 2026 è pari all’1,4%: alla luce di questo aggiornamento, ecco una guida aggiornata su uno strumento molto utile. È infatti la prestazione con cui l’Inail, l’ente che si occupa dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, riconosce una tutela economica a coloro che riportano danni permanenti alla salute a causa del lavoro.
Cos’è l’indennizzo per danno biologico e a chi spetta
Prima di guardare ai nuovi importi che decorrono da luglio 2026, ricordiamo cosa si intende con indennizzo per danno biologico.
Come visto nella parte introduttiva, è lo strumento con cui l’Inail riconosce una tutela economica ai lavoratori assicurati che, a seguito di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale, riportano una menomazione permanente dell’integrità psicofisica.
Nel dettaglio, il danno biologico riguarda la lesione della salute psico-fisica della persona, accertabile attraverso una valutazione medico-legale. A sua volta il relativo indennizzo è determinato indipendentemente dalla capacità del lavoratore di produrre reddito, andando così a tutelare il danno subito dalla persona anche quando non comporta una diminuzione dello stipendio.
Il riconoscimento dipende dal grado di menomazione accertato dall’Inail, secondo queste soglie:
- Inferiore al 6%: non spetta l’indennizzo per danno biologico;
- Dal 6% al 15%: spetta un indennizzo in capitale, ossia una somma liquidata in un’unica soluzione;
- Dal 16% al 100%: spetta un indennizzo in rendita, attraverso pagamenti periodici.
Esclusivamente in quest’ultimo caso, con percentuale quindi superiore al 16%, la rendita comprende anche un’ulteriore quota per le conseguenze patrimoniali della menomazione, calcolata tenendo conto anche della retribuzione (che tuttavia non viene rivalutata annualmente).
Quanto spetta, i nuovi importi da novembre 2026
A questo punto possiamo vedere quanto spetta di indennizzo per danno biologico e come cambiano gli importi con la rivalutazione del 2026.
Come anticipato, l’aumento è dell’1,4% e si applica ai valori già comprensivi degli adeguamenti riconosciuti negli anni precedenti. Tuttavia, non esiste un importo uguale per tutti dal momento che per l’indennizzo in capitale, riconosciuto per le menomazioni dal 6% al 15%, il calcolo dipende dal grado del danno e dall’età dell’assicurato al momento della guarigione clinica, sulla base della tabella applicabile, mentre per la quota di rendita relativa al danno biologico il riferimento è il grado di menomazione accertato.
La componente che indennizza le conseguenze patrimoniali segue invece un calcolo ulteriormente distinto, che tiene conto anche della retribuzione.
Per capire l’effetto dell’aggiornamento possiamo quindi partire dall’importo spettante prima della nuova rivalutazione e moltiplicarlo per 1,014. Ad esempio, su un indennizzo in capitale di 10.000 euro, l’aumento è di 140 euro, portando la somma a 10.140 euro. Su 15.000 euro, invece, l’incremento è di 210 euro.
Per le rendite, la tabella seguente mostra alcuni esempi di aumento mensile, riferiti esclusivamente alla quota per danno biologico.
| Quota mensile prima dell’aumento | Aumento mensile dell’1,4% | Quota mensile rivalutata |
|---|---|---|
| 100 euro | 1,40 euro | 101,40 euro |
| 200 euro | 2,80 euro | 202,80 euro |
| 300 euro | 4,20 euro | 304,20 euro |
| 400 euro | 5,60 euro | 405,60 euro |
| 500 euro | 7,00 euro | 507 euro |
| 750 euro | 10,50 euro | 760,50 euro |
| 1.000 euro | 14,00 euro | 1.014 euro |
Ricordiamo che gli aumenti delle rendite saranno corrisposti con il rateo di novembre 2026, ma decorrono dal 1° luglio. Per questo motivo al pagamento si aggiungono gli arretrati maturati: nell’esempio della quota di 300 euro mensili, ipotizzando il diritto per tutti i mesi da luglio a ottobre e nessun adeguamento già corrisposto, gli arretrati ammontano a 16,80 euro, oltre all’incremento di novembre.
Per gli indennizzi in capitale, invece, la rivalutazione riguarda gli importi erogati sulla base di provvedimenti emanati dal 1° luglio 2026: il riferimento al pagamento di novembre previsto per le rendite non va quindi esteso a queste prestazioni.
Come farne richiesta all’Inail
Per ottenere l’indennizzo per danno biologico si parte dal riconoscimento dell’infortunio sul lavoro o della malattia professionale, fase in cui l’Inail accerta gli eventuali postumi permanenti stabilendo se spetta o meno una prestazione economica.
Più precisamente, nel caso di un infortunio sul lavoro il dipendente deve avvisare immediatamente il datore di lavoro e rivolgersi a un medico, spiegando le circostanze dell’accaduto. Sarà quest’ultimo a trasmettere telematicamente il certificato all’Inail, mentre il lavoratore comunica all’azienda i relativi riferimenti.
Sarà competenza del datore di lavoro inoltrare la denuncia all’Istituto nei termini previsti e solo nel caso in cui questo venga meno il lavoratore potrà denunciare direttamente l’infortunio rivolgendosi alla sede Inail competente per il proprio domicilio con una copia del certificato medico.
Nel caso della malattia professionale, invece, il lavoratore deve informare il datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione della malattia, fornendo i riferimenti del certificato medico già trasmesso all’Inail, il quale ha poi 5 giorni dalla ricezione della certificazione per inviare la denuncia. Anche in questo caso, se l’azienda non procede, può intervenire direttamente il lavoratore; la richiesta può essere presentata direttamente all’Inail anche da chi non svolge più attività lavorativa.
Una volta riconosciuto l’evento e accertato il grado di menomazione, l’Istituto provvede automaticamente alla liquidazione della prestazione spettante. Per l’indennizzo in capitale, in particolare, è la sede competente a procedere direttamente all’erogazione dopo l’accertamento: non serve quindi una domanda separata per il pagamento del danno biologico già riconosciuto.
Per chi, invece, ha già ottenuto il riconoscimento della prestazione, ricordiamo che non occorre presentare una richiesta per la rivalutazione dell’1,4%: l’adeguamento previsto per il 2026 viene liquidato d’ufficio.
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