Il gioco d’azzardo come sponsor di maglia: i casi Premier League e Serie A

Francesco Nasato

28/08/2025

Inghilterra e Italia hanno provato a regolamentare il settore, ma i club calcistici hanno spesso trovato il modo di aggirare legalmente le norme.

Il gioco d’azzardo come sponsor di maglia: i casi Premier League e Serie A

Tra Premier League e Serie A il divario sul piano sportivo si è allargato sempre di più nel tempo, come una forbice che continua ad essere aperta da una sadica mano con l’obiettivo di allontanare sempre di più le due parti di cui è composta.

Il potere economico delle società inglesi della Premier, nessuna esclusa, spesso fa impallidire i dirigenti della squadre di casa nostra, costretti a districarsi tra paletti, vincoli e inventiva per cercare di costruire squadre il più possibile competitive.

C’è però un aspetto che accomuna abbastanza da vicino i due campionati: quello degli sponsor di maglia collegati alle scommesse sportive. C’è stato un momento in cui erano un po’ dappertutto, poi si è cercato di limitarli il più possibile e ora, visti i risultati modesti, si cerca una via che possa cercare di mantenere insieme le esigenze di tutte le parti in causa.

Più della metà dei club di Premier League ha società di gioco d’azzardo come sponsor di maglia

In una sua recente analisi, Bloomberg racconta quale sia la situazione attuale nel campionato più conosciuto, popolare e seguito al mondo. Nella stagione appena iniziata 11 club su 20, quindi oltre la metà del totale, ha nomi di società di gioco d’azzardo stampati sul petto dei giocatori, cioè la parte più visibile e riconoscibile delle divise da gioco. Nessun altro settore è stato così presente dalla nascita del campionato nel 1992. Inutile sottolineare come gli accordi con i marchi del gioco d’azzardo siano redditizi per la Premier League, ma sono aumentate anche le reazioni negative da parte di gruppi che considerano la promozione del gioco d’azzardo come un danno concreto per chi combatte questa dipendenza.

Alla luce di questo la Premier League ha accettato di vietare volontariamente la pubblicità degli sponsor del gioco d’azzardo sulla parte frontale delle maglie a partire dal prossimo anno. La pubblicità del gioco d’azzardo sarà però comunque consentita sulle maniche delle divise, sugli schermi digitali degli stadi e praticamente ovunque il giorno della partita.

Questa crescente influenza del settore è generalmente attribuita al Gambling Act del Regno Unito del 2005 che ha consentito la pubblicità in TV e radio, innescando un’ondata più ampia di pubblicità incentrata sul gioco d’azzardo.

La Serie A e il Decreto Dignità

A proposito di norme che hanno avuto come obiettivo quello di incidere sul settore del gioco d’azzardo negli ultimi anni, guardando all’Italia bisogna necessariamente passare dal Decreto Dignità del 2018. Come ricorda Pagella Politica in un suo approfondimento, in particolare si fa riferimento all’articolo 9 del Decreto che aveva vietato qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro effettuata su qualunque mezzo di comunicazione e durante le manifestazioni sportive, artistiche o culturali. Un provvedimento che aveva avuto immediate ripercussioni anche sui club di Serie A, con società come la Roma che si erano viste costrette a interrompere contratti milionari di sponsorizzazione sottoscritti da poco.

Come spesso accade però ecco che la necessità aguzza l’ingegno. Così le società di scommesse sportive cambiano la loro denominazione e diventano apparentemente dei siti di informazione al cui interno si possono comunque trovare tutte le quote relative ad eventi e manifestazioni sportive. Questa natura apparentemente diversa consente di proseguire nell’attività di sponsorizzazione e così a bordo campo, sui tabelloni luminosi degli stadi di Serie A, compaiono quasi a ogni partita sui banner a led i loghi di questi nuovi portali informativi.

Non solo. Per esempio nella scorsa stagione sulle maglie del Lecce era impresso in bella vista lo stemma di BetItalyPay. E l’Inter sui propri kit di allenamento aveva scritto LeoVegas. Il governo è al lavoro per apportare ulteriori modifiche nel tentativo di regolamentare nella maniera più possibile questo rapporto. In questo senso lo scorso marzo la Commissione Cultura del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il governo a modificare le regole sui giochi con le vincite in denaro, in vigore dal 2018, ma come abbiamo visto regolarmente aggirate. Il settore delle scommesse, prima del decreto Dignità, portava al mondo del calcio professionistico quasi 150 milioni di euro, cifra che non è possibile sottovalutare completamente.