Fast Retailing archivia un altro trimestre record, alza le stime sull’anno e accelera l’espansione globale. Dopo il successo di Uniqlo, il colosso giapponese scommette su Gu.
Fast Retailing, uno dei maggiori colossi mondiali dell’abbigliamento, continua a crescere a ritmo sostenuto e, forte di risultati finanziari sopra le attese, rilancia la sua strategia globale puntando con decisione su Gu, marchio “fratello minore” di Uniqlo ma con ambizioni altrettanto grandi.
Fondato nel 1963 e noto al grande pubblico per il lancio di Uniqlo nel 1984, Fast Retailing ha chiuso l’esercizio fiscale 2025 con ricavi pari a oltre 3.4000 miliardi di yen (circa $23 miliardi), praticamente raddoppiati in nove anni.
Tutti numeri che, insieme a una redditività in costante miglioramento, confermano il gruppo tra i protagonisti assoluti del fashion globale.
Conti in crescita e previsioni riviste al rialzo
Il primo trimestre dell’anno fiscale 2026 ha rafforzato ulteriormente questo trend. L’utile operativo è salito del 34% su base annua, raggiungendo più di205 miliardi di yen (circa $1,3 milioni) e superando nettamente le stime degli analisti. Anche i ricavi trimestrali sono aumentati del 15%, spinti da una domanda solida sia in Giappone sia all’estero.
Sulla scia di questi risultati, Fast Retailing ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio, alzando l’obiettivo di utile operativo a 650 miliardi di yen (circa $4 miliardi). “Nel primo trimestre abbiamo assorbito l’impatto dei dazi aggiuntivi negli Stati Uniti e superato le nostre aspettative sul margine di profitto operativo”, ha spiegato il direttore finanziario Takeshi Okazaki.
A trainare la crescita è soprattutto Uniqlo, che da sola ha generato vendite per 18,7 miliardi di dollari nell’ultimo esercizio, con incrementi a doppia cifra sia in Giappone sia nei mercati internazionali. La strategia di espansione in Europa e Nord America, con nuove aperture in città come Anversa, Birmingham, Monaco di Baviera e diversi flagship previsti negli Stati Uniti, sta riducendo progressivamente la dipendenza dalla Cina, pur restando quest’ultima un mercato chiave.
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Dopo Uniqlo, la nuova scommessa si chiama Gu
È in questo scenario di forza finanziaria che Fast Retailing accelera sullo sviluppo di Gu. Nato nel 2006, il brand, il cui nome significa “libertà” in giapponese, si rivolge a un pubblico più giovane e attento alle tendenze, con prezzi leggermente inferiori a quelli di Uniqlo. Oggi conta circa 480 negozi in Asia e una presenza digitale consolidata in Giappone, Taiwan e Hong Kong.
Il debutto globale è però recentissimo. Dopo un pop-up nel 2022, nel 2024 Gu ha aperto il suo primo flagship store a New York, dove sorgerà anche la sede centrale mondiale del marchio. È qui che verranno sviluppate le collezioni e le strategie di marketing del piano “Go Global”, pensato per trasformare Gu in un brand internazionale. “Gu ha lo stesso potenziale di Uniqlo. Possiamo aprire tanti negozi quanti ne ha Uniqlo”, ha dichiarato Okazaki in occasione dell’inaugurazione newyorkese.
Un nuovo direttore creativo per l’espansione globale
A rafforzare questa ambizione arriva una mossa chiave sul fronte creativo. Fast Retailing ha nominato Francesco Risso primo direttore creativo di Gu. Lo stilista italiano, già alla guida di Marni dal 2016 al 2023, debutterà con la collezione autunno-inverno 2026-27. Risso firmerà anche una nuova linea per Uniqlo, affiancandosi a una rosa di collaborazioni di alto profilo che include Jonathan Anderson e Clare Waight Keller.
Con Gu oggi secondo marchio per fatturato del gruppo (circa 2,1 miliardi di dollari, in crescita del 3,6%), Fast Retailing punta a replicare, almeno in parte, il percorso di Uniqlo: scala globale, identità chiara e controllo rigoroso della filiera. Una scommessa che, alla luce dei conti e delle strategie messe in campo, il gigante giapponese sembra avere tutte le carte per giocare.
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