I corsi dei titoli di Stato sul mercato secondario dipendono da tanti parametri, non sempre e non tutti preventivabili in principio. Di solito il main driver è il tasso di riferimento dell’area valutaria di riferimento, in questo caso quello fissato dalla BCE, ma non è l’unico.
Vi sono altre valutazioni che incidono sui trend di breve, medio e lungo termine. Pensiamo alla vita residua del titolo, al rating (e annesso “stato di salute”) emittente e al flusso dei macro dati economici come PIL, occupazione e inflazione.
Per comprendere meglio il discorso consideriamo il bond sovrano emesso dalla Repubblica francese a inizio decennio. Bene, è incredibile ma questo titolo di Stato è a sconto del 70% sul prezzo di rimborso finale.
Il sovereign bond in scadenza nel 2072
L’obbligazione ha matricola identificativa FR0014001NN8, è emessa da uno Stato comunitario ed è denominata in euro. Ha data godimento 25/05/’20, data inizio negoziazione 1° febbraio del ’21 e scadenza nel lontanissimo 25 maggio 2072. Si tratta di un prestito sovrano a 50 anni, la cui vita residua è ancora tutta da scrivere.
La cedola nominale (unica data di stacco è il 25/05 di ogni anno) è pari allo 0,50% lordo, lo 0,4375% al netto della ritenuta sugli interessi. Davvero pochissima cosa, potremmo dire, considerata l’enorme durata complessiva del prestito. Di fondo c’è che il titolo è stato emesso nel pieno degli anni dei tassi a zero, perdipiù da un emittente il cui rating era allora al top.
Poi è arrivata l’inflazione a doppia cifra, la politica restrittiva della BCE, la sequela di guai che hanno afflitto i vari Esecutivi d’Oltralpe. La sostanza è che i corsi sono capitolati tantissimo rispetto al valore di rimborso finale.
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Il trend dei prezzi e il rendimento effettivo
Al momento il titolo prezza esattamente a 30 centesimi, per cui per sottoscriverne 1.000 € di nominale bastano 300 €, oltre alle commissioni bancarie. Strano ma vero. Ancora, con 5mila € di capitale si possono sottoscrivere 16mila € di debito nominale (più relativo rateo maturato), con 10mila ben 32mila € e così via.
A inizio aprile il bond ha toccato il minimo di sempre almeno ad oggi, segnando un low a 27,64 centesimi. Ora, ai corsi odierni c’è che il rendimento effettivo a scadenza è del 3,76% (dati: Borsa Italiana), ma si tratta di ritorni quasi tutti collegati all’attesa risalita dei prezzi.
Il vero dilemma sta tutto qui: quando risaliranno i corsi sul MOT? L’ultimo massimo di periodo (ma frutto di un rimbalzo e non di un’inversione di trend) è stato a fine dicembre 2023, poi nel 2024 è andato grosso modo solo scendendo. Il 2025 non è stato diverso dall’anno precedente, e almeno ad oggi non s’intravede un cambio di passo nelle dinamiche dei valori di mercato.
Incredibile ma questo titolo di Stato è a sconto del 70% sul prezzo di rimborso finale
Eppure, si direbbe, la BCE è da tempo che va tagliando i tassi ufficiali, per cui qualcosa non torna. Il riferimento è alla nota relazione tassi-corsi, per cui quando i primi scendono i secondi salgono e viceversa. Per titoli come l’OAT Tf 0,5% Mg72 sarebbe come benzina sul fuoco considerata l’elevatissima duration modificata. Quella attuale è pari a 34,11%, a indicare la natura alquanto volatile del titolo sul mercato secondario.
Purtroppo c’è che questo rapporto tassi-corsi negli ultimi mesi non sta funzionando per niente per una categoria particolare di titoli: i lunghi e i c.d. bond Matusalemme. Come mai, anche alla luce del possibile dipanarsi definitivo del rebus dazi nel mondo?
La verità è che questi bond sono poco sensibili ai tagli dei tassi mentre lo sono tanto sulle aspettative di inflazione. In questi mesi sono stati preannunciati corposi programmi in deficit di spesa pubblica sia in Germania che a livello comunitario.
Quindi in futuro abbonderanno le offerte di bond sovrani attraverso cui finanziare i rispettivi programmi di spesa. Da che mondo è mondo, quando l’offerta sale i prezzi (dei bond) scendono, a vantaggio dei rendimenti che per forza devono salire. Fermo restando che la maggiore spesa sovrana sosterrà la domanda aggregata, i consumi e gli investimenti e, in definitiva, il rialzo dei prezzi.
Morale, simili investimenti richiedono anzitutto elevatissima propensione al rischio. Secondo, ma non per questo meno importante, tanta tanta pazienza.