L’Italia sta affrontando la più prolungata crisi industriale d’Europa, arrivata ormai al 25esimo mese consecutivo di calo tendenziale della produzione (ossia nel confronto con i mesi dell’anno precedente).
Il segno meno è fisso anche per la Germania, che negli ultimi tempi ha rallentato venendo meno al suo consolidato ruolo di “locomotiva d’Europa”, e per la Francia, che pure da qualche mese sta affrontando una leggera flessione nella produzione industriale. In questo momento, infatti, le tre principali economie dell’Unione Europea sono tutte alle prese con una crisi industriale, influenzando naturalmente l’andamento complessivo della produzione nel continente.
In Italia, tuttavia, le difficoltà stanno andando avanti da così tanto tempo da non avere confronti.
Come sta andando la produzione industriale in Europa?
Per analisti e commentatori gli aggiornamenti mensili sulla produzione industriale sono ormai diventati un appuntamento fisso per interpretare lo stato dell’economia italiana. I record negativi dell’industria sono un argomento caldo per le opposizioni, che possono utilizzarlo per dimostrare le inefficienze del governo, o per i sindacati, in particolare quelli dei settori maggiormente colpiti dalla crisi. Diverse testate, economiche e non, seguono la questione, riportando anche il “contatore della crisi”, ossia il conteggio dei giorni di diminuzione della produzione industriale, che in Italia va avanti ormai da circa 800 giorni.
Di recente l’Istat ha certificato per febbraio un nuovo calo dell’indice destagionalizzato della produzione industriale del 2,7% su base annua, che ha portato a 25 la striscia di mesi negativi consecutivi, iniziata nel febbraio del 2023. La Germania, invece, nonostante sia il Paese Ue maggiormente colpito dalla crisi e osservato speciale in quanto prima potenza industriale d’Europa, sta affrontando un periodo negativo nella produzione che in realtà dura da meno tempo: 21 mesi di fila (da giugno 2023). Forti difficoltà anche per l’Ungheria, arrivata al mese numero 12 di segno meno per la produzione industriale, mentre per la Francia la flessione sta andando avanti da solo sei mesi e la Spagna ha iniziato male il 2025, ma è ad appena due mesi consecutivi col segno meno.
Mesi consecutivi di crisi della produzione industriale nei Paesi Ue
- Italia: 25
- Germania: 21
- Ungheria: 12
- Francia: 6
- Bulgaria: 3
- Danimarca: 2
- Spagna: 2
- Slovacchia: 2
- Finlandia: 2
- Svezia: 2
La crisi continua della manifattura italiana
Nonostante la produzione industriale di diversi paesi Ue risulti in crescita, il peso di quella tedesca e, in misura minore, di quella italiana (che tra l’altro sono fortemente interconnesse), finiscono per influenzare i risultati di quella complessiva europea. Non è un caso che l’indice destagionalizzato della produzione industriale dei 27 paesi risulta in calo da 21 mesi di fila, ossia da giugno 2023, coincidendo di fatto con la crisi tedesca.
Considerando la produzione annuale nel confronto con il pre-pandemia, nel 2024 l’indice ha fatto segnare un calo del 12,4% rispetto al 2019 per la Germania, il crollo più marcato dopo quello subìto dal Lussemburgo (12,6%). Per l’Italia il calo è stato del 6,2% e per la Francia del 5,1%. Dall’ultimo aggiornamento Istat risulta che per l’industria italiana gli unici settori economici in positivo rispetto al 2024 risultano quelli di energia elettrica, gas, vapore ed aria, di legno, carta e stampa e dell’alimentare. Tutto il resto è in difficoltà, in particolare l’industria automotive.