Nella Genesi, Esaù torna affamato dai campi. È esausto, sfinito. Suo fratello Giacobbe, approfittando della debolezza del momento, gli propone uno scambio: la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie. Esaù accetta. E consegna, in un solo gesto, il diritto a ereditare la benedizione, il patrimonio, il futuro.
Un errore storico. Un compromesso devastante. Un pasto caldo pagato con l’intera rendita della propria discendenza.
Eppure, in finanza, la scena si ripete ogni giorno. Solo che al posto delle lenticchie ci sono strumenti come gli ETF covered call o ETF buy and write. E al posto della primogenitura c’è il potenziale di crescita del capitale.
Cosa accomuna Esaù e l’investitore medio che sceglie questi ETF?
Il desiderio di una soddisfazione immediata. Esaù vuole mangiare subito. L’investitore vuole una cedola adesso. Un flusso periodico, tangibile, rassicurante. E per ottenerlo, accetta uno scambio capestro: rinuncia alla parte più importante del rendimento finanziario, quella che matura con il tempo e la pazienza.
Nel caso degli ETF covered call, il meccanismo è chiaro:
- l’ETF detiene un paniere di azioni,
- vende opzioni call su quelle stesse azioni,
- incassa premi da chi compra quelle opzioni,
- distribuisce questi premi sotto forma di reddito.
Sembra perfetto. Ma c’è un prezzo. Un prezzo alto.
La vendita delle opzioni limita la crescita del capitale: se il mercato sale, l’ETF non partecipa pienamente al rialzo. In pratica, rinuncia alla primogenitura in cambio di un flusso regolare di cedole.
La metafora delle lenticchie è più reale di quanto sembri.
Questi strumenti attirano perché offrono “cedole” anche dell’8–10% annuo. Ma quelle cedole, in realtà, non sono dividendi generati da un’attività economica sottostante. Sono premi derivanti da una rinuncia strutturale al rialzo. In pratica, ricevi soldi oggi perché hai venduto il tuo domani.
La letteratura finanziaria mostra che gli ETF buy and write:
- tendono a sottoperformare gli ETF classici in mercati rialzisti,
- offrono una protezione limitata nei ribassi,
- e rendono al massimo in mercati laterali, una condizione difficile da prevedere e sfruttare in modo sistematico.
Negli ultimi tre anni, ad esempio, ETF buy and write su Nasdaq o S&P 500 hanno perso moltissimo terreno rispetto agli ETF classici. Perché? Perché i mercati hanno avuto una fase di forte crescita e questi strumenti non hanno potuto seguirla. Hanno incassato premi, certo. Ma hanno perso il treno. Proprio come Esaù.
Un investitore può legittimamente desiderare reddito. Ma deve capire il prezzo che paga.
Nel caso degli ETF buy and write, il prezzo è alto:
- rinunci al pieno apprezzamento del capitale,
- sei vincolato alle distribuzioni decise dal gestore,
- e se il mercato scende, la capacità di recupero è strutturalmente compromessa.
Per esempio: se dopo un calo il mercato riprende vigore, l’ETF covered call continuerà a vendere opzioni che bloccano il guadagno, mentre un ETF classico risalirà a pieno ritmo. Il risultato? Il primo resta indietro, il secondo recupera. L’uno si accontenta delle lenticchie, l’altro si prende l’eredità.
Ci sono strategie che offrono un compromesso più sano. Una delle più efficaci?
Un portafoglio bilanciato: una parte in ETF azionari classici, una parte in ETF obbligazionari. Dal segmento obbligazionario si preleva il reddito desiderato. E nel frattempo la parte azionaria può crescere, senza limiti, con la possibilità di riequilibrare nei momenti opportuni.
Questa soluzione:
- offre flessibilità,
- non impone limiti alla crescita,
- consente una gestione attiva e consapevole del proprio capitale.
Non è perfetta. Nulla lo è. Ma almeno non sacrifica il futuro sull’altare del presente.
Il vero consulente dovrebbe aiutare il cliente a non essere Esaù.
A riconoscere il valore della pazienza, della crescita nel tempo, della strategia.
A non svendere il lungo termine per un’illusione di cedola.
Chi compra ETF covered call senza capire cosa sta facendo, spesso non compra reddito. Compra conforto. Ma lo paga carissimo.
E nella finanza come nella Bibbia, chi vende la primogenitura per un piatto di lenticchie, un giorno si guarda indietro e si accorge che ha perso tutto.