Il mercato del vino di lusso crolla. Cosa sta succedendo a Bordeaux e Borgogna?

Redazione Money Premium

09/01/2026

L’interesse degli investitori verso strumenti più liquidi e meno soggetti a variabili politiche ha accentuato il calo dei prezzi del vino, spingendo molti a rivalutare le proprie strategie.

Il mercato del vino di lusso crolla. Cosa sta succedendo a Bordeaux e Borgogna?

Il mercato del vino pregiato sta attraversando una fase complessa e prolungata, con il 2025 che segna il terzo anno consecutivo di cali significativi.

Secondo l’indice Liv-ex Fine Wine 100, i prezzi complessivi sono scesi del 2,8 per cento fino alla fine di novembre. Bordeaux ha registrato un -6,6 per cento, Borgogna -4,4 per cento e Champagne d’annata -4,3 per cento. Questo ribasso porta i prezzi ai livelli di fine 2020, cancellando quasi completamente il boom del periodo pandemico, quando la combinazione di liquidità disponibile, tempo libero e accesso a prestiti a basso costo aveva spinto i prezzi delle bottiglie di alta gamma a record storici.

Nei precedenti cali di mercato c’erano sempre settori che mostravano segni positivi, ma in questo ciclo ribassista è stato tutto negativo. La situazione ha colpito sia le annate più recenti sia i vini di prestigio consolidati, creando una pressione diffusa su tutto il comparto del vino di lusso.

Un fattore determinante è stato l’impatto dei dazi imposti dall’amministrazione Trump, pari al 15 per cento sulle importazioni europee. Secondo Liv-ex, le vendite di vino francese negli Stati Uniti sono calate di circa il 44 per cento nel 2025, penalizzando profondamente Bordeaux e Borgogna. Le campagne en primeur, momento chiave per le nuove annate, hanno registrato performance deludenti, con prezzi iniziali troppo elevati che hanno scoraggiato acquisti significativi da parte dei collezionisti e dei commercianti.

Tra i peggiori cali figurano alcune annate recenti di Bordeaux: Château Mouton Rothschild 2021 ha perso il 5,2 per cento, Château Haut-Brion 2021 l’11,4 per cento e Château Ausone 2021 addirittura il 34 per cento. Questi dati sottolineano come anche annate considerate discrete dai critici possano essere soggette a ribassi significativi sul mercato secondario, a causa dell’eccesso di offerta e della prudenza degli acquirenti.

La fase negativa del mercato del vino pregiato si inserisce in un contesto più ampio, in cui altri asset come le azioni tecnologiche statunitensi e l’oro hanno attirato capitali. L’interesse degli investitori verso strumenti più liquidi e meno soggetti a variabili politiche e tariffarie ha accentuato il calo dei prezzi del vino, spingendo molti a rivalutare le proprie strategie di diversificazione.

Nonostante la tendenza ribassista, emergono segnali incoraggianti sul fronte asiatico. Mercanti a Hong Kong e Singapore segnalano una ripresa della domanda, in parte dovuta al ritorno di reddito discrezionale e alla ripresa dei mercati finanziari locali. Si segnala un incremento delle vendite di Borgogna e Champagne d’annata, soprattutto tra collezionisti che hanno approfittato dei prezzi depressi per reintegrare le proprie cantine.

Si conferma la forte domanda per i Bianchi di Borgogna delle maison François Raveneau, Leflaive e Ramonet, con vendite in crescita soprattutto in Cina. Sebbene il mercato sia stato piuttosto difficile negli ultimi tre anni, questa fase ha offerto opportunità per acquistare vini eccezionali a prezzi convenienti. In particolare, punta su Borgogna bianca 2023, dove una produzione ridotta dell’annata 2024 potrebbe creare scarsità sul mercato.

Il 2025 evidenzia come la combinazione di fattori politici, tariffari e finanziari possa avere un impatto duraturo sul mercato del vino di lusso. Tuttavia, i segnali di ripresa in Asia e la possibilità di acquistare annate pregiate a prezzi convenienti offrono opportunità concrete per investitori lungimiranti. La capacità dei produttori di gestire l’offerta, bilanciare i prezzi e attrarre nuovi acquirenti sarà cruciale per il recupero del mercato nel 2026.

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