Il Tesoro colloca altri slot di BTP a 3 e 7 anni con cedola al 2,35% e al 4%

Stefano Vozza

10 Settembre 2025 - 13:57

Nuove tranche di titoli sovrani in rampa di lancio a metà settimana buone per investire in chiave di medio o medio-corto termine

Il Tesoro colloca altri slot di BTP a 3 e 7 anni con cedola al 2,35% e al 4%

Dopo il doppio collocamento sindacato della settimana scorsa, con due benchmark a 7 e 30 anni lanciati a mercato, arrivano le consuete aste MEF di inizio mese. Si parte mercoledì 10 con il BOT a 1 anno e si prosegue il giorno dopo con i titoli a medio e lungo termine. In particolare, giovedì 11 il Tesoro colloca altri slot di BTP a 3 e 7 anni con cedola al 2,35% e al 4%.

Il BTP a tasso fisso del 2,35% annuo lordo

L’obbligazione più corta è il BTP 3 anni in corso di emissione nato il 15 luglio e giunto ora alla 3° tranche. Il titolo ha identificativo ISIN IT0005660052 e data scadenza al 15 gennaio 2029, grosso modo tra 40 mesi. La cedola annua è del 2,35% (1,175% semestrale), il 2,05625% al netto del 12,50% di ritenuta fiscale, con la prima in assoluto che verrà staccata il 15/01/2026. L’offerta MEF è racchiusa nel range 2,75-3,25 mld di €, e di altri 0,65 mld nel corso dell’asta supplementare.

Chi si aggiudicherà il bond, quindi, dovrà conteggiare, oltre al nominale sottoscritto e alle commissioni bancarie, anche 62 giorni di dietimi. Cioè riconoscerà al MEF gli interessi prodotti dal bond nei pregressi 2 mesi, e poi li riavrà indietro il giorno dello stacco della prossima cedola semestrale. Dei primi 6 mesi di vita utile, infatti, 2 appartengono al passato e non spettano a chi finora non aveva il BTP in portafoglio, e altri 4 al futuro, di pertinenza anche dei futuri acquirenti.

Il rendimento su 40 mesi di durata complessiva

La bella notizia è che oggi il titolo già negoziato sul MOT di Borsa Italiana prezza sotto cento, a 99,87 per la precisione, a beneficio dello yield. L’effettivo a scadenza rasenta il 2,4% annuo lordo ed è molto probabile che i rendimenti di aggiudicazione in arrivo esitino gli stessi numeri.
Ancora, se da qui a scadenza il costo medio della vita dovesse attestarsi in area 2% c’è che anche il ritorno reale ne risulterebbe non negativo. Cioè dedotte le tasse al Fisco, le spese alla banca e l’inflazione di periodo, il potere d’acquisto del capitale investito risulterebbe invariato da qui a gennaio ’29. L’ideale sarebbe veder crollare il tasso di inflazione per portare a casa due risultati. Uno, assistere al rialzo delle quotazioni (attuale duration modificata a 3,16), e l’altro di far crescere realmente il capitale a scadenza.

Tuttavia, a quest’ultimo riguardo il bond difetta su almeno due elementi chiave come la scarsa vita utile e il calo dei rendimenti. Cioè serve una pianificazione più lungimirante e più aggressiva rispetto a quella offerta dal “semplice” BTP Fx 2.35% Jan29 se l’intento sarebbe la crescita del capitale.

L’obbligazione del Tesoro con 5 anni di vita residua

L’altro titolo in offerta è il BTP con matricola ISIN IT0005561888, un settennale in origine emesso il 15/09/’23 e con una vita residua a 5 anni (scadenza 15/11/’30). Anche qui il futuro sottoscrittore dovrà conteggiare i giorni di dietimi, pari a 123 per l’esattezza, con il prossimo stacco cedola previsto il 15 novembre. A proposito di interessi, il tasso annuo è fisso e costante del 4,00% (2,00% semestrale), il 3,5% al netto della ritenuta. In questo caso però c’è che l’effettivo a scadenza è inferiore al nominale (2,75%), dato che il titolo già in circolo (quasi 16 mld di € di flottante) prezza sui 106,1. Quindi per 1.000 € di nominale aggiudicato all’asta di giovedì serviranno altri 6 € circa di sovrapprezzo, oltre ai dietimi e alle spese bancarie.

Infine altri tre dati riguardanti il BTP Fx 4% Nov30. Il bond già in circolo sul MOT ha un’attuale duration modificata del 4,57, e in più offre un credito d’imposta dello 0,72% dato che il prezzo di acquisto è sopra la parità. Invece per l’11° tranche in offerta giovedì 11 lo stock offerto dal Tesoro è compreso tra gli 1,25 e 1,50 mld di €, e in 0,3 quello riservato agli Specialisti.

Il Tesoro colloca altri slot di BTP a 3 e 7 anni con cedola al 2,35% e al 4%

A grandi linee l’investimento sul BTP 5 anni produrrebbe un guadagno netto complessivo in area 12%. Non tanto a dire il vero, anche perché il titolo giunge in un momento di grazia per i titoli sovrani nazionali e prezza sui suoi massimi annui. Al riguardo, il min e max ‘25 sono stati, nell’ordine, 103,39 a marzo e 106,63 in estate. Invece chi lo ha comprato sui minimi del luglio ’24, cioè 14 mesi fa, si è aggiudicato ritorni complessivi in area 23% lordo, non proprio una differenza di poco conto.

Ora, sperare in un’ulteriore crescita dei corsi, e quindi in una discesa dei rendimenti, sarebbe semplicemente utopistico. Da un lato il prestito scadrà tra 5 anni, dall’altro c’è che molte attese sono state già scontate dal mercato. Non solo, ma il mercato teme come nascosto dietro l’angolo il rischio di un possibile rialzo dei tassi in tempi non lontanissimi. Morale, se la cedola alletta l’effettivo a scadenza lo è meno. Forse potrebbe rivelarsi più interessante un acquisto in un momento di tensione sui bond sovrani e quindi a corsi di mercato un tantino più calmierati degli attuali. Neanche in tal caso il ritorno totale sul BTP Fx 4% Nov30 ne uscirebbe stravolto, ma rafforzato e ottimizzato rispetto ai ritorni attuali attesi, sì.