Il nuovo trend di Borsa si chiama HALO. 10 titoli italiani da comprare ora

Claudia Cervi

11 Febbraio 2026 - 17:49

Cosa sono i titoli HALO e perché stanno attirando gli investitori? Ecco 10 azioni italiane da monitorare nei prossimi 12 mesi.

Il nuovo trend di Borsa si chiama HALO. 10 titoli italiani da comprare ora

A Piazza Affari c’è un nuovo trend che arriva direttamente da Wall Street. Una sigla nuova, ancora poco raccontata ma già molto osservata. Si chiama HALO. E no, non è una moda passeggera. Proprio negli States molti analisti stanno iniziando a spostare l’attenzione dai soliti titoli growth e dalle Big Tech verso aziende molto diverse. Meno software, più cemento. Meno algoritmi, più infrastrutture. Meno promesse future, più asset reali.

E Milano sembra la piazza adatta dove cercare questi titoli. Qui il FTSE MIB, dopo mesi di rialzo quasi ininterrotto, si è spinto in area 47.000 punti, livelli che fino a poco tempo fa sembravano più un esercizio teorico che una prospettiva reale. Le banche hanno già dato, il lusso ha già raccontato la sua storia, l’effetto tassi sembra essersi stabilizzato con una Bce ferma dopo la lunga fase di allentamento monetario.

Cosa sono i titoli HALO e perché interessano Piazza Affari

HALO è l’acronimo di Heavy Assets, Low Obsolescence. Dietro questa formula apparentemente tecnica si nasconde un concetto molto intuitivo. Si parla di aziende che possiedono asset fisici rilevanti, difficili da replicare e soprattutto impossibili da disintermediare con un software. Reti elettriche, gasdotti, infrastrutture, impianti industriali, difesa, materiali. Tutto ciò che l’intelligenza artificiale può rendere più efficiente ma non sostituire.

Qui sta il punto che sempre più analisti considerano. L’AI accelera i cicli tecnologici e aumenta il rischio di obsolescenza per molti modelli di business digitali. I titoli HALO, invece, vivono all’estremo opposto. Flussi di cassa visibili, spesso regolati, barriere all’ingresso elevate e una domanda che non dipende dalle mode del momento. Non crescono perché sono trendy, crescono perché sono necessari.

Ecco perché il tema non resta confinato a Wall Street. In Europa, e soprattutto in Italia, il terreno è sorprendentemente fertile. Piazza Affari è storicamente piena di aziende legate a infrastrutture, energia e industria pesante, settori che per anni sono stati considerati poco glamour e che oggi tornano al centro della scena. Il PNRR, l’aumento della spesa per la difesa, la transizione energetica e la modernizzazione delle reti stanno creando un contesto che sembra disegnato su misura per questo tipo di società. In altre parole, il mercato potrebbe essere solo all’inizio della riscoperta.

I 10 titoli HALO di Piazza Affari da tenere d’occhio nel 2026

In questo scenario, alcuni nomi del listino italiano iniziano a emergere con una chiarezza particolare. Terna resta uno dei casi più evidenti. La rete elettrica italiana è al centro della transizione energetica e degli investimenti legati all’elettrificazione. Il titolo viene guardato come un classico bond proxy ma non ha molto potenziale di rivalutazione: secondo Banca Akros, il fair value è in area 9,60 euro nel corso del 2026. Il titolo quota attualmente 9,70 euro.

Un discorso simile vale per Snam, che continua a essere percepita come una macchina da flussi di cassa. Il gas resta un asset strategico per l’Europa e la rete italiana è destinata a giocare un ruolo chiave anche nello sviluppo dell’idrogeno. Anche in questo caso il consenso di mercato guarda a una valutazione in area 5,90 euro, sostenuta da dividendi elevati e visibilità sugli utili. Ma il titolo quota attualmente 6,06 euro.

Nel segmento della distribuzione, Italgas si distingue per il forte focus sulla digitalizzazione delle reti. Qui l’AI è un alleato, non un concorrente. L’obiettivo di prezzo che circola tra gli analisti si muove intorno ai 10,30 euro, al di sotto del prezzo attuale pari a 10,80 euro.

Tra le utilities integrate, Enel continua a essere osservata speciale. Dopo la fase di deleveraging e razionalizzazione, il mercato inizia a guardare al gruppo come a una pure play su reti e rinnovabili mature. Le valutazioni aggiornate indicano un possibile ritorno verso 11 euro, se il percorso di riduzione del debito resterà coerente. In questo caso, l’upside potenziale è del 13%.

Nel settore energia, Eni rappresenta uno dei profili HALO più interessanti anche in chiave tattica. Asset reali, upstream, downstream e una politica di buyback che continua a sostenere il titolo. Le stime di Barclays collocano il fair value in area 18,50 euro, assumendo uno scenario petrolifero stabile.

Più ciclica ma sempre più solida è Saipem, tornata protagonista grazie a un backlog record e a una maggiore disciplina finanziaria. Il mercato guarda con attenzione a nuovi contratti offshore, ma il titolo ha appena raggiunto i target degli analisti in area 3,30.

Nel mondo delle infrastrutture pure, Webuild resta un caso da manuale. Cantieri, opere pubbliche, grandi progetti europei e internazionali. Qui il valore non è nell’algoritmo ma nel cemento. I target più aggiornati si muovono in area 4,40-4,50 euro, legati all’evoluzione del portafoglio ordini.

Il capitolo difesa è dominato da Leonardo, che beneficia di un trend geopolitico ormai strutturale. Asset industriali, tecnologia proprietaria e una domanda in crescita rendono il titolo uno dei più osservati. Le valutazioni di consenso parlano di area 68 euro, dopo una corsa già significativa.

Sul fronte dei materiali, Buzzi incarna perfettamente il concetto HALO. Il cemento non diventa obsoleto e resta al centro dei piani infrastrutturali globali. Il mercato guarda a un potenziale ritorno verso 58 euro, sostenuto da margini resilienti. Il potenziale di rialzo dista circa il 13,50% dai livelli attuali.

Infine, Prysmian rappresenta il ponte tra infrastrutture fisiche e megatrend tecnologici. Senza cavi non esistono reti, data center o transizione energetica. Gli analisti indicano un obiettivo in area 100 euro, legato alla crescita della domanda globale. Anche in questo caso il rally del +20% da inizio hanno ha spinto il titolo oltre questa soglia.

Il filo rosso che unisce questi titoli non è la promessa di una rivoluzione improvvisa, ma la forza di modelli di business che resistono al tempo e ai cicli. Per chi investe, il tema HALO non è una scommessa di breve, ma una lente nuova con cui leggere il mercato italiano nel 2026.

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