Il grande reset di Zelensky e il viaggio di Nuland a Kiev

Roberto Vivaldelli

07/02/2024

Budanov possibile nuovo capo delle forze armate, mentre Zaluzhny potrebbe essere spedito nel Regno Unito. Il piano di Usa-Uk per continuare la guerra in Ucraina.

Il grande reset di Zelensky e il viaggio di Nuland a Kiev

Qualcosa di grosso bolle in pentola in Ucraina. Intervistato da Gian Marco Chiocchi sul Tg1, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato la sua intenzione non solo di licenziare il capo delle forze armate, il generale Valery Zaluzhny, ma anche di sostituire una parte dell’establishment del Paese.

“Sicuramente un reset, un nuovo inizio, è necessario. Quando parliamo di questo, intendo un ricambio di una serie di dirigenti dello stato, non solo di un singolo settore come quello militare. Io sto riflettendo su questo, è vero” ha dichiarato il leader ucraino, confermando le voci sull’imminente sostituzione di Zaluzhny, generale “pragmatico” e realista, molto amato in patria, che aveva sollevato dubbi sulla strategia ucraina a Bakhmut spiegando alla rivista Time che la controffensiva era ferma e che Kiev non può avanzare perché è subentrato “lo stallo”, una guerra di trincea “come nella prima guerra mondiale”. Con l’appoggio di Stati Uniti e Regno Unito - che già sabotarono i negoziati nell’aprile 2022 - Zelensky intende sostituire quella classe dirigente stufa della guerra e desiderosa di trovare un accordo con i russi.

Biden vuole una “guerra senza fine” in Ucraina

L’amministrazione Biden intende portare avanti la sua strategia in Ucraina di tenere impegnata la Russia in una lunga guerra di logoramento. Che questo comporti al sacrificio di migliaia di ucraini, poco importa. D’altro canto, Zelensky è un “presidente di guerra” e il suo destino politico e personale è legato proprio all’andamento del conflitto: qualora venisse raggiunto un accordo con i russi - che realisticamente dovrebbe prevedere la cessione di territori a Mosca, a cominciare dalla Crimea - in Ucraina potrebbe terminare lo “stato di eccezione” e la leadership dell’attuale leader verrebbe messa in discussione. Come scrive su Asia Times l’ex vice-sottosegretario dell’amministrazione Reagan Stephen Bryen, l’amministrazione Biden “vuole che la guerra in Ucraina continui almeno fino a dopo le elezioni presidenziali americane” di novembre.

Valery Zaluzhny nuovo ambasciatore nel Regno Unito?

Un piano che può essere messo in discussione dal grande reset annunciato da Zelensky, qualora il capo delle forze armate Valery Zaluzhny decidesse di opporsi ai programmi del leader ucraino e di aprire così una guerra interna dagli esiti imprevedibili. Per questo motivo, come sottolinea anche Bryen, l’amministrazione Biden ha inviato in fretta e furia il vicesegretario di Stato Victoria Nuland a Kiev per mediare tra Zelensky e Zaluzhny e invitare quest’ultimo a mantenere la calma. Al generale sarebbe stato offerto un ruolo diverso da quello di capo delle forze armate. Secondo il deputato ucraino Yevhen Shevchenko avrebbe infatti già accettato la posizione di ambasciatore nel Regno Unito. Se ciò fosse vero, Zaluzhny avrebbe sì in ruolo di primo piano ma sarebbe posto sotto stretta sorveglianza a Londra, spegnendo sul nascere qualsiasi tentativo del generale di rovesciare il suo avversario e prendere le redini del Paese. Al posto di Zaluzhny andrebbe così Kyrylo Budanov, capo della direzione principale dell’intelligence ed esperto di “guerra asimmetrica”. Il tutto accade mentre Avdeevka sembra improvvisamente poter crollare e passare nelle mani dei russi. Un fallimento che consentirebbe a Zelensky di sostituire Zaluzhny e all’occidente a guida Usa-Uk di continuare a perseguire una “guerra senza fine” in Ucraina contro la Russia.

Ci sono però dei seri ostacoli alla riuscita di questo piano dell’occidente in Ucraina. Su tutti, lo stallo degli aiuti militari a Kiev da parte degli Stati Uniti, oltre al fatto che l’esercito ucraino deve fare i conti con una sempre più grave carenza di uomini. Per tale motivo, il presidente sta spingendo l’approvazione da parte della Rada di un impopolare disegno di legge sulla mobilitazione, criticato da molti esponenti politici e della società civile, come la deputata Jed ex primo ministro Yulija Tymošenko e che, secondo l’European Business Association, potrebbe paralizzare la già compromessa economia del Paese. La legge consentirebbe al governo ucraino di congelare il conto in banca dei disertori chiamati a combattere al fronte, scatenando una corsa agli sportelli. “Per attirare uomini e donne nell’esercito - sottolinea Stephen Bryen nella sua analisi su Asia Times - Kiev ricorre a misure brutali e impopolari, comprese minacce e intimidazioni. Andare al fronte senza essere addestrati è visto sempre più come una condanna a morte certa (e lo è)”. Ma c’è anche un’altra variabile, che l’occidente sottovaluta: una possibile nuova offensiva da parte di Mosca, che in questo momento sembra aver assunto le redini del gioco.