Indici in calo ma ETF fermi. Il paradosso che spiazza gli investitori

Lorenzo Raffo

30 Marzo 2026 - 12:52

Analisi dei 4 ETF più importanti a replica lineare, cioè senza leva. Ecco come stanno andando.

Indici in calo ma ETF fermi. Il paradosso che spiazza gli investitori

Nell’incertezza totale delle evoluzioni future di inflazione e delle tendenze economiche ci sarebbe da attendersi che gli ETF short – cioè ribassisti – sui principali indici prendessero il volo. Invece non succede.

Il perché dipende da vari fattori, con uno in prima linea: un reale segnale di acquisto a loro vantaggio non è ancora giunto, con gli indici che inanellano sedute negative con improvvisi rimbalzi, seppur di breve periodo. C’è inoltre da segnalare che l’offerta di ETF short si è spostata negli ultimi tempi a favore di quelli a leva (soprattutto 3), utilizzati dai trader intraday, mentre gli strumenti senza leva – più protettivi per i portafogli – hanno decisamente ridotto il loro peso in termini di scambi.

Vediamo allora cosa sta succedendo ai diversi cloni ribassisti riferiti ai principali indici di Borsa.

Amundi Ftse Mib Daily -1x Inverse (Isin FR0010446146)

Replica il Ftse Mib in chiave ribassista, con un profilo di rischio 7, ovvero il più alto in base al Kiid di riferimento esposto dallo stesso emittente. In realtà ormai è battuto da questo punto di vista dagli ETF a leva, condizionati dal cosiddetto decay. In cosa consiste? Nel fatto che in assenza di un trend direzionale preciso, l’alternanza di rialzi e ribassi giornalieri può erodere il capitale investito in modo incontrastabile. Il profilo di rischio dei leva è quindi molto elevato ma la scala prevista dai Kiid – documenti informativi obbligatori per i prodotti quotati quali gli ETF – si espone altrettanto su un gradino massimo di 7, uniformando di fatto la rischiosità degli uni a quella degli altri, sebbene diversa nella realtà dei movimenti. Dopo un minimo di lungo periodo a 4,65 Eur è partita una fase rialzista non molto rilevante per l’inverse -1, visto che il recente massimo il 23 marzo si è attestato a 5,27 Eur, con un susseguirsi di sedute altalenanti. La media mobile a 200 periodi si è rivelata una barriera potente e solo un suo definitivo sorpasso verso l’area dei 5,3/5,5 Eur rappresenterebbe un vero segnale di inversione toro.

Amundi Eurostoxx50 Daily -1x Inverse (Isin FR0010424135)

Replica in chiave ribassista l’indice azionario delle principali aziende dell’eurozona, con un profilo di rischio 6, leggermente inferiore rispetto a quello del Ftse Mib, poiché - trattandosi di un insieme più diversificato di sottostanti - comporta effettiva minore rischiosità. Il quadro grafico appare simile a quello del precedente ETF Ftse Mib short, con recenti minimi sui 6,91 Eur e un successivo rimbalzo fino a un massimo di 7,84 Eur, in presenza di una decisa rottura al rialzo della media a 200 periodi, collocata a 7,6 Eur, che si conferma livello determinante per i trend futuri.

Xtrackers Short Dax Daily Swap (Isin LU0292106241)

Replica in chiave ribassista il Dax tedesco, con un profilo di rischio – in base al Kiid – che in questo caso scende addirittura a 4, valore intermedio, dimostrando come le valutazioni in merito siano spesso contraddittorie. Eccolo un quadro diverso: una serie di massimi successivi ha decisamente indicato un’inversione rialzista, con un veloce passaggio da recenti minimi sui 9,17 Eur a un massimo di 10,5 Eur. In questo caso poi la media mobile a 200 periodi è stata rotta al rialzo già a inizio marzo, inclinandosi poi positivamente, segnale di cui tenere conto in una fase di oscillazioni che caratterizza invece gli altri ETF shortisti europei.

Xtrackers S&P500 Inverse Daily Swap (Isin LU0322251520)

Replica in chiave ribassista il principale indice di Wall Street, con un profilo di rischio indicato nel Kiid di nuovo a 4. Anche in questo caso il trend si è indirizzato al rialzo, sebbene i massimi oltre i 7 Eur dell’aprile 2025 siano ancora lontani. Venerdì scorso questo replicante ha toccato i 5,65 Eur contro una media mobile a 200 periodi situata a 5,27 Eur.

Cosa osservare negli andamenti

Gli indici si sono inseriti in movimenti all’ingiù, meno pronunciati però rispetto alle singole storie azionarie, che spesso vengono seguite con maggiore attenzione. La contrapposizione fra titoli indebolitisi di molto e titoli – per esempio petroliferi ed energetici, premiati dalle vicende mediorientali – è certamente alla base di trend non eccessivamente rialzisti degli ETF inverse, che riconoscono effettive fasi orso solo in periodi prolungati di ribassi, con prezzi in calo di oltre il 20%, accompagnati da rilevante pessimismo tra gli investitori. Questo non sta succedendo e i replicanti short lo confermano con i loro grafici.

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