Indennità di accompagnamento 2020 novità: importi, requisiti e domanda

Accompagnamento: nuovi importi aggiornati al 2020 dell’indennità per invalidi civili e ciechi assoluti, senza limiti di reddito. Qui i requisiti e come fare domanda all’INPS per l’assegno.

Indennità di accompagnamento 2020 novità: importi, requisiti e domanda

Indennità di accompagnamento 2020, disponibili gli importi aggiornati dell’assegno che, come ogni anno, subiscono una rivalutazione economica. Per gli invalidi civili l’indennità è pari a 517,94€ mentre per i ciechi assoluti è di 921,13€.

Per ricevere l’assegno è necessario essere muniti di certificato medico in cui si attesta l’invalidità psichica o fisica al 100% e quindi l’impossibilità di compiere i normali gesti della vita quotidiana in autonomia. Invece non è richiesto alcun limite reddituale, essendo l’indennità di accompagnamento dovuta a prescindere delle condizioni economiche della persona invalida non autosufficiente.

In questo articolo spiegheremo nel dettaglio a quali condizioni si ha diritto all’assegno di accompagnamento e come presentare la domanda all’INPS passo dopo passo.

Cos’è l’indennità di accompagnamento?

L’assegno di accompagnamento, o anche indennità di accompagnamento, è una prestazione economica che viene erogata dall’INPS a favore degli invalidi civili che hanno bisogno di continua assistenza. Si tratta di una prestazione non reversibile, ed è regolata dalla legge 18/1980.

In particolare tale beneficio è destinato a coloro a cui viene riconosciuta un’invalidità al 100% e ai soggetti mutilati nel caso in cui non siano in grado di deambulare senza accompagnatore o non siano in grado di svolgere in autonomia le azioni di vita quotidiana.

Per ricevere la somma economica tuttavia è necessario soddisfare i requisiti stabiliti dall’Istituto previdenziale, pena il rifiuto della domanda. Vediamoli nel dettaglio.

Requisiti indennità di accompagnamento: chi sono i beneficiari?

Per potere ottenere l’indennità di accompagnamento, e quindi usufruire della prestazione economica erogata dall’INPS, è necessario rispettare alcuni requisiti.
Potrà quindi chiedere l’indennità di accompagnamento chi è in possesso dei seguenti requisiti:

  • invalidità 100% per malattie fisiche o psichiche;
  • impossibilità e incapacità alla deambulazione, ossia essere nell’impossibilità di svolgere azioni quotidiane senza l’aiuto continuo di un accompagnatore;
  • essere cittadini italiani oppure stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del Comune di residenza, cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno da almeno 1 anno;
  • avere residenza stabile ed abituale in Italia.

L’indennità di accompagnamento non viene invece riconosciuta agli invalidi ricoverati gratuitamente presso istituti di ricovero per più di 30 giorni e che percepiscono un’indennità analoga a quella di invalidità, ossia che siano titolari di pensione di inabilità per causa di guerra, lavoro o di servizio, quando l’importo è superiore a quello previsto per l’indennità di accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento è riconosciuta anche ai cittadini UE che siano iscritti all’anagrafe del Comune di residenza e ai cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno. Requisito essenziale per potere ottenere l’indennità di accompagnamento è avere una residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Non ci sono limiti massimi o minimi di età per l’assegno di accompagnamento, ma solitamente coloro che hanno più di 65 anni o meno di 18 anni rientrano tra i beneficiari a condizione che abbiano delle difficoltà persistenti a svolgere dei compiti o delle funzioni tipiche per la loro età. Non ci sono neppure limiti di reddito.

Ultimamente la Corte di Cassazione ha aperto la strada ad una interpretazione meno rigida dei requisiti per ottenere il beneficio economico dall’INPS; l’indennità di accompagnamento non può mai essere rifiutata quando la richiesta presenta dei vizi di forma, sempre che dalla documentazione allegata risulti in maniera inequivocabile l’invalidità del richiedente. Si legga anche il nostro articolo di approfondimento Accompagnamento, l’Inps non può negare l’indennità per vizi di forma

Quando viene pagato l’accompagnamento?

L’importo dell’indennità viene erogato a partire dal primo giorno del mese successivo la presentazione della domanda. L’assegno viene corrisposto per 12 mensilità non essendo prevista la tredicesima.

L’indennità di accompagnamento è cumulabile con altre prestazioni?

L’indennità di accompagnamento non è una prestazione cumulabile con altri trattamenti simili quali ad esempio invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio e con l’indennità di frequenza.

Invece è cumulabile con gli altri trattamenti assistenziali e previdenziali come ad esempio la pensione di inabilità civile, o le pensioni dirette e indirette.

Assegno di accompagnamento: gli importi

Ogni anno l’importo dell’assegno cambia in base alla rivalutazione calcolata al 1° gennaio. Si veda anche la perequazione sui trattamenti previdenziali pensionistici.
Per il momento ci limitiamo a ribadire gli importi del 2019, ovvero:

  • 517,94€ di indennità per invalidi civili;
  • 921,13€ di indennità per ciechi assoluti.

Come fare domanda per l’indennità di accompagnamento

Per ricevere l’indennità di accompagnamento bisogna come prima cosa chiedere al medico di famiglia il rilascio di un certificato medico che attesti la percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione medica.

A questo punto è possibile presentare domanda tramite la modalità telematica presente sul sito dell’INPS. Come funziona la nuova modalità telematica? Innanzitutto è presente una verifica iniziale per quanto riguarda il requisito anagrafico: il richiedente dovrà quindi inserire il codice fiscale, così che il sistema potrà verificare che ha l’età richiesta per la presentazione dell’istanza.

Il sistema di acquisizione della domanda che si suddivide in due parti:

  • nella prima vanno indicati i dati anagrafici del richiedente ed eventualmente del coniuge o del rappresentante legale, nonché la sezione relativa all’accertamento richiesto;
  • nella seconda vanno indicati gli eventuali ricoveri, oltre a dover comunicare se si intende riscuotere l’indennità di accompagnamento personalmente oppure se girarla ad un terzo o ad un’associazione. Nei quadri F1 o F2 vanno invece indicate le modalità di pagamento.

Una volta compilato il modello con tutte le informazioni richieste la domanda semplificata va inoltrata all’INPS (selezionando su “Invio domanda”).

A questo punto i dati trasmessi i dati questi transiteranno automaticamente in fase concessoria dopo la definizione del verbale sanitario che riconosce il diritto alla prestazione economica.

Spetta all’INPS infatti fissare una visita presso la Commissione medica ASL; attestata la presenza dei requisiti necessari, la Commissione medica trasmetterà la documentazione all’INPS che potrà quindi provvedere al pagamento dell’indennità di accompagnamento.

Tutti coloro che invece non hanno maturato il requisito anagrafico devono inviare il modello sempre per via telematica, ma solo alla fine del completamento della fase sanitaria.

Assegno di accompagnamento è soggetto ad Irpef?

L’indennità di accompagnamento non è soggetta all’Irpef, quindi non c’è bisogno di dichiararla nella dichiarazione dei redditi. L’assegno, infatti, spetta a prescindere dal requisito reddituale personale, poiché quel che conta è il titolo della minorazione.
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