Cosa devono sapere i piccoli azionisti prima dell’OPA di Recordati del 31 agosto

Redazione Money Premium

25/08/2026

Conseguenze e opportunità sull’Opa di Recordati promossa da Respighi BidCo. Ecco cosa sapere per valutare l’adesione.

Cosa devono sapere i piccoli azionisti prima dell’OPA di Recordati del 31 agosto

L’operazione di offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Respighi BidCo su Recordati rappresenta uno degli eventi finanziari più rilevanti del 2026 per il mercato italiano e per il settore farmaceutico europeo.

Il veicolo costituito da CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert propone un corrispettivo di 51,29 euro per ciascuna azione ordinaria, valorizzando l’intero capitale di Recordati a circa 10,7 miliardi di euro e puntando al delisting da Euronext Milan. L’adesione partirà il 31 agosto 2026 e si chiuderà il 15 ottobre successivo, con pagamento previsto per il 23 ottobre, mentre la Commissione Europea ha già autorizzato l’acquisizione del controllo congiunto senza rilevare problemi di concorrenza.

Cosa comporta l’OPA?

Per gli investitori istituzionali e i risparmiatori che detengono titoli Recordati l’impatto immediato consiste nella possibilità di liquidare la posizione a un prezzo certo e in contanti, con un premio del 12,89 per cento rispetto al valore “indisturbato” del 25 marzo 2026, data in cui fu resa nota la manifestazione di interesse iniziale. Rossini, azionista di controllo indirettamente riconducibile a CVC Capital Partners e titolare del 46,82 per cento del capitale, ha già assunto l’impegno irrevocabile di aderire, fornendo una base solida all’operazione e riducendo l’incertezza sul raggiungimento della soglia minima del 66,67 per cento.

In caso di superamento del 90 per cento scatta il diritto di squeeze-out allo stesso prezzo, garantendo ai soci di minoranza un’uscita obbligatoria alle medesime condizioni. Per i risparmiatori retail questo meccanismo offre protezione e semplicità: non è necessario monitorare quotidianamente il titolo, perché l’eventuale delisting o la fusione successiva assicurano comunque il corrispettivo offerto.

Le opportunità emergono soprattutto sul fronte della certezza del cash e della riduzione del rischio di mercato. Chi aderisce elimina l’esposizione alla volatilità futura legata a fattori macroeconomici, valutari o di pipeline farmaceutica, trasformando un investimento azionario in liquidità immediatamente impiegabile altrove. Allo stesso tempo, il passaggio a proprietà privata, sostenuto anche dalla partecipazione di Andrea Recordati nella struttura dell’offerente, potrebbe consentire a Recordati una maggiore flessibilità strategica nelle acquisizioni bolt-on e nello sviluppo delle terapie per malattie rare, ambito in cui la società ha mostrato una crescita sostenuta.

Gli aspetti da considerare sul futuro di Recordati

Gli investitori di lungo periodo che ritengono il prezzo non pienamente riflessivo del potenziale di prodotti come Isturisa o delle future integrazioni potrebbero valutare di non aderire, nella speranza di un eventuale rilancio o di una rivalutazione in Borsa qualora il delisting non si realizzi. Tuttavia il consiglio di amministrazione, a maggioranza, ha giudicato congruo il corrispettivo sulla base della fairness opinion di Lazard, mentre gli amministratori indipendenti, supportati da Rothschild & Co, hanno espresso perplessità, giudicando il prezzo insufficiente rispetto alle prospettive di crescita. Analisti come quelli di Intermonte condividono questa visione cauta e invitano a non aderire, mantenendo target price significativamente più elevati.

L’operazione ridisegna il profilo di rischio-rendimento per chi detiene azioni Recordati: da un lato offre un’uscita ordinata e un premio rispetto ai livelli pre-annuncio, dall’altro sottrae al mercato un titolo storico di Piazza Affari, riducendo le opzioni di diversificazione nel comparto farmaceutico italiano.

I risparmiatori che privilegiano la liquidità e la certezza troveranno nell’adesione uno strumento efficace; chi crede nel potenziale industriale residuale e nella capacità di CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert di accelerare la crescita potrà attendere gli sviluppi del periodo di adesione, consapevole che le autorizzazioni già ottenute e l’impegno di Rossini rendono concreta la prospettiva di delisting entro la fine del 2026.