Istat: in Italia non si fanno più figli

Non si registravano cifre così basse da 100 anni: l’attuale numero delle nascite è paragonabile a quello del 1917

Istat: in Italia non si fanno più figli

Non si fanno più figli in Italia. A evidenziarlo l’Istat, che mette il Belpaese di fronte a un record negativo sul fronte nascite che non si vedeva dagli anni neri di guerra e stenti, nel lontano biennio 1917-1918.

Dal 2015 in poi i numeri sono andati letteralmente a picco, proseguendo un calo che era comunque già in corso da molti anni, tanto che le 439mila nascite del 2018 segnano un -140 mila rispetto al 2008.

Lo stesso Istituto, nella nota a commento del report annuale, ha parlato di “recessione demografica significativa”, che ha portato a un calo numerico di cui “si ha memoria nella storia d’Italia solo nel ’17-18, un’epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell’epidemia di ’spagnola’”.

L’analisi prosegue notando come il 45% delle donne tra i 18 e i 49 anni non abbia ancora avuto figli, sebbene i sondaggi che inquadrano le intenzioni in fatto di maternità segnino solo un 5% di popolazione che si dice non intenzionata a fare figli.

Istat: in Italia non si fanno più figli

Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, ha chiarito l’inversione di tendenza in corso nel Paese, in passato spinto proprio dalla componente demografica e invece ora frenato da quest’ultima.

Questo - prosegue Blangiardo - pone dubbi sugli investimenti che si stanno facendo per il futuro. La permanenza sempre più lunga dei giovani nelle famiglie d’origine posticipa l’approccio a una vera indipendenza e, di fatto, anche alla creazione di un proprio nucleo familiare.

In proposito l’Istat ha parlato di percorsi di vita “meno lineari del passato”, leggendo dati indicanti una fascia 20-34 anni che conta 5,5 milioni di persone in casa con almeno un genitore.

Sul calo nascite pesa eccome anche il dato relativo agli italiani che hanno preferito trasferirsi all’estero; dato che ha generato una perdita di almeno 420mila residenti, in prevalenza giovani e con un alto o altissimo grado d’istruzione.

Salva parzialmente il dato negativo - o almeno lo attutisce - il fenomeno migranti, con un saldo positivo in fatto di nascite che raggiunge quota 190 mila unità nel 2018.
Nel complesso, i cittadini stranieri residenti sul territorio sono 5,2 milioni a inizio anno, ovvero l’8,7% della popolazione complessiva.

Mentre le nascite scarseggiano, a inizio 2019 gli over 85 hanno fatto registrare quota 2,2 milioni, con almeno 15mila persone che hanno superato i 100 anni. Un dato che mette in luce una diffusione di stili di vita più sani e un invecchiamento che arriva sempre più tardi secondo l’Istat.

Cresce infatti la vita media, a 80,8 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne, con una significativa riduzione della maggiore longevità femminile.

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