Il denaro non è mai gratis

Claudio Carella

24/02/2023

Non esiste il rischio zero negli investimenti, è questa una delle poche certezze, e averne consapevolezza è un valore aggiunto.

Il denaro non è mai gratis

Oggi, insolitamente, non parlerò di mercati, non troverete numeri e grafici, nessun dato. Oggi è un anno esatto dall’inizio della Guerra in Europa, con la Russia – ben oltre l’Ucraina - ancora a minacciare la sicurezza del Mondo, e sullo sfondo quella che è la vera posta in gioco, la rivalità tra Cina e USA, passando per Taiwan.

Un anno difficile, e non si vede ancora la volontà di trovare una soluzione possibile al conflitto, un compromesso accettabile mentre il numero di morti diventa solo un dato che viene aggiornato da un contabile. Questa volta non parlerò dei mercati e della situazione attuale, ma degli ultimi tre anni, particolarmente difficili per tutti. Provo a ripercorrerli rapidamente, guardarsi indietro può spesso essere utile, aiuta a capire come abbiamo reagito davanti agli imprevisti e come ci siamo adattati ai cambiamenti. E quali sono i comportamenti che potremo avere in futuro in quello che è il nostro habitat naturale, un Mondo governato dall’incertezza.

Torniamo al 24 febbraio 2020, tre anni fa esatti. Eravamo già da inizio mese in Lockdown, sapevamo poco di quanto stava avvenendo, ogni giorno si ascoltava il bollettino Covid dei caduti, i funerali sui blindati per le strade di Bergamo di notte resteranno impressi per sempre nella nostra memoria, il sistema sanitario sembrava non potesse reggere al colpo ed il Mondo intero si era letteralmente fermato e, di conseguenza, la recessione era inevitabile, la caduta dei mercati certificava la criticità del momento, insieme al nostro stato d’animo invaso dalla paura. Per tutto il mese successivo la Volatilità ha toccato picchi elevatissimi, come nel 2008 durante la Grande Crisi Finanziaria, e come allora il Mondo sembrava dover collassare. In quei momenti, nelle difficoltà più cupe, tutti noi abbiamo però anche riscoperto ciò che è davvero importante, per noi stessi e per le nostre relazioni.
Ciò che ci poteva salvare ieri è anche ciò che ci potrà salvare domani.

Abbiamo scoperto che nei momenti più difficili può arrivare quell’energia positiva e si decide di metterla a disposizione degli altri, per vivere ogni situazione nel migliore dei modi possibili, con il nulla o il poco o il tanto che ognuno di noi ha a disposizione.
E’ in quei giorni che decisi che da quel momento avrei inviato a molti miei clienti una mail periodica, una newsletter possibilmente con cadenza settimanale, che potesse raccogliere le mie personali idee sui mercati, su quanto stesse avvenendo nel Mondo, fornendo magari un punto di vista diverso rispetto a quanto ognuno di noi legge sui giornali o su internet, per condividerle con un più elevato numero di famiglie che mi hanno dato nei miei trent’anni di attività la cosa più importante, la loro Fiducia. Fu sempre in quei giorni di tre anni fa che decisi di sfruttare la tecnologia che si stava affermando velocemente per avviare i miei primi Virtual Meeting insieme ad altri colleghi e, obbligati al distanziamento sociale, decisi di dare un nome a quegli incontri virtuali, e nacque DistantiNonLontani, perché il messaggio doveva essere prima di tutto di vicinanza ma anche di sfida a tutto quello che stava avvenendo. Ci furono nel 2020 ben sei Meeting dedicati solo ai Clienti, con grande partecipazione e ricadute sul lavoro molto positive che, a distanza di tre anni, non si sono ancora esaurite. Oggi i miei Meeting sono diventati frequenti, si sono evoluti, hanno visibilità e spesso sono rivolti ai colleghi ma, come l’ultimo del 16 febbraio, anche ai clienti. Il mese successivo, fine marzo del 2020, il Mercato, toccò i minimi, la discesa sembrava non avesse fine. Poi da quel momento iniziò una rapida ripresa su tutti gli Asset, dalle Azioni ai Bond all’Oro, grazie al rapido e fin troppo generoso supporto delle Banche Centrali e alle vigorose Politiche fiscali in tutti i Paesi.
Non so se qualcuno di voi lo ricorda, ma nei Meeting dicevo spesso una frase – e credo di averla anche scritta – che era in qualche modo un presagio di quanto sarebbe emerso due anni più tardi:
“Il Denaro non è mai Gratis”

Che significa? Che la liquidità immessa sul Mercato prima o poi si sarebbe dovuta drenare, e che Mr. Market ci avrebbe presentato il conto. Così come le politiche fiscali ed i Bonus a pioggia elargiti a molte categorie, avrebbero aggravato i Conti Pubblici dei vari Paesi, in particolare quelli già in situazione critica come l’Italia.
Siamo al 2021. Prosegue l’andamento positivo dei mercati, con qualche scricchiolio. L’apertura ancora non totale del commercio inizia infatti a manifestare le sue tensioni sui prezzi delle merci per i problemi da un lato di approvvigionamento e dall’altro della domanda delle Imprese che ricominciavano a produrre. Iniziamo di lì a poco a sentire che ciò era dovuto solo ai “colli di bottiglia”, alla difficoltà di ripartire e distribuire le merci in modo ordinato. Come dire che si, è vero che si vede inflazione da offerta, ma tutto questo troverà una progressiva soluzione con il miglioramento della situazione sanitaria mondiale, la nuova apertura del commercio mondiale, e la distribuzione delle materie prime in tutto il Mondo. Per tutto il 2021 hanno definito l’inflazione come un fenomeno transitorio, continuando la politica di espansione monetaria.

Con troppa liquidità si può affogare. Ed è quanto poi è avvenuto nel 2022, dove la Guerra e il tentativo di invasione dell’Ucraina, esattamente un anno fa, ha fatto esplodere e reso evidente a tutti che l’inflazione non era affatto transitoria ma aveva molti aspetti e, con una causa principale, proprio le Politiche delle Banche Centrali e le politiche fiscali dei Governi. “Il Denaro non è mai Gratis” e Mr. Market, complice anche la Guerra, ci ha presentato il conto, ed è stato salatissimo, con un’inflazione che ha avuto punte superiori all’11% nei Paesi sviluppati. Compreso l’errore, si è dovuto – nel 2022 – correre ai ripari con rialzi dei tassi consecutivi di 75bp. Ciò che è avvenuto sui Mercati nel 2022 - per i dati avete tutte le tabelle condivise più volte - non è mai accaduto, non viene (non veniva, ma da oggi si) neanche considerato nelle analisi statistico quantitative che io utilizzo, e che partono dal 1970. Non si è mai verificato una variazione negativa dei Bond in contemporanea all’equity per un così lungo periodo e di tale dimensione. E ciò ha portato a quelle che insisto a definire come momentanee variazioni negative dei Portafogli. Perché continuo a non chiamarle perdite? Per vari motivi:

Primo per il fatto che una perdita è tale solo nel momento in cui io la valorizzo, cioè vendo ad un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto, spesso non rispettando i tempi dell’investimento, funzione del rischio assunto e stimato ex ante.
Il secondo motivo è che se è vero che nel 2022 la correlazione è stata incredibilmente positiva; quindi, tutti gli attivi in un Portafoglio si sono mossi nella stessa direzione, è altrettanto vero che questo è un fenomeno che è destinato a rientrare, come già in parte avvenuto. Pertanto, un Portafoglio ben diversificato, nel suo specifico orizzonte temporale non restituirà mai un risultato negativo.
Sono stati tre anni complessi, importanti perché sono un’occasione storica per riflettere sulla realtà che ci circonda ed abbandonare quindi molti miti che ci consolano nelle nostre zone di comfort.

Tre anni, ed ecco che il 30 gennaio 2023 viene. Commissariata la Compagnia Assicurativa Eurovita ed il 6 febbraio bloccati i riscatti sino al 31 Marzo, salvo deroghe probabili, da parte di IVASS. Stiamo parlando di 1000 sportelli bancari su tutto il territorio italiano, 6500 miei colleghi coinvolti, 350 mila clienti, circa 15.000 miliardi di euro che non sono liberi di essere liquidati, una situazione che non ha precedenti. È stato scritto molto su questa vicenda e, chi volesse approfondire, ho ogni documento utile ad approfondire.
Oltre alla vicenda specifica che troverà una soluzione, però cosa ci deve far capire quanto è avvenuto? che la certezza è qualcosa che non esiste, e pensare di “cristallizzare” il rischio Tassi e di Mercato solo perché la contabilità viene fatta al costo storico e non mark to market è un’illusione che si trasforma in rischio reale soprattutto quando non si rispettano parametri patrimoniali adeguati, esplicitati nella Solvency II. Posso davvero eliminare il rischio mercato da un qualsiasi investimento? No, non esiste il Rischio Zero, è questa una delle poche Certezze, e averne consapevolezza è un valore aggiunto.

Impareremo dunque qualcosa? Non so, ad esempio in Italia si “spinge” molto da qualche anno su investimenti, anche per il Retail e con Patrimoni non particolarmente elevati, su Titoli illiquidi, fondi Private Equity e Private Debt, anche per piccoli importi che, ovviamente, non apportano alcun beneficio alla diversificazione e ad una gestione oculata di un Portafoglio, aggiungendo spesso solo rischio inutile. Certo, il vantaggio per chi propone questi investimenti c’è, e non sono solo nelle commissioni annue intorno al 5% (si avete letto bene), ma soprattutto nel fatto che non sono liquidabili se non in lunghi periodi, e soprattutto manca la valorizzazione mark to market, non sono Aziende quotate. Saranno scesi anche loro nel 2022? Non è un dato disponibile, qualche risposta però andrebbe data.

Notate qualche similitudine con quanto descritto prima?
Queste sono dinamiche che vanno comprese, capire da dove partono queste spinte commerciali, perché da quella filiale ci telefonano per un’opportunità da cogliere. Ci parlano di rendimenti, di zero rischio, di prodotti e tutto viene impacchettato in una scatola dove domina la scritta “Certezze”. Bella, proprio quello che fa per me, penso. Peccato però che Certezza e Mercati sono due parole che non possono stare insieme.
Poi qualcuno invece parla di Incertezza, di Gestione del Rischio, di Pianificazione, di Processo di investimento, e non c’è nessuna scatola che possa contenere il tutto. Soprattutto non troverete nessun fiocco rosso ad abbellire la proposta, perché non può essere preconfezionata.

Scelgo la prima? Posso essere fortunato e mi può andar anche bene ma in un determinato periodo limitato che chiamiamo fortuna, ed ecco che si commette l’errore di ricavare una regola invece generale: la scatola che ho comprato è migliore perché mi ha reso di più. Nella seconda scelta invece ci si muove nel mondo reale governato dall’incertezza, si pianificano gli obiettivi sapendo che, se è vero che non sappiamo cosa accadrà domani, sapremo però esattamente come ci comporteremo e quali saranno le nostre scelte. E può capitare che i risultati di breve possano essere inferiori a quelli della prima scelta. Ma non nel periodo di tempo stabilito.
Credo che semplicemente sia solo questo ciò che io posso offrire, cercare di essere sempre più consapevoli di ciò che ci circonda, ed invitarvi a porre attenzione su quelle che sono le cose davvero importanti nella Pianificazione Patrimoniale e nella Gestione dei Portafogli.
Cosa è davvero importante in un Portafoglio strategico? Ecco la sintesi in un’unica immagine dove a destra trovate l’essenziale:

• Il Tempo
• Il nostro Comportamento
• Il Tasso di Risparmio
• l’Asset Allocation.

A sinistra, invece, una lista infinita che non avrà però alcun peso in ciò che riusciremo a realizzare.

I fattori che incidono sugli investimenti. I fattori che incidono sugli investimenti. La gestione del portafoglio deve guardare agli elementi di destra.