Jackpot falsificati, scommesse contraffatte, piattaforme fittizie come nelle classiche truffe online... Cosa c’è dietro l’influencer marketing di Polymarket secondo l’ultima inchiesta del WSJ?
Mentre aspettiamo di scoprire quale sarà il destino di Polymarket con le leggi al vaglio, un nuovo scandalo potrebbe compromettere la credibilità della piattaforma. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal (WSJ), alcuni influencer avrebbero falsificato i jackpot per attirare gli scommettitori. Una strategia evidentemente illegale di cui non risponderebbero soltanto i content creator interessati, ma anche Polymarket stesso. I contenuti analizzati dall’inchiesta, infatti, sono veri e propri video e immagini a scopo promozionale.
Ciò significa che gli influencer non hanno soltanto ingannato gli utenti per ottenere un profitto, come può accadere se le scommesse vengono incentivate ingannevolmente, ma che facendolo hanno sponsorizzato la piattaforma. La presunta frode sarebbe quindi avvenuta a nome di Polymarket, negligente nei controlli o addirittura colpevole di aver commissionato spot illeciti, ma comunque avvantaggiata. È chiaro che, come sempre, sono tutti innocenti fino a prova contraria (giudicata da organi competenti). Non si può però negare che Polymarket potesse fare a meno di un’ombra di questa portata, visti i trascorsi e il momento delicato.
Influencer falsificano i jackpot di Polymarket?
Per quanto il mondo delle scommesse predittive sia per molti versi un ambito fumoso, soprattutto per la regolamentazione a livello internazionale, ci sono punti fermi non soggetti a interpretazione. E ingannare gli utenti, che rivestono il ruolo di consumatori e scommettitori in questo caso, con jackpot falsificati per indurli a puntare è senza ombra di dubbio un reato. Anche il coinvolgimento di Polymarket sarebbe inevitabile, per quanto variabile sotto il profilo della gravità, a seconda che abbia mancato di diligenza nei controlli o addirittura indirizzato la (presunta) frode.
Questioni che saranno eventualmente accertate dalle autorità, visto che le anomalie emerse dall’inchiesta del WSJ meritano di sicuro un ulteriore approfondimento, mentre ci forniscono informazioni importanti su cui riflettere. Nel dettaglio, l’inchiesta ha tenuto conto di ben 1.105 video di content creator che facevano promozioni a Polymarket, nessuno dei quali contenente numeri reali. I dati sono stati analizzati insieme al materiale informativo fornito dagli stessi influencer, ma neanche così è stato trovato un riscontro. Le scommesse mostrate nelle pubblicità non esistevano, tutte le cifre esorbitanti esibite (per un valore complessivo di 1,9 milioni di dollari) erano state ottenute con screenshot falsi.
Si trattava peraltro di immagini estremamente verosimili e convincenti, nessun falso grossolano o elemento sospetto, ed è proprio da questo aspetto che si dirama il lato più inquietante della vicenda. Secondo la ricostruzione del WSJ, infatti, il reparto marketing di Polymarket avrebbe contribuito alla realizzazione di una copia fittizia della piattaforma, quasi identica all’originale, per simulare l’uso senza rischi. Pare esistesse anche un sito web fasullo, con lo stesso nome dell’originale e un’unica variazione: la “i” maiuscola al posto della “l”, che passava del tutto inosservata.
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L’inchiesta di WSJ, tra frodi e insider trading
Così i creator, secondo WSJ coordinati da un’agenzia di marketing chiamata Virality, avrebbero continuato a pubblicare vincite esorbitanti e puntate coraggiose per invogliare le scommesse, senza mai mettere in gioco neanche un centesimo del proprio denaro. Anzi, sembrerebbe che gli influencer siano stati lautamente ricompensati per questo servizio (circa 2,5 milioni di dollari versati a 800 persone tramite conti PayPal), ma soltanto raggiungendo un certo numero di visualizzazioni negli Stati Uniti, dove l’uso della piattaforma è possibile soltanto aggirando il blocco con la Vpn e serve un incentivo notevole per usarla.
Non che sia stato difficile visto che buona parte dei video incriminati è diventata virale, scatenando un meccanismo controproducente. Le stesse scommesse che sembravano aver cambiato la vita a quei fortunati giocatori si sono concluse con delle perdite nei registri pubblici della blockchain, un campanello d’allarme non da poco. Da qui, l’inchiesta si è addentrata, trovano anche contenuti che promuovevano l’insider trading, un tasto ancora dolente nonostante la trasparenza promessa dalla piattaforma. C’è anche da dire che, secondo la ricostruzione arrivata fino a noi, gli influencer non avrebbero dovuto dichiarare alcun pagamento da parte della piattaforma. In ogni caso, Polymarket ha dichiarato di essere estranea ai fatti e annunciato un controllo approfondito sui contenuti promozionali, di cui si attende il responso.