I prezzi delle case a Barcellona stanno per arrivare a 5.000 al metro quadro trainati dagli investimenti stranieri. Le ragioni di un boom immobiliare senza fine
Il mercato immobiliare spagnolo continua a crescere a livelli mai visti. I prezzi medi delle abitazioni sono saliti del 26% rispetto al 2007 mentre il numero di compravendite è cresciuto del 19,9% su base annua. Un’ascesa costante che sta portando i prezzi delle case iberiche quasi ai livelli dei Paesi Scandinavi e della Svizzera.
Un quadro particolarmente florido in cui spiccano i dati di Barcellona. Il Colegio de Registradores, l’associazione professionale che gestisce i registri immobiliari, commerciali e dei beni mobili del Paese, ha evidenziato che nel capoluogo della Catalogna i prezzi medi delle case hanno raggiunto i 4.538 € al metro quadrato nel primo trimestre del 2026 (terzo dato più alto della Spagna) e addirittura i 4.719 € nel terzo trimestre.
Una delle ragioni principali di questa crescita, che appare inarrestabile, sono i capitali provenienti dall’estero.
Le zone più ambite
La domanda straniera di case a Barcellona non riguarda tutta la città in maniera uniforme. I quartieri più ambiti sono Eixample, Diagonal Mar, Ciutat Vella e la zona alta ai piedi del Collserola.
Ognuno di essi ha un profilo di acquirente diverso: Eixample è particolarmente ambito da chi cerca case antiche mentre Diagonal Mar è la zona preferita da chi desidera un’abitazione di alto livello a due passi dal mare.
Le misure legislative non fermano gli acquisti
Il boom immobiliare di Barcellona stupisce ancora di più se pensiamo alle misure restrittive prese dal governo centrale per provare a stimolare la domanda interna.
Ad aprile 2025 è stato definitivamente abolito con la legge organica 1/2025 il regime del visto d’oro spagnolo che per 12 anni ha permesso ai cittadini non UE di “acquisire” la residenza iberica comprando un immobile di proprietà di prezzo superiore ai 500.000 euro.
A maggio di quest’anno il Governo ha presentato al Parlamento un nuovo disegno di legge sugli alloggi in cui si proponeva di far pagare una tassa fino al 100% del valore di una proprietà agli acquirenti non residenti fuori dall’UE.
Il tutto adducendo come giustificazione alla proposta i 27.000 immobili acquistati da cittadini extra europei nel 2023.
Se entrasse in vigore sarebbe decisamente una brutta notizia per i cittadini del Regno Unito, ovvero i maggiori acquirenti stranieri di proprietà immobiliari spagnole.
Nonostante le due misure estremamente severe, però, gli acquirenti esteri della Catalogna non si sono fatti spaventare: nel primo trimestre 2026 le transizioni sono aumentate del 15,6%. Nel terzo trimestre del 15,1%.
In realtà la seconda misura, non ancora approvata, potrebbe aver avuto addirittura l’effetto opposto: quello di spingere i dubbiosi ad acquistare prima che la norma entri in vigore.
Il dato più interessante che emerge dai trend di vendita, però, è un altro. Ovvero che la domanda di case a Barcellona è scarsamente influenzato dai provvedimenti politici. Nonostante un rischio normativo presente e pressante, gli acquirenti stranieri hanno continuato a comprare case e a far salire i prezzi alle stelle.