In Italia stanno per arrivare nuove sanzioni UE per colpa dell’inquinamento

Andrea Fabbri

15 Febbraio 2026 - 18:46

La Commissione Europea sta preparando nuove sanzioni per l’Italia per il mancato rispetto di 6 norme comunitarie. 3 di queste riguardano l’ambiente

In Italia stanno per arrivare nuove sanzioni UE per colpa dell’inquinamento

Continuano ad arrivare brutte notizie per l’Italia sul fronte del recepimento delle normative europee. Pochi giorni fa l’UE ha avviato 6 nuove procedure d’infrazione per mancato rispetto degli obblighi derivanti dalle leggi comunitarie.

I problemi maggiori per il nostro Paese arrivano dal settore ambiente: siamo finiti sotto la lente dell’UE per violazioni relative alla Direttiva Quadro sulla gestione delle acque, per le mancate modifiche al Piano Nazionale per la qualità dell’aria e per non aver rispettato gli obblighi di comunicazione per i rumori ambientali.

Ma proviamo a capire cosa viene contestato all’Italia e quanto potrebbero costarci queste violazioni a livello economico.

I problemi relativi alla Direttiva Quadro sulle Acque

Secondo la Commissione Europea l’Italia non sta rispettando la Direttiva Quadro sulle Acque che impone agli Stati di proteggere e migliorare le condizioni delle fonti idriche. Più nel dettaglio, il nostro Paese non ha messo in piedi un sistema efficiente per la registrazione dei permessi di prelievo e di invaso delle risorse e non ha fatto nulla in merito alla revisione delle concessioni.

Due mancanze che, contesta Bruxelles, impediscono una gestione oculata del nostro patrimonio idrico.

Manca l’aggiornamento del Piano Nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico

Altrettanto grave la mancanza, ormai pluriennale, della revisione del Piano di controllo della qualità dell’aria, previsto dalla Direttiva NEC - UE 2016/2284.

La normativa attualmente in vigore prevede un aggiornamento ogni 4 anni e stiamo parlando di un passaggio fondamentale perché il piano serve a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti come ossidi di azoto, ammoniaca e particolato fine, e deve stabilire quali sono le misure da prendere per abbassare i livelli di inquinamento prodotti da industria, trasporti e agricoltura.

Ebbene in Italia questo aggiornamento manca dal 2016 e la situazione è ancora più grave perché la Pianura Padana è una delle zone con la peggiore qualità dell’aria di tutta Europa.

L’Italia non ha ottemperato gli obblighi di comunicazione e rumore ambientale

La terza procedura è quella relativa alla mancata implementazione della nuova Direttiva (UE) 2024/2839 che va a modificare e semplificare gli obblighi di comunicazione dell’emissione acustica ambientale. Una direttiva che intende regolare anche l’inquinamento acustico prodotto dalle macchine e dalle attrezzature usate all’aperto e che l’Italia non ha rispettato non notificando le misure di recepimento o facendolo solo in parte.

Le altre procedure di infrazione

A completare il quadro negativo ci sono altre 3 procedure di infrazione: la prima contestazione riguarda i servizi portuali ed è relativa a un’imposizione dell’obbligo di bandiera nazionale non conforme alle normative UE. Sul versante trasporti, invece, il nostro Paese non ha recepito la direttiva 2023/2661 sui sistemi di trasporto intelligenti, mentre in materia pensionistica viene contestata la mancata cooperazione nei negoziati con la BCE in merito al trasferimento dei diritti pensionistici dei funzionari dell’Unione.

6 nuove pratiche di infrazione aperte che vanno ad aggiungersi alle 69 già in essere (24 sono quelle relative all’ambiente) e che negli ultimi anni si sono trasformati in 800 milioni di euro pagati in sanzioni.

Nel frattempo il Governo italiano ha 2 mesi di tempo per rispondere alle nuove contestazioni e adottare i correttivi richiesti. In caso contrario c’è il rischio che l’iter prosegua e si concluda con un deferimento alla Corte di Giustizia.

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