Un rischio serio per chi non è in regola, un danno economico anche per chi rispetta la legge. La circolazione dei veicoli senza assicurazione genera conseguenze negative su più livelli.
In Italia negli ultimi anni il fenomeno è tornato a crescere, così come il “peso” dei mezzi privi di copertura obbligatoria sul totale di quelli in circolazione.
Secondo il più recente rapporto “L’Assicurazione italiana” dell’Ania, l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici, sono stati 2,8 milioni i veicoli non assicurati in circolazione in Italia nel 2023, pari a circa il 6% del totale. Nel 2022 erano 2,6 milioni, con una diffusione stimata al 5,6% e ancora più bassa negli anni precedenti (del 5,2% nel 2021). Il caso riguarda particolarmente l’Italia, ma non mancano situazioni simili anche in altri paesi europei.
Come sottolinea la stessa Ania, quantificare i veicoli non assicurati in circolazione non è semplicissimo. Si potrebbe avere un numero accurato soltanto con un archivio informatico unico che raccolga tutte le sanzioni per guida senza assicurazione effettuate da carabinieri, polizia stradale e municipale (al momento inesistente). Le stime vengono quindi realizzate a partire dai dati forniti dalla Motorizzazione Civile, che a sua volta utilizza quelli del Pra (Pubblico Registro Automobilistico).
Dove ci sono meno auto assicurate?
Sono soprattutto le regioni del Sud a ospitare la più elevata quota di mezzi non assicurati, in media dell’8,4%: più elevata di quelle rilevate al Nord, 4,6% e al Centro, 6,2%. Ma è anche vero che di recente i veicoli senza assicurazione stanno crescendo soprattutto da Roma in su, mentre nelle regioni meridionali risultano stabili o perfino in calo. Tra 2017 e 2023 è infatti cresciuta di mezzo punto percentuale l’incidenza media dei veicoli non assicurati nelle regioni del Nord (dal 4,1% al 4,6%), mentre è rimasta stabile al Centro (dal 6,3% al 6,2%) ed è diminuita al Sud (dal 10,1% al 8,4%).
Stando sempre al dettaglio delle stime Ania, la classifica delle regioni italiane con la maggiore incidenza di veicoli non assicurati rispetto al totale dei mezzi circolanti vede i seguenti piazzamenti:
1. Valle d’Aosta: 11,6%
2. Campania: 11%
3. Sicilia: 9,1%
4. Calabria: 8,6%
5. Lazio: 8,5%
6. Puglia: 6,3%
7. Friuli-Venezia Giulia: 3,2%
Dove ci si assicura di meno in Europa?
Oltre alla difficoltà a stimare le dimensioni del fenomeno per i motivi di cui dicevamo, risulta anche non semplice fare confronti tra l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea. Qualche indicazione arriva dai vari istituti nazionali che si occupano di gestire gli indennizzi in caso di incidenti provocati da veicoli non assicurati o non identificati. Di recente, il Motor Insurers’ Bureau dell’Irlanda ha stimato un 7,8% di veicoli non assicurati in circolazione nel Paese nel 2021, diventati poi l’8,3% nel 2022. Secondo questa ricostruzione, l’Irlanda sarebbe la nazione europea con la più alta incidenza di veicoli senza assicurazione. A sfidarla nel non invidiabile primato c’è la Grecia, con una quota di circa l’8,2%, mentre al terzo posto dovrebbe esserci proprio l’Italia.
È l’articolo 193 del Codice della strada a prevedere l’obbligatorietà dell’assicurazione di responsabilità civile per i veicoli. Chi circola senza la copertura assicurativa rischia una sanzione amministrativa compresa da un minimo di 866 euro a un massimo di 3.464, oltre alla perdita di cinque punti sulla patente e al sequestro del mezzo. In caso di responsabilità in capo all’automobilista non assicurato, i soggetti danneggiati ottengono un risarcimento attraverso il Fondo di Garanzia Vittime della Strada, in Italia gestito dalla Consap. Come anticipato, il fenomeno della non assicurazione crea un danno economico anche a chi rispetta la legge, perché il Fondo si finanzia tramite un contributo versato da tutti gli automobilisti in regola con il pagamento dell’assicurazione. Anche per il 2025 il contributo è pari al 2,5% del premio assicurativo Rc Auto.