Sai che il tuo smartphone ti sta spiando anche in questo momento? Ecco quali sono i dati che vengono registrati e cosa potresti fare per evitarlo.
Il tuo smartphone ti traccia in ogni momento, probabilmente anche adesso. Che si tratti di localizzazione mentre fai una passeggiata o di nuovi contatti che hai salvato in rubrica, ma anche di foto appena inviate a un tuo contatto su WhatsApp o a una nota audio che hai inviato a un amico su Instagram.
In media, gli utenti passano 4 ore e 37 minuti col telefono acceso e in questo lasso di tempo il device raccoglie informazioni che poi finiscono nelle mani di data broker e inserzionisti.
Ma quali sono nel dettaglio i dati che vengono osservati? E ci sono modi per evitarlo? In questa guida, ti segnaliamo 5 cose che il tuo smartphone registra senza dirtelo e alcuni consigli per limitare questa pratica.
Cosa registra il tuo smartphone
Ci sono una lunga serie di dati e di informazioni che il tuo telefono memorizza in ogni istante della tua vita. Ma visto che non sempre se ne parla in maniera approfondita, nei prossimi capitoli ti segnaliamo 5 cose costantemente registrate di cui forse non sospettavi.
1. Localizzazione
Uno dei dati più spesso richiesti da inserzionisti e data broker è la localizzazione. E non a caso, la tua posizione è una delle informazioni che più spesso viene memorizzata dal telefono, anche mentre lo hai in tasca e non lo stai utilizzando.
Queste informazioni sono infatti una delle componenti più importanti dell’ecosistema pubblicitario digitale, in quanto dà modo di conoscere di più su abitudini, preferenze e comportamenti di ogni singolo utente.
Le app possono sapere non solo dove sei adesso, ma anche dove sei stato e dove hai intenzione di andare. Un documento interno dell’US Customs and Border Protection rivela come l’agenzia abbia conquistato dati pubblicitari online che permettono di tracciare le posizioni dei telefoni nel tempo.
Come avviene la raccolta? Si parte chiaramente dal GPS, installato in tutti i dispositivi di ultima generazione. Ma anche triangolazione della rete cellulare e identificazione dei punti di accesso Wi-Fi.
In sostanza ogni volta che ti connetti a internet o che il tuo GPS si attiva, ci sono dei dati che vengono salvati e trasferiti a terzi.
2. File personali
Quando scarichi una nuova app, di solito ti viene chiesto di fornire consensi di accesso a contatti o alla galleria personale. Non facendoci caso, premi su Consenti e inizia a utilizzare l’applicazione. Da quel momento, le tue informazioni possono tranquillamente finire nelle mani di inserzionisti e pubblicitari.
Pensa per esempio a piattaforme social come Facebook e Instagram che richiedono i permessi della rubrica per aiutarti a trovare i tuoi amici e della galleria per salvare o pubblicare foto. O anche applicazioni che ti richiedono l’accesso alla cartella File per leggere, salvare o caricare documenti.
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3. Microfono e fotocamera
Uno dei permessi che più spesso viene concesso e che desta maggiori preoccupazioni è quello relativo al microfono. Per app con le quali si effettuano videochiamate è normale dare l’accesso, mentre quando software non correlati lo richiedono scatta l’allarme.
Lo stesso vale anche per la fotocamera che, insieme al microfono, può fornire informazioni particolarmente sensibili. In questo senso, un caso storico è quello che è avvenuto nel 2014.
Girava un’app torcia, all’apparenza normale. Dopo averla scaricata, a ogni utente veniva chiesto di fornire consensi di accesso per rubrica, microfono e file personali. A distanza di qualche mese, si è scoperto che questa semplice applicazione per accendere una luce in realtà era un enorme raccoglitore di informazioni personali e sensibili.
4. Calendario e messaggi
Le app che hanno l’autorizzazione di accesso al calendario possono leggere, creare, modificare o eliminare i tuoi eventi. Quelle che invece hanno accesso al registro delle chiamate possono scrivere i tuoi log delle telefonate su file esterni.
Si tratta di dati utilissimi, che rivelano molto sul tuo comportamento. Per esempio chi chiami, con che frequenza, a che ora, quali sono i tuoi appuntamenti, a chi mandi i tuoi messaggi e via dicendo.
Ma non solo perché, sempre più spesso, alcune applicazioni riescono furbamente ad avere l’accesso anche alla tua cronologia di navigazione. Inutile dire che quest’ultimo è uno dei dati più importanti in termini di inserzioni pubblicitarie.
5. Pubblicità
Ti sembrerà incredibile, ma le pubblicità stesse che puoi trovare su una qualsiasi app o su un sito web diventano fonte utile di informazioni da raccogliere. Ogni volta che ti viene mostrato un banner o un breve video, la rete alle sue spalle analizza i dati grazie a un sistema di real-time bidding.
Ci sono altri inserzionisti che vedono per quanto tempo hai guardato una pubblicità, quale formato ha attirato di più la tua attenzione, se hai cliccato su uno di essi e via dicendo. Parte a questo punto una sorta di asta, con varie offerte fatte per mostrare i propri annunci in tempo reale.
Una volta che ti verrà mostrata la pubblicità vincente, tutte le informazioni sulla tua posizione, sull’ora esatta e sull’indirizzo IP finiscono nelle mani degli altri partecipanti all’asta.
Come limitare la raccolta dati da smartphone
Essere a conoscenza dell’enorme quantità di informazioni che in ogni istante il tuo smartphone raccoglie e invia ad altre persone può risultare parecchio preoccupante, motivo per cui diventa fondamentale correre ai ripari.
Oggi esistono numerose tecniche che ti possono tornare utili per quantomeno limitare la raccolta di dati. Per prima cosa, se sei da Android vai in Impostazioni > Privacy > Gestisci permessi. Qui trovi una lista di ogni categoria di dati e quali app vi accedono. Se c’è un’app che non usi mai o alla quale hai fornito consensi non necessari, provvedi a revocarli subito. Da iPhone, puoi fare lo stesso andando in Impostazioni > Privacy e sicurezza.
Per il tracciamento pubblicitario vero e proprio, da Android puoi andare in Impostazioni > Privacy > Annunci > Reimposta ID annuncio > Rimuovi informazioni sul tuo interesse. da iPhone vai su Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento e poi disattiva la voce “Richiesta di tracciamento attività”.
Puoi limitare anche la geolocalizzazione. Per farlo, invece di Posizione Precisa scegli Posizione approssimativa su Android. E vai poi su Impostazioni > App > Permessi > Posizione > Consenti solo durante l’utilizzo per far sì che le app non traccino la tua posizione se non le stai usando.
Ti può dare una grossa mano anche una VPN attendibile, capace di cifrare il tuo traffico internet e nascondere l’indirizzo IP agli inserzionisti. Evita quelle gratuite, in quanto spesso raccolgono e vendono comunque i tuoi dati.
Infine, ricordati almeno una volta al mese di rivedere i permessi che hai dato alle tue app. Magari hai scaricato nuovi software, oppure alcuni che già avevi ti hanno fatto richiesta di accesso a dati personali e distrattamente glieli hai dati.
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