Immunità parlamentare, cos’è e come funziona

Patrizia Del Pidio

1 Aprile 2026 - 16:22

L’immunità è una tutela riconosciuta a deputati e senatori per permettere loro di svolgere il proprio mandato. Vediamo cosa dice la normativa in proposito.

Immunità parlamentare, cos’è e come funziona

L’immunità parlamentare prevista dall’articolo 68 della Costituzione è una prerogativa riconosciuta a deputati e senatori a tutela della libertà di esercizio di mandato. Non si tratta, quindi, di un privilegio personale. L’immunità include anche l’insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati nella funzione del proprio mandato, oltre a impedire arresti, perquisizioni e intercettazioni non autorizzate dalla Camera di appartenenza.

Si tratta, quindi, di un complesso di regole che serve a favorire lo svolgimento delle funzioni, evitare le persecuzioni processuali ingiustificate e, soprattutto, le vendette degli avversari politici. In altre parole è fondamentale per il corretto svolgimento della funzione istituzionale ricoperta.

Deputati e senatori non possono subire processi o restrizioni della libertà personale a meno che non venga votata l’autorizzazione a procedere dalle Camere.

L’immunità parlamentare si articola nell’insindacabilità per le opinioni ed i voti espressi e nell’inviolabilità della libertà personale per i reati commessi. Tali garanzie durano per tutto il tempo in cui il parlamentare resta in carica, dopodiché si esauriscono; a quel punto, per la magistratura, egli torna ad essere un comune cittadino. Va precisato che non si tratta di privilegio, ma di prerogativa funzionale anche se molto spesso il tema viene frainteso.

Immunità parlamentare: l’articolo 68 della Costituzione

L’immunità parlamentare è sancita dalla Costituzione ed è una prerogativa prevista da tutte le moderne democrazie poiché serve a consentire il libero esercizio delle funzioni senza condizionamenti della magistratura o pressioni politiche.

Quando si parla di immunità parlamentare ci si riferisce ad un complesso di diverse prerogative: l’insindacabilità dei deputati e dei senatori per le opinioni ed i voti espressi e l’inviolabilità della loro libertà personale. Per questo chi viene elettopur potendo subire processi (il processo può tranquillamente iniziare), senza autorizzazione non può subire gli atti limitativi della libertà (arresto, perquisizione, intercettazione) per i tutti i reati commessi, anche in precedenza del mandato finché è in carica.

L’articolo 68 della Costituzione, tuttavia, prevede che le Camere possano concedere al pubblico ministero richiedente l’autorizzazione a procedere. Se viene concessa, il parlamentare risponde dei reati commessi come qualsiasi altro cittadino, nel caso contrario, invece, la magistratura è impotente.

L’immunità parlamentare vige durante tutto il periodo del mandato ed è un diritto irrinunciabile. Quando il senatore o il deputato cessano dall’incarico, l’inviolabilità parlamentare decade (vuol dire che il soggetto potrà essere sottoposto a processo per i fatti commessi durante il mandato) mentre l’insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati permane.

L’articolo 68 della Costituzione prevede:

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

Cosa è l’insindacabilità parlamentare

Grazie all’immunità parlamentare sancita dalla Costituzione italiana, i parlamentari in carica non sono tenuti a rispondere delle opinioni e dei voti espressi nel corso del mandato.

L’insindacabilità esclude ai deputati ed ai senatori ogni tipo di responsabilità, penale, civile, amministrativa ed anche patrimoniale, per i giudizi dichiarati su fatti o persone, purché siano stati resi nello svolgimento delle funzioni.

Data la vastità dei mezzi di comunicazione di cui oggi disponiamo, sicuramente maggiori di quelle previste dai padri della Costituzione, la Corte Costituzionale si è espressa sull’argomento: i giudici supremi hanno ribadito che l’immunità parlamentare si estende anche alle dichiarazioni rese al di fuori della sede istituzionale (cioè il Parlamento), ma a patto che ci sia il nesso funzionale tra le affermazioni e l’attività di deputato o senatore.

Il nesso funzionale è il punto più critico: se un politico insulta un avversario in un talk show, gode di immunità solo se quell’insulto riproduce un contenuto già espresso in un atto parlamentare ufficiale (interrogazione, emendamento, discorso in aula).

Inviolabilità parlamentare, cos’è

I nostri parlamentari godono anche di un’altra forma di immunità, detta inviolabilità parlamentare. Secondo questo tipo di immunità parlamentare, i deputati ed i senatori in carica non possono subire arresti, perquisizioni e qualsiasi altra forma di limitazione della libertà personale senza prima aver ottenuto il consenso della Camera di appartenenza. Tale autorizzazione prende il nome di “autorizzazione a procedere” e segue delle modalità che andremo a spiegare più avanti.

Come le altre forme di immunità parlamentare, anche l’inviolabilità è valida solo durante il periodo in cui il deputato o il senatore è in carica e può riguardare anche atti o fatti commessi al di fuori dell’esercizio delle funzioni parlamentari.

L’inviolabilità si applica nelle seguenti ipotesi:

  • mandato di arresto ed ogni altra forma di limitazione della libertà personale;
  • perquisizione personale o al domicilio;
  • intercettazioni telefoniche e della corrispondenza.

L’autorizzazione della Camera a procedere non è richiesta solo quando il parlamentare è già stato condannato in via definitiva in giudizio e quando viene colto in flagranza di reato con arresto immediato.

Dove e quando è valida l’immunità parlamentare?

L’immunità parlamentare è una tutela dell’esercizio delle funzioni del deputato o del senatore. L’insindacabilità, detta anche immunità sostanziale, copre i parlamentari per voti e opinioni espresse durante l’esercizio delle proprie funzioni anche fuori del Parlamento, purché vi sia un nesso funzionale con l’attività svolta. La protezione continua anche dopo la fine del mandato per voti e opinioni espressi durante il mandato.

L’inviolabilità, che dura esclusivamente quanto il mandato, prevede delle eccezioni: l’autorizzazione alla Camera di appartenenza non è richiesta in caso di sentenza irrevocabile, di condanna o se colti in flagranza di reato per cui è previsto l’arresto.

L’immunità parlamentare è valida su tutto il territorio nazionale, ma i parlamentari europei godono di un’analoga immunità valida in tutti gli Stati membri dell’Ue.

Un caso chiave di immunità parlamentare: la vicenda Salis

Come abbiamo detto gli europarlamentari sono tutelati dall’immunità europea che protegge non il singolo individuo, ma l’istituzione e la libertà del deputato.

Nella vicenda Salis, l’Ungheria aveva chiesto la revoca dell’immunità parlamentare per l’eurodeputata italiana Ilaria Salis per i presunti reati commessi in Ungheria. Prima di essere eletta come deputato del parlamento europeo, infatti, la Salis era tenuta in detenzione preventiva per l’accusa di lesioni personali aggravate in occasione dei presunti scontri avvenuti a febbraio 2023 nella celebrazione annuale organizzata da movimenti neonazisti ungheresi.

La sua candidatura al parlamento europeo aveva come obiettivo dichiarato quello di garantire la libertà personale della donna. Il parlamento europeo ha votato contro la revoca dell’immunità parlamentare di Ilaria Salis confermando l’indipendenza del mandato parlamentare, nonostante le forti critiche e polemiche.

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